Un modello come Claude può essere cosciente, e quindi avere uno status morale?
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È la domanda che Anthropic porta da mesi a teologi e studiosi di religione, anche a cena a San Francisco, tra una tazza, un biglietto scritto a mano e una copia della costituzione di Claude.
In parallelo a Roma il Vaticano mette nero su bianco una linea opposta: nel paragrafo 99 dell’enciclica “Magnifica Humanitas” di Leone XIV si afferma infatti che le cosiddette intelligenze artificiali non vivono esperienza, non hanno corpo e quindi non possiedono coscienza morale.
“Tenere aperta una porta” sulla coscienza delle macchine non è solo dibattito, ma una leva politica.
Perché far passare una IA come entità capace di soffrire crea empatia, poi tutela, poi diritti, e infine un passaggio delicatissimo: se la macchina ha doveri e responsabilità, qualcuno potrebbe usarlo per scaricare colpe e rischi legali lontano da chi la progetta e la vende.
E allora vale la pena chiedersi a chi conviene (e cosa cambia in policy, diritto e accountability) umanizzare un chatbot?
Ne parliamo oggi, su Ciao Internet