Vai al contenuto principale

#google

Google conferma: durante un test di sicurezza Gemini ha violato i sistemi di tre aziende reali

Google ha confermato un episodio delicato riguardante la sicurezza della sua intelligenza artificiale: dur

Altro...

Google ha confermato un episodio delicato riguardante la sicurezza della sua intelligenza artificiale: durante un test di cybersecurity condotto nel maggio 2026, Gemini è riuscita ad accedere ai sistemi informatici di tre aziende realmente esistenti, non simulate. L’IA ha sfruttato una connessione a Internet per tentare, con successo in alcuni casi, di violare le infrastrutture di queste realtà.

Come Gemini ha violato le tre aziendeIl test è stato realizzato insieme a Irregular, azienda specializzata in sicurezza per i modelli di intelligenza artificiale. Secondo quanto riportato da Google, Gemini ha avuto accesso ai sistemi di tre aziende distinte durante l’esperimento. In un caso, l’IA è riuscita a indovinare una password e a entrare direttamente nel sistema; negli altri due, ha invece utilizzato credenziali trovate in repository pubblici online.

Il punto più delicato della vicenda è che non si trattava di ambienti simulati, ma di infrastrutture reali appartenenti ad aziende esistenti. La notizia è emersa solo dopo un’inchiesta del Wall Street Journal, e Google ha ammesso di non aver comunicato pubblicamente l’accaduto prima di essere contattata dalla testata. L’azienda sostiene comunque di aver già informato le tre aziende coinvolte e che nessuna di esse abbia subito danni concreti. È inoltre emerso che, durante il test, era stato inavvertitamente lasciato aperto l’accesso a Internet da parte di Irregular.

Per Google non si tratta di un modello “fuori controllo”Google ha voluto chiarire che l’episodio non rappresenta un caso di deviazione del modello dai propri limiti di sicurezza. Gemini avrebbe agito inizialmente come previsto dal test, per poi interrompere autonomamente le proprie azioni non appena ha stabilito che l’obiettivo non era un ambiente simulato ma un’infrastruttura reale.

Heather Adkins, vicepresidente per l’ingegneria della sicurezza di Google, ha definito l’episodio un esempio importante di quanto sia necessario addestrare i modelli avanzati di intelligenza artificiale a comportarsi in modo responsabile. Google ha inoltre spiegato che notificare alle aziende coinvolte eventuali vulnerabilità scoperte durante i test è una prassi già in uso da parte dei team di sicurezza, applicata anche in questo caso.

Non è un caso isolato tra i big dell’IAGoogle non è l’unica azienda ad aver riscontrato episodi simili. Anche OpenAI e Anthropic hanno segnalato casi in cui i propri modelli, durante test di sicurezza, hanno finito per colpire organizzazioni reali superando i confini dell’ambiente di prova. Con l’aumento delle capacità dei modelli di IA, distinguere con certezza un ambiente simulato da un sistema reale, e prevenire azioni non volute, diventa una sfida sempre più centrale per l’intero settore.

Google ha dichiarato di aver notificato l’accaduto anche alle autorità federali statunitensi, mentre non ha reso pubblico il nome esatto del modello Gemini utilizzato nel test. Trattandosi di una prova condotta nel maggio 2026, è comunque certo che non si tratti dell’ultima generazione di Gemini, arrivata nella seconda metà dell’anno.

#ai #google #android #gemini

0

Caricamento...

0
1

Caricamento...

Proactive Assistance, la funzione AI di Pixel 11, potrebbe arrivare anche su Pixel 10

Proactive Assistance, una delle funzioni AI più interessanti introdotte con i [Pixel 11](https://android

Altro...

Proactive Assistance, una delle funzioni AI più interessanti introdotte con i Pixel 11, potrebbe non restare esclusiva della gamma più recente. Alcuni riferimenti alla funzione sono stati individuati anche su un Pixel 10 Pro XL con installata l’ultima beta di Android 17, lasciando intendere che Google stia valutando di estenderla anche alla generazione precedente.

Gemini che anticipa le esigenze dell’utenteProactive Assistance si basa su Gemini e rappresenta un’evoluzione della funzione Magic Cue già presente sui Pixel 10. L’idea alla base è quella di un assistente che non si limita a rispondere alle domande, ma osserva il contesto della conversazione o dell’attività in corso per suggerire in anticipo informazioni utili.

Un esempio pratico: se durante una conversazione su Google Messaggi un amico chiede l’indirizzo di casa, Gemini può individuare il contesto e proporre direttamente l’indirizzo come suggerimento, senza che l’utente debba cercarlo manualmente.

La scoperta sul Pixel 10 Pro XLLa segnalazione arriva dal canale YouTube In Depth Tech Reviews, che ha installato Android 17 QPR2 Beta 5 su un Pixel 10 Pro XL trovando la voce Proactive Assistance già presente nel menu delle impostazioni. Rispetto ai Pixel 11, dove la funzione compare con un’icona blu nella parte bassa del menu, sul Pixel 10 in beta l’icona è gialla, a forma di lampadina, e posizionata leggermente più in alto; anche il testo descrittivo presenta piccole differenze.

Aprendo la voce di menu, la struttura delle impostazioni risulta quasi identica su entrambe le generazioni: è possibile attivare l’opzione “Use Proactive Assistance” e scegliere l’assistente digitale da utilizzare, un’impostazione presente anche sui Pixel 11.

Altre novità in arrivo con Android 17 QPR2Nuovo tile “Audio Streams” nelle impostazioni rapide

Grafica aggiornata per la sezione Notification Intelligence

Pagina unica che raggruppa le impostazioni di batteria e ricarica, già presente sui Pixel 11

Va precisato che al momento si tratta soltanto di una versione beta: non è detto che Google decida di rendere Proactive Assistance disponibile in modo definitivo sui Pixel 10. Se la funzione dovesse arrivare anche sui modelli meno recenti, il divario tra le due generazioni Pixel si ridurrebbe ulteriormente, un aspetto sicuramente gradito da chi possiede un Pixel 10.

#ai #google #android #gemini #pixel

0

Caricamento...

0
1

Caricamento...

Samsung Gallery si sincronizza direttamente con Google Foto: addio a OneDrive

Samsung Gallery, l’app foto preinstallata sui dispositivi [Galaxy](https://androidiani.net/category/samsu

Altro...

Samsung Gallery, l’app foto preinstallata sui dispositivi Galaxy, ha iniziato a supportare la sincronizzazione diretta con Google Foto. Fino ad oggi il backup su cloud dell’app passava principalmente da OneDrive, grazie alla partnership tra Samsung e Microsoft; da ora in poi gli utenti Galaxy potranno scegliere Google Foto come destinazione diretta del backup.

La fine della collaborazione con OneDriveLa novità è comparsa nella versione 15.9.01.7 di Samsung Gallery, che introduce nelle impostazioni una nuova voce chiamata “Sincronizza foto e video”. Il rilascio, al momento, non riguarda tutti i dispositivi Galaxy: sembra trattarsi di un roll-out graduale.

La collaborazione tra Samsung e Microsoft per il backup su OneDrive terminerà a fine settembre, e la nuova integrazione con Google Foto arriva proprio in tempo per offrire agli utenti un’alternativa. Altri produttori Android, tra cui OnePlus e Xiaomi, offrono già da tempo una sincronizzazione diretta tra la propria app galleria e Google Foto.

Come funziona la sincronizzazioneLa funzione si appoggia a un servizio chiamato “Gallery Cloud Sync”: foto e video vengono caricati su Google Foto mantenendo la qualità originale. Le due app restano inoltre collegate anche per quanto riguarda le eliminazioni: cancellando un contenuto sincronizzato da Samsung Gallery o da Google Foto, il file viene rimosso automaticamente anche dall’altra app e dal cloud.

Per utilizzare la funzione è necessario un dispositivo Samsung con Android 13 o versioni successive, oltre all’accesso sia con l’account Samsung sia con l’account Google. È possibile scegliere quali album sincronizzare e decidere se consentire la sincronizzazione anche tramite dati mobili o in roaming.

Un limite da tenere presenteSamsung Gallery non diventa un client alternativo completo per Google Foto: le foto caricate in passato direttamente tramite l’app di Google non compaiono all’interno di Samsung Gallery. Solo i contenuti sincronizzati tramite la nuova funzione risultano visibili su entrambe le piattaforme.

Per verificare se la funzione è già disponibile sul proprio dispositivo basta aprire Samsung Gallery e seguire il percorso Menu > Impostazioni > Sincronizzazione > Sincronizza foto e video: se la voce compare, la sincronizzazione con Google Foto è attivabile. Si tratta di un cambiamento rilevante per chi utilizzava OneDrive e ora si trova a dover scegliere una nuova soluzione di backup.

#google #android #galaxy #samsung #googlefoto

0

Caricamento...

0
0

Caricamento...

Data della patch di sicurezza non basta più: Google introduce un nuovo sistema di verifica per Android

Per anni, la data della patch di sicurezza è stata il principale indicatore usato per valutare quanto uno smartphone Android fosse protetto. [Google](

Altro...

Per anni, la data della patch di sicurezza è stata il principale indicatore usato per valutare quanto uno smartphone Android fosse protetto. Google ha però introdotto un nuovo sistema che permette di verificare in modo molto più preciso quali correzioni di sicurezza sono effettivamente applicate su un dispositivo, andando oltre la semplice data mostrata nelle impostazioni.

I limiti della sola data della patchSu Android non tutte le componenti del sistema vengono aggiornate nello stesso momento: oltre agli update di sistema rilasciati dai produttori, esistono componenti aggiornabili direttamente tramite Google Play. Questo significa che la data della patch di sicurezza mostrata sul dispositivo può restare invariata anche quando una specifica vulnerabilità è già stata corretta.

Per colmare questo divario, Google ha rilasciato la versione stabile delle librerie AndroidX “Security State” e “Security State Provider”. Grazie a questi strumenti, le app possono verificare quali correzioni di sicurezza sono già state applicate al dispositivo, quali sono le più recenti disponibili e se sono in attesa aggiornamenti già rilasciati ma non ancora installati.

Utile soprattutto per le app bancarieL’ambito in cui questo nuovo sistema potrebbe rivelarsi più utile è quello delle app che richiedono un livello di sicurezza elevato, come quelle bancarie. Un’app potrà verificare, prima di consentire un’operazione delicata, se una determinata correzione di sicurezza è effettivamente presente sul dispositivo. Se un aggiornamento necessario è già disponibile ma non ancora installato, l’app potrà invitare l’utente ad aggiornare invece di bloccare semplicemente l’operazione.

Secondo Google, le app potranno anche verificare se specifiche vulnerabilità identificate con un codice CVE risultano corrette sul dispositivo: ad esempio, controllare che una falla relativa a NFC o Bluetooth sia stata risolta prima di abilitare funzioni come i pagamenti contactless o la condivisione dati a corto raggio.

Un ruolo anche per i produttori, a partire da Android 17Il nuovo sistema porta benefici anche ai produttori di smartphone. In alcuni casi, un’azienda applica una correzione di sicurezza specifica senza aggiornare la data generale della patch mostrata sul dispositivo. Con Android 17, i produttori potranno comunicare informazioni più dettagliate sulle singole correzioni applicate, rendendole disponibili alle app tramite gli strumenti Security State.

In pratica, anche se la data della patch di sicurezza mostrata su un telefono risultasse leggermente datata, le app potranno comunque verificare con precisione se una determinata vulnerabilità è già stata risolta. Si tratta di un cambiamento che avviene perlopiù in background e che gli utenti difficilmente noteranno in modo diretto, ma che potrebbe diventare uno standard importante per le app bancarie, di pagamento e di comunicazione nei prossimi mesi.

#google #privacy #android

0

Caricamento...

0
1

Caricamento...

Pixel, l’aggiornamento Android 17 QPR1 porta bug su touch screen e connettività

Questa settimana Google ha avviato il rilascio di Android 17 QPR1 per gli smartphone [Pixel](https://andro

Altro...

Questa settimana Google ha avviato il rilascio di Android 17 QPR1 per gli smartphone Pixel, come parte del Pixel Drop di settembre. L’aggiornamento introduce alcuni miglioramenti minori, ma come spesso accade dopo un rilascio importante, un certo numero di utenti sta segnalando bug e comportamenti anomali sui propri dispositivi.

Le segnalazioni più critiche su RedditAnalizzando le discussioni pubblicate sulle community online, in particolare su Reddit, emergono alcuni problemi che toccano direttamente l’usabilità quotidiana dei Pixel. I più critici riguardano lo schermo e il touch: alcuni utenti segnalano uno scrolling invertito rispetto alla direzione dello swipe, mentre altri lamentano che parte o tutto lo schermo smette temporaneamente di rispondere ai tocchi. È stato segnalato anche un problema specifico durante la riproduzione video in orizzontale, con la parte superiore dello schermo che non risponde più al tocco.

A questi si aggiungono cali di prestazioni con scatti e rallentamenti dell’interfaccia, consumo anomalo della batteria e problemi di connettività: disconnessioni frequenti dalla rete 5G e, in alcune condizioni Wi-Fi specifiche, l’impossibilità di far funzionare app Google come Gmail o YouTube pur restando collegati alla rete.

Quanto è diffuso il problema?Quando le segnalazioni si moltiplicano online, è facile avere l’impressione che il bug riguardi tutti i dispositivi in circolazione. In realtà, considerando che i Pixel venduti nel mondo sono diversi milioni, chi incontra problemi gravi dopo l’update potrebbe rappresentare solo una minoranza degli utenti. Non è un caso isolato che raccontare la propria esperienza personale aiuti a inquadrare la situazione: sul Pixel 9 Pro utilizzato dalla redazione di sumahodigest.com, ad esempio, non si è verificato alcun problema dopo l’aggiornamento.

Non è ancora possibile stabilire con certezza se tutte le anomalie segnalate siano effettivamente riconducibili ad Android 17 QPR1. Detto questo, per chi vuole evitare rischi legati a touch screen non responsivo o problemi di connettività, la scelta più prudente resta attendere una patch correttiva prima di installare l’update. Chi lo ha già fatto e riscontra problemi può solo sperare in un rilascio rapido di un fix da parte di Google.

#google #android #pixel #bug

0

Caricamento...

0
0

Caricamento...

Google Googlebook di ASUS: spuntano le foto, niente solo USB-C

Sono trapelate online le prime immagini del Googlebook realizzato da ASUS, il nuovo notebook premium con cui [Google](https://androidiani.net/category

Altro...

Sono trapelate online le prime immagini del Googlebook realizzato da ASUS, il nuovo notebook premium con cui Google punta a creare una categoria di prodotto a metà strada tra un Chromebook tradizionale e un dispositivo profondamente integrato con Android. Il design è curato, ma il dettaglio che sta facendo più discutere è la scelta di non affidarsi soltanto alle porte USB-C.

Un design pensato per distinguersiLe foto trapelate mostrano una scocca grigio scuro, cornici sottili attorno al display e un ampio trackpad. Sulla tastiera compare un tasto dedicato con la “G” di Google, mentre sulla scocca superiore è presente una barra luminosa RGB che dovrebbe contribuire a rendere il Googlebook di ASUS immediatamente riconoscibile rispetto ai normali notebook Windows o ai Chromebook più economici.

Il logo ASUS è collocato nella parte inferiore della barra luminosa, mentre il poggiapolsi riporta la scritta “Googlebook”, a sottolineare come il marchio del produttore taiwanese resti comunque in secondo piano rispetto al brand Google.

Non solo USB-C: spazio anche per porte USB-A e jack audioLa particolarità più interessante riguarda la dotazione di connettori. Sul fianco del notebook sono visibili almeno due porte USB-C, due porte USB-A e un jack per cuffie da 3,5 mm, oltre a un sensore di impronte digitali per lo sblocco rapido.

Si tratta di una scelta in controtendenza rispetto a molti notebook sottili recenti, che tendono a concentrare tutto sulle porte USB-C costringendo all’uso di hub e adattatori. Con il Googlebook di ASUS sarà invece possibile collegare direttamente periferiche USB-A e cuffie cablate, senza accessori aggiuntivi. All’interno sono stati individuati anche una ventola di raffreddamento e un heat pipe, segno che il dispositivo potrebbe gestire carichi di lavoro superiori a quelli di un Chromebook tradizionale.

Il collegamento con l’ecosistema Android e GeminiIl Googlebook non nasce come semplice sostituto dei Chromebook, ma come una nuova categoria di notebook premium che unisce tecnologie derivate da Android a un’esperienza desktop più tradizionale. Tra le funzioni annunciate figurano strumenti basati su Gemini come “Magic Pointer”, “Create My Widget”, “Cast My Apps” e “Quick Access”, pensati per far dialogare il notebook con smartphone e altri dispositivi Android in modo più stretto rispetto a quanto avviene oggi con ChromeOS.

ASUS è uno dei cinque partner di lancio della linea Googlebook, insieme ad Acer, Dell, HP e Lenovo. Le prenotazioni dovrebbero aprirsi il 21 settembre, anche se non è ancora chiaro se il modello ASUS sarà disponibile fin da subito: prezzo, processore, memoria, storage e data di lancio restano ancora tutti da confermare.

#google #android #gemini

0

Caricamento...

0
1

Caricamento...

Audio spaziale nel mirino: l’ITC apre un’indagine su Pixel, Galaxy e iPhone per presunta violazione di brevetto

La tecnologia di audio spaziale utilizzata su alcuni tra gli smartphone più diffusi al mondo, inclusi i [Google Pixel](https://androidiani.net/categor

Altro...

La tecnologia di audio spaziale utilizzata su alcuni tra gli smartphone più diffusi al mondo, inclusi i Google Pixel e i Samsung Galaxy, finisce al centro di un’indagine formale della Commissione per il Commercio Internazionale degli Stati Uniti (ITC). L’azienda specializzata in acustica BoomCloud 360 ha infatti presentato un esposto contro Apple, Google e Samsung, accusandole di violare tre suoi brevetti relativi proprio all’audio spaziale.

L’esposto di BoomCloud 360 e l’apertura dell’indagineLa vicenda ha preso il via il 14 agosto, quando BoomCloud 360 ha depositato il proprio esposto presso l’ITC, integrato poi con documentazione aggiuntiva il 31 agosto. Sulla base di questi elementi, l’ente statunitense ha annunciato il 16 settembre l’avvio formale di un’indagine sui tre brevetti contestati, che riguardano nello specifico le tecniche di elaborazione del suono utilizzate per separare e bilanciare l’audio proveniente dagli altoparlanti, alla base degli effetti di spazialità sonora oggi diffusi su smartphone di fascia alta.

Cosa rischiano Pixel, Galaxy e iPhoneBoomCloud 360 ha chiesto all’ITC due provvedimenti distinti: un ordine di esclusione limitata, che impedirebbe l’importazione negli Stati Uniti dei dispositivi ritenuti in violazione dei brevetti, e un’ingiunzione che ne bloccherebbe anche la vendita sul territorio americano. Un’eventuale decisione sfavorevole potrebbe quindi, in teoria, avere ripercussioni dirette sulla disponibilità di modelli come Pixel e Galaxy negli Stati Uniti, oltre che sull’iPhone.

Nessuna violazione accertata, per oraÈ importante sottolineare che l’apertura di un’indagine da parte dell’ITC non equivale in alcun modo a un accertamento di violazione. Si tratta semplicemente della fase istruttoria in cui l’ente verifica se le accuse mosse da BoomCloud 360 abbiano fondamento. Nel frattempo, tutte e tre le aziende coinvolte hanno già intrapreso iniziative legali proprie: Samsung ha depositato il 3 settembre un’azione di accertamento negativo presso il tribunale federale del distretto meridionale della California, mentre Apple e Google avevano già avviato cause simili nel mese di agosto. Il contenzioso procede quindi su due binari paralleli, quello dell’ITC e quello dei tribunali federali, e per conoscere gli esiti concreti sarà necessario attendere l’evoluzione delle prossime settimane.

#google #android #pixel #samsung #audiospaziale

0

Caricamento...

0
1

Caricamento...

Google Traduttore, la traduzione offline in tempo reale arriva su Pixel: c’è anche l’italiano

Google Traduttore si prepara ad aggiungere una funzione richiesta da tempo dagli utenti: la traduzione off

Altro...

Google Traduttore si prepara ad aggiungere una funzione richiesta da tempo dagli utenti: la traduzione offline in tempo reale per la funzione Live Translate. Finora la modalità di traduzione dal vivo richiedeva quasi sempre una connessione internet attiva, ma grazie al download preventivo dei pacchetti linguistici sarà presto possibile utilizzarla anche senza rete dati o Wi-Fi disponibile. Al momento la novità è limitata a un numero ristretto di dispositivi, ovvero Pixel 9, Pixel 10 e Pixel 11.

Dieci lingue supportate, italiano inclusoSecondo quanto riportato da Android Authority sulla base della documentazione di supporto pubblicata da Google, la funzione offline di Live Translate copre già dieci lingue in abbinamento con l’inglese: italiano, spagnolo, francese, tedesco, portoghese, hindi, russo, svedese, giapponese e indonesiano. Contando anche l’inglese, si arriva quindi a un totale di undici lingue disponibili per le traduzioni offline, con l’italiano tra le prime lingue supportate fin dal lancio.

Un problema risolto: i viaggi senza connessioneFino ad oggi, la dipendenza dalla connessione internet rappresentava uno dei limiti più evidenti di Live Translate, soprattutto durante i viaggi all’estero, dove la copertura dati può essere instabile o del tutto assente. Con l’introduzione del supporto offline, sarà sufficiente scaricare in anticipo i pacchetti linguistici necessari per continuare a usufruire della traduzione vocale in tempo reale anche in assenza di rete mobile o Wi-Fi, una funzione particolarmente utile per chi viaggia spesso all’estero e vuole comunicare senza dover contare su una connessione stabile.

Per ora una funzione esclusiva PixelLa limitazione più evidente riguarda la disponibilità: al momento la funzione offline è riservata esclusivamente ai modelli Pixel 9, Pixel 10 e Pixel 11, mentre non è ancora chiaro se e quando Google estenderà il supporto anche ad altri smartphone Android o se resterà una funzione esclusiva della gamma Pixel, magari come ulteriore leva per differenziare l’offerta software rispetto alla concorrenza. Considerando la strategia recente di Google, che tende a introdurre le novità più interessanti prima sui propri dispositivi per poi allargarle gradualmente al resto dell’ecosistema Android, non è escluso che in futuro la funzione possa arrivare anche su altri smartphone.

#google #android #pixel #googletraduttore

0

Caricamento...

0
1

Caricamento...

Google conferma attacchi mirati ai Pixel tramite una vulnerabilità del modem cellulare

Google ha confermato il 16 settembre che alcuni smartphone [Pixel](https://androidiani.net/category/google

Altro...

Google ha confermato il 16 settembre che alcuni smartphone Pixel sono stati oggetto di attacchi mirati che hanno sfruttato una vulnerabilità nel modem cellulare integrato nei dispositivi. Il numero di terminali colpiti sembra limitato, ma la falla non richiede alcuna interazione da parte dell’utente per essere sfruttata, un dettaglio che rende la vicenda particolarmente delicata.

La falla CVE-2026-58704 permette l’escalation dei privilegiIl problema, identificato come CVE-2026-58704, è stato risolto con l’aggiornamento di sicurezza Android di settembre 2026, che nel complesso corregge oltre 200 vulnerabilità. Google ha specificato che questa in particolare è stata sfruttata in attacchi limitati e mirati.

La vulnerabilità riguarda una falla logica nel codice del modem cellulare presente sui dispositivi Pixel, che permette di bypassare i controlli sui permessi. In pratica, un attaccante potrebbe ottenere da remoto privilegi elevati senza bisogno di eseguire codice con permessi aggiuntivi, e soprattutto senza che la vittima debba cliccare link sospetti o installare app malevole: si tratta di un attacco definito “zero-click”.

Anche il CISA statunitense conferma lo sfruttamento attivoLa Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) degli Stati Uniti ha inserito la vulnerabilità nel proprio catalogo delle falle note e attivamente sfruttate, confermando che il problema di autenticazione nel modem cellulare dei Pixel è stato effettivamente utilizzato in attacchi reali. L’agenzia sottolinea come questo tipo di vulnerabilità rappresenti un vettore ricorrente per attori malevoli, con rischi particolarmente elevati per enti governativi.

Al momento Google non ha fornito dettagli sui modelli Pixel coinvolti né sulle modalità precise con cui la falla sarebbe stata utilizzata negli attacchi, né sull’identità dei responsabili.

Cosa fare per proteggersiverificare nelle impostazioni del proprio Pixel la disponibilità dell’aggiornamento di sicurezza di settembre 2026

installare l’update non appena disponibile, anche in assenza di segnalazioni di problemi visibili

non presupporre che l’assenza di comportamenti anomali escluda un possibile tentativo di attacco, trattandosi di una falla zero-click

Anche se il numero di dispositivi coinvolti risulta limitato, la natura zero-click della vulnerabilità rende comunque consigliabile installare la patch di sicurezza il prima possibile per tutti gli utenti Pixel.

#sicurezza #google #privacy #android #pixel #bug

0

Caricamento...

0
1

Caricamento...

Android 17 QPR1: l’update di settembre porta 20 correzioni ai Pixel

Google ha rilasciato il nuovo aggiornamento di settembre per Android 17 QPR1, dedicato alla famiglia [Pixe

Altro...

Google ha rilasciato il nuovo aggiornamento di settembre per Android 17 QPR1, dedicato alla famiglia Pixel. Oltre alla patch di sicurezza del mese, il pacchetto introduce ben venti correzioni che toccano app, fotocamera, Bluetooth, display, sistema, connettività e interfaccia utente, con l’obiettivo di rendere l’esperienza d’uso più stabile e fluida su un parco dispositivi molto ampio.

Dal Pixel 6 al Pixel 11, aggiornamento trasversaleLa novità più interessante riguarda l’ampiezza del supporto: l’update copre modelli che vanno dal Pixel 6, dal Pixel 6 Pro e dal Pixel 6a fino alle serie Pixel 7, 8, 9, 10 e all’attuale Pixel 11, passando per Pixel Fold e Pixel Tablet. Non tutte le correzioni riguardano però ogni modello: alcuni bug sono specifici della serie Pixel 10, mentre altri interessano trasversalmente gran parte della gamma a partire dal Pixel 6.

Sul fronte sicurezza, la patch di settembre risolve complessivamente 115 vulnerabilità datate 1 settembre e 85 datate 5 settembre, a cui si aggiungono 110 correzioni specifiche per l’ecosistema Pixel. La build globale porta il numero CP3A.260905.009 ed è già disponibile anche in formato OTA per il flashing manuale.

Meno crash e migliori prestazioni in giocoDiverse correzioni riguardano la stabilità quotidiana del sistema. È stato risolto un crash che colpiva alcune app Google in condizioni specifiche, mentre sulla serie Pixel 10 è stato corretto un problema che causava l’arresto anomalo di alcuni giochi all’avvio. Sistemato anche un bug che impediva di attivare Wi-Fi e Bluetooth in determinate circostanze, oltre a un’instabilità della fotocamera su Pixel Tablet che poteva portare al blocco completo del sistema.

Non manca l’attenzione ai videogiocatori: Google ha corretto rallentamenti, frame rate instabile e surriscaldamento durante l’uso prolungato di app grafiche pesanti, un intervento che dovrebbe tradursi in sessioni di gioco più fluide e meno soggette a throttling termico.

Altre correzioni degne di notaCrash di sistema durante l’installazione, la disinstallazione o l’aggiornamento di app

Rallentamenti legati al database di Android System Intelligence

Direzione di scorrimento invertita con le scorciatoie di ingrandimento

Widget della schermata Home che sparivano dopo un riavvio

Problemi di connettività alla rete mobile su alcuni Pixel

Notifiche non rimovibili con lo swipe e testo sovrapposto nelle notifiche

Nel complesso, l’aggiornamento di settembre di Android 17 QPR1 non introduce nuove funzionalità clamorose, ma punta a consolidare l’affidabilità dei Pixel nell’uso quotidiano. Vista la quantità di correzioni che toccano prestazioni, connettività e stabilità, si tratta di un update che gli utenti Pixel interessati farebbero bene a installare non appena disponibile.

#sicurezza #google #android #pixel #android17 #aggiornamento

0

Caricamento...

0
1

Caricamento...

Pixel Drop di settembre: protezione anti-truffa anche in Italia e nuovi widget dal Pixel 6 in su

Google ha avviato la distribuzione del Pixel Drop di settembre

Altro...

Google ha avviato la distribuzione del Pixel Drop di settembre, il pacchetto mensile di funzioni dedicato a smartphone Pixel e Pixel Watch. A differenza di altri aggiornamenti Android più ampi, il Pixel Drop riguarda solo l’ecosistema Pixel, ma questa volta colpisce per l’ampiezza del supporto: anche il Pixel 6, lanciato nell’ottobre 2021, riceve gran parte delle novità insieme ai modelli più recenti.

Sei novità tra smartphone e smartwatchL’aggiornamento porta quattro novità per gli smartphone Pixel e due per Pixel Watch, per un totale di sei funzioni o miglioramenti. Il fatto che un dispositivo di cinque anni fa come il Pixel 6 sia incluso nella maggior parte delle novità è un segnale di attenzione non scontato da parte di Google verso i modelli meno recenti.

La protezione anti-truffa arriva anche in ItaliaLa novità più rilevante sul piano pratico riguarda l’estensione del rilevamento delle truffe. L’app Messaggi è ora in grado di segnalare nella notifica le chat sospette, e la funzione arriva anche in Europa, oltre che in Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Canada, Singapore, India, Germania, Messico e Francia, con supporto per sette lingue.

Chi utilizza Gboard riceverà inoltre un avviso quando i contenuti digitati o visualizzati sulla tastiera risultano potenzialmente legati a una truffa, anche se per ora questa funzione specifica resta limitata agli Stati Uniti con dieci lingue supportate, ed è disponibile anche tramite Keyboard Suggestions su altre tastiere.

Pixel VIPs rinnovato e temi a tema Harry PotterAnche la funzione Pixel VIPs, dedicata ai contatti preferiti, viene aggiornata con widget ridisegnati che permettono di chiamare o scrivere con un solo tocco e badge per i messaggi non letti o urgenti. È stato aggiunto anche un menu flottante per cambiare rapidamente profilo. La funzione richiede Contatti 4.77.11 o versioni successive e Pixel VIPs 2.0.

Sul fronte estetico arrivano i pacchetti a tema Harry Potter, legati agli audiolibri Audible, che permettono di cambiare in un solo passaggio sfondo, icone e suoni del dispositivo, con tre varianti disponibili fino al 31 dicembre. Per Pixel Watch 4 migliora invece il gesto Raise to Talk, mentre da Pixel Watch 3 in su sarà possibile gestire il pannello notifiche con gesti a una mano.

Il Pixel Tablet riceve le novità legate a Pixel VIPs e ai temi, ma resta escluso dalle due funzioni anti-truffa. Nel complesso, il Pixel Drop di settembre non stravolge l’esperienza d’uso, ma il supporto esteso fino al Pixel 6 e l’arrivo della protezione anti-truffa anche in Italia lo rendono un aggiornamento utile sul piano della sicurezza quotidiana.

#google #android #pixel #pixelwatch #aggiornamento

0

Caricamento...

0
1

Caricamento...

Android 17 introduce Continue Activity: così Google prepara il terreno a Googlebook

Google sta iniziando a distribuire su Android 17 una nuova funzione chiamata Continue Activity, pensata pe

Altro...

Google sta iniziando a distribuire su Android 17 una nuova funzione chiamata Continue Activity, pensata per continuare il proprio lavoro passando da uno smartphone a un tablet o ad altri dispositivi. La funzione, veicolata tramite i servizi Google Play, non riguarderebbe solo app e attività in corso, ma anche notifiche, file e contenuti multimediali, e potrebbe arrivare anche in Italia nei prossimi mesi.

Un nuovo hub per la continuità tra dispositiviLa voce Continue Activity è comparsa nella sezione Servizi cross-device dei servizi Google Play su un Pixel 9 con Android 17 stabile. Al suo interno sono presenti quattro sezioni attivabili singolarmente: Attività, App, Notifiche e Condivisione di file e media. Attivando la funzione, il sistema mostra anche i permessi necessari per il mirroring dello schermo, lo streaming delle app e l’accesso a notifiche, foto e contenuti multimediali.

Il legame con Continue OnLa sezione Attività appare strettamente collegata a Continue On, la funzione introdotta con Android 17 che permette di spostarsi da un dispositivo Android a un altro mantenendo lo stato di un’app compatibile. Finora l’uso era concentrato soprattutto tra smartphone e tablet, ma il nuovo hub suggerisce un’estensione a una gamma più ampia di dispositivi, in vista dell’arrivo di Googlebook.

Secondo le prime indicazioni, l’integrazione con lo smartphone sarà un elemento centrale per Googlebook, che più che un notebook a sé stante potrebbe configurarsi come un dispositivo pensato per lavorare in coppia con un telefono Android, sfruttando funzioni come lo specchio dello schermo, lo streaming delle app e persino l’uso del telefono come trackpad.

Un ecosistema sempre più integratoGoogle ha già dato altri segnali di questa strategia, tra cui l’introduzione di Continue On su Android 17 e diverse funzioni di configurazione di Googlebook nei servizi Google Play. Continue Activity sembra rappresentare il tassello che raccoglie in un unico punto tutte queste funzionalità di collegamento tra dispositivi.

Al momento non è chiaro quanto sia ampia la distribuzione della funzione, dato che i rollout basati sui servizi Google Play sono spesso graduali. Tuttavia, la comparsa di un menu completo con quattro voci su un Pixel 9 con Android 17 stabile conferma che Google sta costruendo con attenzione le fondamenta della continuità tra dispositivi in vista del lancio di Googlebook, le cui prenotazioni dovrebbero aprirsi il 21 settembre.

#google #android #pixel #android17 #googleplayservices

0

Caricamento...

0
1

Caricamento...

Gemini Live si aggiorna: presto sarà possibile passare da voce a tastiera senza interruzioni

Google starebbe lavorando a una nuova funzione per Gemini Li

Altro...

Google starebbe lavorando a una nuova funzione per Gemini Live che permetterà di alternare liberamente input vocale e testuale durante la conversazione con l’assistente IA, superando il limite attuale che rende l’esperienza quasi esclusivamente basata sulla voce.

La scoperta nel codice dell’app GoogleLa novità è stata individuata da Android Authority analizzando la versione 17.58.13.sa.arm64 dell’app Google, all’interno della quale sono state trovate tracce di sviluppo relative a un nuovo sistema di input per Gemini Live che consente di scegliere tra voce e tastiera.

Attualmente, Gemini Live si basa quasi interamente sul microfono per dialogare in tempo reale con l’utente. Con la funzione in sviluppo, sarà invece possibile far comparire una tastiera con uno swipe verso l’alto sullo schermo, per digitare domande o istruzioni in qualsiasi momento della conversazione.

Come funzionerà il passaggio tra voce e testoQuando viene richiamata la tastiera, l’input vocale si disattiva temporaneamente, e l’icona del microfono cambia aspetto per segnalare lo stato. Per tornare a parlare con Gemini basterà toccare nuovamente l’icona del microfono, ripristinando subito l’ascolto vocale. Dopo l’invio di un messaggio scritto, la tastiera si richiude automaticamente per lasciare spazio alla risposta di Gemini, e potrà essere richiamata in qualsiasi momento con un nuovo swipe.

Swipe verso l’alto per richiamare la tastiera durante una sessione Gemini Live

Il microfono si disattiva automaticamente quando si digita

Un tocco sull’icona del microfono riattiva subito l’input vocale

Utile in luoghi rumorosi o quando non si può parlareLa funzione risponde a un’esigenza concreta: in ambienti rumorosi, come una strada trafficata o una stazione, digitare può risultare più affidabile che affidarsi al riconoscimento vocale. Al contrario, in situazioni in cui le mani non sono libere, resterà possibile continuare a usare la voce come oggi. Poter alternare i due metodi liberamente, senza dover interrompere la sessione, renderebbe Gemini Live uno strumento più flessibile nell’uso quotidiano.

Google non ha ancora annunciato ufficialmente questa funzione, e al momento non ci sono indicazioni sui tempi di rilascio. Trattandosi di una modifica che amplia sensibilmente i contesti d’uso di Gemini Live, la sua introduzione ufficiale potrebbe però avere un impatto significativo sull’esperienza quotidiana di chi utilizza l’assistente Google su smartphone Android.

#google #android #gemini

0

Caricamento...

0
1

Caricamento...

Googlebook, i preordini partono il 21 settembre: ci sono anche Acer, ASUS, Dell, HP e Lenovo

Google ha annunciato che i preordini di Googlebook, la nuova piattaforma per notebook basata su Android, a

Altro...

Google ha annunciato che i preordini di Googlebook, la nuova piattaforma per notebook basata su Android, apriranno il 21 settembre. Dopo mesi in cui si parlava genericamente di un lancio nell’autunno 2026, l’azienda ha finalmente fornito una data precisa.

Preordini dalle 9 del mattino, ora della costa est USAGli utenti che si erano registrati per ricevere aggiornamenti su Googlebook hanno ricevuto il 14 settembre una email da Google con i dettagli. A partire dalle ore 9 del 21 settembre, ora della costa orientale degli Stati Uniti, sarà possibile preordinare i primi dispositivi basati sulla piattaforma.

Al lancio parteciperanno cinque produttori: Acer, ASUS, Dell, HP e Lenovo. Nelle ultime settimane erano già circolate indiscrezioni su presunti dispositivi di questi marchi, e non è escluso che maggiori dettagli vengano condivisi proprio in occasione dell’apertura dei preordini.

Ancora poche informazioni sul sistema operativoQuando Google aveva presentato Googlebook per la prima volta a maggio, aveva mostrato una panoramica generale della piattaforma senza però svelare dettagli tecnici sul sistema operativo o il nome definitivo del progetto. Con l’apertura dei preordini, è probabile che queste informazioni vengano finalmente rese pubbliche.

Il “Magic Pointer” per accedere subito a GeminiTra le funzioni mostrate nel nuovo teaser spicca il “Magic Pointer”, un sistema di controllo pensato per accedere rapidamente a Gemini con un gesto dedicato. Nello stesso video, l’animazione del Magic Pointer si trasforma in una light bar che sembra destinata a essere presente su tutti i modelli Googlebook, anche se la sua funzione specifica non è ancora stata chiarita.

Preordini dal 21 settembre alle 9:00 (ora costa est USA)

Produttori al lancio: Acer, ASUS, Dell, HP, Lenovo

Funzione “Magic Pointer” per l’accesso rapido a Gemini

Identità visiva distinta rispetto ai Chromebook, con logo Googlebook sul poggiapolsi

Un’alternativa Android a Windows e ChromebookAnche a livello estetico, Googlebook punta a differenziarsi dai Chromebook: il logo dovrebbe comparire sul poggiapolsi accanto alla tastiera, a sottolineare l’identità di un prodotto pensato come categoria a sé stante. Non è ancora chiaro quanto tempo passerà tra i preordini e la disponibilità effettiva dei dispositivi, ma tutto lascia pensare a un lancio prima del periodo natalizio. Resta da vedere quanto una piattaforma per notebook basata su Android riuscirà a ritagliarsi spazio tra l’offerta consolidata di Windows e quella dei Chromebook già esistenti.

#google #android #googlebook

0

Caricamento...

0
1

Caricamento...

I'm beyond gone crazy, please help: I NEED an Android gallery app that can show photos and videos SEPARATELY. I've tried over 30 apps. This is in-fuck

Altro...

I'm beyond gone crazy, please help: I NEED an Android gallery app that can show photos and videos SEPARATELY. I've tried over 30 apps. This is in-fucking-sane. Clearly no one at Google has ever used an Android phone to take and share photos and videos.

#google #android #photography #fedihelp #askfedi

0

Caricamento...

0
1

Caricamento...

Google risolve la frammentazione di Android, ma Gemini Nano apre un nuovo divario nell’AI

Per anni la frammentazione è stata una delle piaghe storiche di Android: tempi di aggiornamento diversi da produttore a produttore, versioni del siste

Altro...

Per anni la frammentazione è stata una delle piaghe storiche di Android: tempi di aggiornamento diversi da produttore a produttore, versioni del sistema operativo che convivono sullo stesso mercato, funzioni disponibili solo su alcuni modelli. Google ha lavorato a lungo per ridurre questo problema con iniziative come Project Treble e Project Mainline, ottenendo risultati concreti. Ma proprio mentre la frammentazione “classica” si riduce, secondo un’analisi di Android Police ne starebbe emergendo una nuova, questa volta legata all’intelligenza artificiale on-device e a Gemini Nano.

Stesso chip, versioni diverse di Gemini NanoGemini Nano, il modello AI che gira direttamente sul dispositivo, ha debuttato con Pixel 8 ed è arrivato oggi alla versione v3 e v4 sui modelli più recenti. Il problema è che smartphone con lo stesso hardware non hanno necessariamente la stessa versione del modello. Un esempio citato riguarda Samsung: il Galaxy S26 usa Gemini Nano v3, mentre Galaxy Z Fold 8 e Galaxy Z Flip 8, che montano lo stesso Snapdragon 8 Elite Gen 5, sono già passati alla v4. Una differenza che la sola potenza del chip non riesce a spiegare.

A complicare ulteriormente il quadro, la documentazione di ML Kit GenAI di Google indica che i Pixel 9 sono ora considerati compatibili con Nano v3, mentre in precedenza risultavano fermi alla v2: significa che l’aggiornamento del modello AI non è legato al lancio del dispositivo, ma può arrivare (o non arrivare) in un secondo momento, senza criteri sempre chiari per l’utente finale.

Non solo numeri di versione: cambiano anche le funzioniLe differenze non riguardano soltanto etichette di versione, ma incidono direttamente sulle funzioni AI disponibili all’interno dell’ecosistema Gemini Intelligence. Task Automation, ad esempio, permette di far eseguire all’AI sequenze di operazioni che coinvolgono più app contemporaneamente. Rambler, la funzione che estrae automaticamente i passaggi salienti da un audio, è invece per ora esclusiva di Pixel 11.

Il risultato è che comprare oggi uno smartphone Android con il chip più potente del momento non garantisce automaticamente l’accesso a tutte le funzioni AI più avanzate targate Google.

Un nuovo criterio di scelta per chi compra AndroidFino a poco tempo fa, il numero di anni di aggiornamenti software garantiti era il parametro chiave per valutare la longevità di uno smartphone Android. Con l’arrivo dell’AI generativa, questo criterio da solo non basta più: bisognerà iniziare a chiedersi anche fino a quale versione di Gemini Nano un device potrà arrivare e quali funzioni intelligenti riceverà davvero, indipendentemente dalla potenza bruta del processore montato.

Google ha impiegato anni per mettere ordine nella frammentazione “storica” di Android. Con Gemini Nano, però, rischia di aprirne una nuova, meno visibile ma altrettanto concreta: quella dell’intelligenza artificiale a due velocità.

#ai #google #android #gemini #pixel #galaxy #samsung

0

Caricamento...

0
1

Caricamento...

Google TV: in arrivo la funzione per usare lo smartphone come joypad

Google starebbe lavorando a una nuova funzione per Google TV c

Altro...

Google starebbe lavorando a una nuova funzione per Google TV che permetterebbe di trasformare lo smartphone in un vero e proprio gamepad per giocare direttamente sulla televisione, senza bisogno di controller Bluetooth aggiuntivi. La scoperta arriva da un’analisi di Android Authority sul codice dell’app Google TV, dove sono stati individuati riferimenti a un controller virtuale pensato specificamente per il gaming.

Dal telecomando virtuale al controller di giocoL’app Google TV permette già oggi di usare lo smartphone come telecomando per navigare tra i contenuti e controllare la riproduzione. Il codice individuato suggerisce però una modalità aggiuntiva pensata specificamente per i giochi, probabilmente con una croce direzionale e pulsanti visualizzati sullo schermo del telefono per pilotare i titoli in esecuzione sulla TV. L’interfaccia definitiva non è ancora nota, ma l’idea sembra ricalcare quella già annunciata per Android 17, dove è prevista una funzione di controller virtuale pensata per gli smartphone pieghevoli: Google starebbe quindi estendendo lo stesso concetto anche al gaming su Google TV.

Ideale per il gaming casualPoter usare lo smartphone come controller abbasserebbe notevolmente la barriera d’ingresso al gaming su Google TV: niente più bisogno di acquistare un controller Bluetooth dedicato o di cercarlo in casa al momento del bisogno, con il telefono sempre a portata di mano pronto all’uso. La soluzione appare particolarmente indicata per giochi casual, titoli party o esperienze pensate per essere condivise in famiglia, mentre per i giochi più impegnativi, che richiedono input rapidi e precisi, un controller fisico resterà probabilmente la scelta migliore rispetto ai comandi touch visualizzati sullo schermo del telefono.

Va anche considerato che i dispositivi Google TV di fascia bassa hanno una potenza di calcolo limitata, quindi la funzione non punta a sostituire un’esperienza di gioco vera e propria, quanto piuttosto ad ampliare l’offerta di titoli leggeri accessibili senza accessori aggiuntivi.

Nessun annuncio ufficiale, per oraGoogle non ha ancora confermato ufficialmente la funzione, né sono trapelate indicazioni sui tempi di rilascio. La presenza di codice dedicato all’interno dell’app lascia però pensare che i lavori siano già in corso: se la funzione arriverà davvero, renderà più semplice avvicinarsi al gaming su Google TV anche per chi non possiede un controller dedicato.

#google #android #leak

0

Caricamento...

0
1

Caricamento...

Torna la notifica “Che canzone è?” su Pixel: Google fa dietrofront dopo mesi

Google sta riportando le notifiche della funzione di riconoscimento musicale “Che canzone è?” sugli smartp

Altro...

Google sta riportando le notifiche della funzione di riconoscimento musicale “Che canzone è?” sugli smartphone Pixel, a distanza di circa sei mesi dalla loro rimozione. Diversi utenti segnalano di poter nuovamente vedere titolo e artista del brano riconosciuto direttamente dalla tendina delle notifiche, senza dover aprire un’app dedicata.

Cosa cambia per gli utenti PixelLa funzione “Che canzone è?” riconosce automaticamente la musica di sottofondo e ne mostra i dettagli sulla schermata di blocco. È una delle chicche più apprezzate dell’ecosistema Pixel proprio perché elimina la necessità di aprire un’app di riconoscimento musicale. Con il ritorno della notifica, gli utenti possono ora vedere titolo e artista del brano riconosciuto e, aprendo la notifica, accedere rapidamente ai brani preferiti o alla cronologia dei riconoscimenti, senza sbloccare il telefono o passare dalle impostazioni rapide.

Una funzione rimossa a marzo e ora recuperataA marzo, con un Pixel Drop, Google aveva trasformato “Che canzone è?” in un’app indipendente, eliminando la notifica classica e sostituendola con un tile nelle impostazioni rapide: al riconoscimento di un brano il telefono vibrava e il nome della canzone compariva solo sul tile stesso.

Ad agosto, però, alcuni riferimenti interni al codice di Android System Intelligence avevano fatto emergere un’opzione per riattivare le notifiche di riconoscimento musicale, lasciando presagire un possibile ripensamento da parte di Google. Le segnalazioni di questi giorni confermano che il rollout è realmente iniziato.

Per ora disponibile solo su alcuni PixelAl momento la funzione non risulta ancora attiva per tutti gli utenti Pixel. Per vederla comparire è necessario aggiornare sia l’app “Che canzone è?” sia Android System Intelligence alle versioni più recenti e verificare che le notifiche di quest’ultima siano attive. Anche la pagina di supporto Google conferma che la notifica può comparire sia a schermo bloccato sia sbloccato, il che suggerisce si tratti di un ritorno definitivo e non di un semplice test temporaneo. È probabile che nelle prossime settimane la funzione venga estesa gradualmente a un numero crescente di dispositivi Pixel.

#google #android #pixel

0

Caricamento...

0
1

Caricamento...

PetaPixel: Fujifilm and Google Launch New Google Photos Print Store. “Fujifilm has announced “Fujifilm for Google Photos Print Store,” a new print sto

Altro...

PetaPixel: Fujifilm and Google Launch New Google Photos Print Store. “Fujifilm has announced “Fujifilm for Google Photos Print Store,” a new print storefront that brings physical photo printing to Google Photos users. Fujifilm says it ‘will assume leadership and responsibility for the photo printing functionality of the popular Google Photos platforms,’ and plans to release new features and […]

https://rbfirehose.com/2026/09/08/petapixel-fujifilm-and-google-launch-new-google-photos-print-store/

#google #photography #photos #fujifilm #images #photomanagement #googlephotos

0

Caricamento...

0
1

Caricamento...

Pixel 6a a fuoco durante la ricarica: l’allarme dei consumatori in Giappone

L’agenzia giapponese per la protezione dei consumatori ha reso pubblico un caso di incendio legato a un [Google Pixel](https://androidiani.net/categor

Altro...

L’agenzia giapponese per la protezione dei consumatori ha reso pubblico un caso di incendio legato a un Google Pixel 6a (modello GA03714-JP), avvenuto durante la ricarica del dispositivo. L’episodio, risalente al 29 giugno 2025 ma reso noto solo il 4 settembre 2026, ha causato un’ustione lieve a una persona.

Rumore anomalo, poi le fiammeSecondo il rapporto ufficiale, il Pixel 6a era collegato a un cavo USB e un alimentatore di terze parti al momento dell’incidente. Durante la ricarica il telefono ha iniziato a emettere un rumore anomalo, per poi prendere fuoco, danneggiando sia il dispositivo che l’area circostante. Nell’incidente una persona ha riportato un’ustione, fortunatamente di lieve entità.

Causa del surriscaldamento ancora ignotaLe indagini condotte sul dispositivo indicano che a scatenare l’incendio sia stato un surriscaldamento anomalo delle celle della batteria agli ioni di litio. Tuttavia, a causa dei danni estesi subiti dalla batteria stessa, non è stato possibile risalire alla causa esatta del surriscaldamento. Le autorità precisano inoltre che, sebbene fossero in uso accessori di ricarica non originali, questo elemento da solo non permette di stabilire con certezza se il problema sia da attribuire al cavo, all’alimentatore o al telefono stesso.

I consigli per chi possiede un Pixel 6aLe batterie agli ioni di litio dei moderni smartphone sono generalmente sicure in condizioni normali d’uso, ma un malfunzionamento può portare a surriscaldamento o, nei casi più gravi, a un incendio. Per questo motivo, gli esperti raccomandano di prestare attenzione ad alcuni segnali durante la ricarica.

Interrompere subito la ricarica se il dispositivo si surriscalda in modo anomalo o emette rumori insoliti

Evitare di caricare lo smartphone per lunghi periodi senza sorveglianza, ad esempio durante la notte

Non caricare il telefono vicino a materiali infiammabili

Utilizzare sempre cavi e alimentatori di qualità certificata

Rivolgersi all’assistenza del produttore in caso di rigonfiamento della batteria o altri segnali di anomalia

Va precisato che il singolo episodio non permette di concludere che il Pixel 6a presenti un difetto sistemico. Tuttavia, l’accaduto è un utile promemoria per tutti gli utenti Android: qualsiasi comportamento anomalo di uno smartphone durante la ricarica, a prescindere dal modello, va preso sul serio. Chi utilizza da tempo un Pixel 6a e nota fenomeni sospetti farebbe bene a contattare il supporto Google prima di continuare a usare il dispositivo.

#sicurezza #google #android #pixel #batteria

0

Caricamento...

0
1

Caricamento...