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🧪 L'estrazione di terre rare in Myanmar è una scia di morte e distruzione
Acque avvelenate, foreste prive di fauna e terreni così tossici da non poter usufruire del raccolto: questo è il paesaggio lasciato dalle trivellazioni in Myanmar per l'estrazione delle terre rare pesanti - risorse sempre più richieste dal mercato tecnologico, da quello delle armi e dalle rinnovabili.

Il Myanmar è il primo fornitore mondiale di terre rare pesanti. Con una guerra civile che si potrae da 80 anni, una costellazione di gruppi armati e alti livelli di corruzione, il mercato rientra in un'ampia zona grigia dove non esistono registri pubblici e dove i siti di estrazione sono così protetti che in 10 anni solo una manciata di giornalistɜ è riuscita a scrivere qualcosa.

L'estrazione a livello industriale è iniziata attorno al 2017, con il coinvolgimento di aziende cinesi che estraggono le risorse per poi importarle nel proprio Paese e processarle. Fino al 2012 le estrazioni avvenivano direttamente in Cina; tuttavia, resasi conto dei gravi danni per l'ecosistema, ha altamente regolato l'industria, esternalizzando il lavoro in una nazione pressoché priva di regolamentazioni - il Myanmar, appunto. Realtà locali hanno accusato la Cina di usare prigionierɜ e vittime di tratte umane come schiavɜ, mentre chi lavora denuncia incidenti frequenti.

Si stima che 2/3 delle terre rare cinesi vengano dal Myanmar, seppur la fase di processazione rende impossibile tracciare esattamente da quali luoghi la materia prima è stata prelevata (e quindi un sollevamento dalle responsabilità). Nel frattempo il Myanmar, il quale mercato di terre rare permette di gudagnare miliardi di dollari l'anno, ha iniziato a strizzare l'occhio anche agli Stati Uniti, complicando ulteriormente l'equilibrio geopolitico di una regione già precaria.

A rimetterci, ancora una volta, è la popolazione. I miliardi finanziano ulteriori conflitti armati, il benessere e i diritti delle comunità locali sono ignorati, i casi di infertilità e disturbi dello sviluppo sono in aumento, i territori una volta prosciugati vengono lasciati così come sono e l'inquinamento è così elevato che l'analisi delle acque fluviali nella vicina Tailandia ha riportato contaminazione tossica da estrazione di terre rare.

https://restofworld.org/2026/myanmar-china-rare-earths-damage/

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Non dimentichiamoci del cobalto congolese!

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