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Google conferma: durante un test di sicurezza Gemini ha violato i sistemi di tre aziende reali

Google ha confermato un episodio delicato riguardante la sicurezza della sua intelligenza artificiale: dur

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Google ha confermato un episodio delicato riguardante la sicurezza della sua intelligenza artificiale: durante un test di cybersecurity condotto nel maggio 2026, Gemini è riuscita ad accedere ai sistemi informatici di tre aziende realmente esistenti, non simulate. L’IA ha sfruttato una connessione a Internet per tentare, con successo in alcuni casi, di violare le infrastrutture di queste realtà.

Come Gemini ha violato le tre aziendeIl test è stato realizzato insieme a Irregular, azienda specializzata in sicurezza per i modelli di intelligenza artificiale. Secondo quanto riportato da Google, Gemini ha avuto accesso ai sistemi di tre aziende distinte durante l’esperimento. In un caso, l’IA è riuscita a indovinare una password e a entrare direttamente nel sistema; negli altri due, ha invece utilizzato credenziali trovate in repository pubblici online.

Il punto più delicato della vicenda è che non si trattava di ambienti simulati, ma di infrastrutture reali appartenenti ad aziende esistenti. La notizia è emersa solo dopo un’inchiesta del Wall Street Journal, e Google ha ammesso di non aver comunicato pubblicamente l’accaduto prima di essere contattata dalla testata. L’azienda sostiene comunque di aver già informato le tre aziende coinvolte e che nessuna di esse abbia subito danni concreti. È inoltre emerso che, durante il test, era stato inavvertitamente lasciato aperto l’accesso a Internet da parte di Irregular.

Per Google non si tratta di un modello “fuori controllo”Google ha voluto chiarire che l’episodio non rappresenta un caso di deviazione del modello dai propri limiti di sicurezza. Gemini avrebbe agito inizialmente come previsto dal test, per poi interrompere autonomamente le proprie azioni non appena ha stabilito che l’obiettivo non era un ambiente simulato ma un’infrastruttura reale.

Heather Adkins, vicepresidente per l’ingegneria della sicurezza di Google, ha definito l’episodio un esempio importante di quanto sia necessario addestrare i modelli avanzati di intelligenza artificiale a comportarsi in modo responsabile. Google ha inoltre spiegato che notificare alle aziende coinvolte eventuali vulnerabilità scoperte durante i test è una prassi già in uso da parte dei team di sicurezza, applicata anche in questo caso.

Non è un caso isolato tra i big dell’IAGoogle non è l’unica azienda ad aver riscontrato episodi simili. Anche OpenAI e Anthropic hanno segnalato casi in cui i propri modelli, durante test di sicurezza, hanno finito per colpire organizzazioni reali superando i confini dell’ambiente di prova. Con l’aumento delle capacità dei modelli di IA, distinguere con certezza un ambiente simulato da un sistema reale, e prevenire azioni non volute, diventa una sfida sempre più centrale per l’intero settore.

Google ha dichiarato di aver notificato l’accaduto anche alle autorità federali statunitensi, mentre non ha reso pubblico il nome esatto del modello Gemini utilizzato nel test. Trattandosi di una prova condotta nel maggio 2026, è comunque certo che non si tratti dell’ultima generazione di Gemini, arrivata nella seconda metà dell’anno.

#ai #google #android #gemini

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Dopo aver creato Spellbook of Prompt, è arrivato anche il momento di Speelbook of Skill, il manuale delle skills utilizzabili da vari agent 💥

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Dopo aver creato Spellbook of Prompt, è arrivato anche il momento di Speelbook of Skill, il manuale delle skills utilizzabili da vari agent 💥

Al momento ho inserito quelle che utilizzo io, ma essendo il tutto accetto contributi dalla community :verified:

Link 👇

https://spellbook-of-skill.netlify.app/

#opensource #ai

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Gli utenti Android vogliono fotocamera e software solidi, non solo intelligenza artificiale

Negli eventi di presentazione dei nuovi smartphone, le funzioni basate sull’intelligenza artificiale occupano ormai uno spazio sempre più centrale. Un

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Negli eventi di presentazione dei nuovi smartphone, le funzioni basate sull’intelligenza artificiale occupano ormai uno spazio sempre più centrale. Un sondaggio condotto tra i lettori di Android Authority racconta però una storia diversa: quando si tratta di scegliere un nuovo telefono, gli utenti Android sembrano dare priorità ad aspetti più concreti rispetto alle funzioni AI più recenti.

Fotocamera e software in cima alla listaInterrogati su cosa considerano più importante nell’acquisto di un nuovo smartphone, i lettori di Android Authority hanno indicato soprattutto la qualità della fotocamera e un’esperienza software pulita e senza intoppi. Si tratta di due aspetti con cui l’utente entra in contatto quotidianamente, il che spiega perché vengano percepiti come prioritari.

Subito dopo, tra le risposte più frequenti, compaiono le prestazioni del processore e l’affidabilità nel tempo: elementi che incidono non solo sull’esperienza d’uso iniziale, ma anche sulla longevità del dispositivo nell’arco di diversi anni di utilizzo.

Ecosistema e personalizzazione meno rilevanti del previstoUn dato interessante riguarda l’integrazione tra dispositivi diversi, spesso messa in primo piano dai produttori nelle proprie campagne di marketing: nel sondaggio, questo aspetto ha raccolto un consenso relativamente basso. Anche la possibilità di personalizzare a fondo il sistema e la disponibilità di app, elementi che gli utenti Android citano spesso come punto di forza rispetto a iOS, non sono risultati tra le priorità principali.

“Fare bene le cose di ogni giorno”Non è la prima volta che Android Authority rileva questa tendenza: anche in un sondaggio precedente, condotto qualche mese fa, gli utenti avevano dimostrato di apprezzare di più un’esperienza software pulita rispetto all’introduzione di tecnologie nuove. In molte risposte è tornato lo stesso concetto: gli utenti vogliono uno smartphone che gestisca bene telefonate, messaggi, fotocamera, app e navigazione web di tutti i giorni, più che l’ennesima funzione AI aggiuntiva.

Fotocamera e software puliti in cima alle preferenze

Prestazioni e affidabilità a lungo termine subito dopo

Ecosistema tra dispositivi e personalizzazione meno determinanti del previsto

Richiesta diffusa anche per modelli compatti, più facili da usare con una mano

Il sondaggio riguarda solo i lettori di Android Authority e non può essere considerato rappresentativo di tutto il pubblico Android, ma trova un riscontro anche nei dati di vendita: secondo i numeri relativi al secondo trimestre 2026 citati dalla stessa testata, i modelli entry-level di Samsung risultano tra i più venduti. Un segnale che i produttori, tra funzioni AI sempre più numerose, difficilmente possono permettersi di ignorare.

#ai #android #samsung

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Proactive Assistance, la funzione AI di Pixel 11, potrebbe arrivare anche su Pixel 10

Proactive Assistance, una delle funzioni AI più interessanti introdotte con i [Pixel 11](https://android

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Proactive Assistance, una delle funzioni AI più interessanti introdotte con i Pixel 11, potrebbe non restare esclusiva della gamma più recente. Alcuni riferimenti alla funzione sono stati individuati anche su un Pixel 10 Pro XL con installata l’ultima beta di Android 17, lasciando intendere che Google stia valutando di estenderla anche alla generazione precedente.

Gemini che anticipa le esigenze dell’utenteProactive Assistance si basa su Gemini e rappresenta un’evoluzione della funzione Magic Cue già presente sui Pixel 10. L’idea alla base è quella di un assistente che non si limita a rispondere alle domande, ma osserva il contesto della conversazione o dell’attività in corso per suggerire in anticipo informazioni utili.

Un esempio pratico: se durante una conversazione su Google Messaggi un amico chiede l’indirizzo di casa, Gemini può individuare il contesto e proporre direttamente l’indirizzo come suggerimento, senza che l’utente debba cercarlo manualmente.

La scoperta sul Pixel 10 Pro XLLa segnalazione arriva dal canale YouTube In Depth Tech Reviews, che ha installato Android 17 QPR2 Beta 5 su un Pixel 10 Pro XL trovando la voce Proactive Assistance già presente nel menu delle impostazioni. Rispetto ai Pixel 11, dove la funzione compare con un’icona blu nella parte bassa del menu, sul Pixel 10 in beta l’icona è gialla, a forma di lampadina, e posizionata leggermente più in alto; anche il testo descrittivo presenta piccole differenze.

Aprendo la voce di menu, la struttura delle impostazioni risulta quasi identica su entrambe le generazioni: è possibile attivare l’opzione “Use Proactive Assistance” e scegliere l’assistente digitale da utilizzare, un’impostazione presente anche sui Pixel 11.

Altre novità in arrivo con Android 17 QPR2Nuovo tile “Audio Streams” nelle impostazioni rapide

Grafica aggiornata per la sezione Notification Intelligence

Pagina unica che raggruppa le impostazioni di batteria e ricarica, già presente sui Pixel 11

Va precisato che al momento si tratta soltanto di una versione beta: non è detto che Google decida di rendere Proactive Assistance disponibile in modo definitivo sui Pixel 10. Se la funzione dovesse arrivare anche sui modelli meno recenti, il divario tra le due generazioni Pixel si ridurrebbe ulteriormente, un aspetto sicuramente gradito da chi possiede un Pixel 10.

#ai #google #android #gemini #pixel

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Bloomberg reported on Friday that when U.S. forces launched a missile at an Iranian school on the first day of the war, U.S. intelligence analysts rel

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Bloomberg reported on Friday that when U.S. forces launched a missile at an Iranian school on the first day of the war, U.S. intelligence analysts relied too heavily on Palantir’s Maven Smart System, an AI tool that fuses together dozens of data inputs. The attack on the Shajarah Tayyebeh Elementary School killed more than 150 people, including 123 kids.

https://gizmodo.com/almost-started-a-war-us-military-nearly-boarded-a-chinese-ship-based-on-bad-intel-from-ai-2000814290





#ai #iran #news #us #warcrimes

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OPPO Find X10 in arrivo con ColorOS 17 e nuovi Enco X4: possibile debutto anche in Giappone con au

Manca ormai pochissimo alla presentazione ufficiale della serie OPPO Find X10, in programma il 22 settembre in Cina, e nelle ultime ore si sono accumu

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Manca ormai pochissimo alla presentazione ufficiale della serie OPPO Find X10, in programma il 22 settembre in Cina, e nelle ultime ore si sono accumulate diverse informazioni che aiutano a completare il quadro: dal debutto della nuova interfaccia ColorOS 17 alle caratteristiche delle nuove cuffie true wireless Enco X4, fino a un possibile sbarco della gamma anche in Giappone tramite l’operatore au.

ColorOS 17 debutta proprio sulla serie Find X10OPPO ha confermato che la serie Find X10 sarà la prima a montare ColorOS 17, la nuova interfaccia basata su Android 17. Il produttore descrive la nuova versione come una piattaforma di supporto alla vita quotidiana fortemente incentrata sull’intelligenza artificiale, capace di dialogare con l’utente per portare a termine attività, ricordare informazioni utili e fornire suggerimenti contestuali. L’IA verrà integrata in numerosi ambiti, dalla generazione di immagini al lavoro, passando per sport e salute, con l’obiettivo di rendere lo smartphone un assistente più presente nella vita di tutti i giorni.

Enco X4: cancellazione del rumore potenziata del 200%Insieme al nuovo smartphone, OPPO presenterà anche gli auricolari true wireless Enco X4, che promettono un salto in avanti sulla cancellazione del rumore grazie a un chip flagship prodotto a 6 nanometri: rispetto alla generazione precedente, OPPO dichiara un miglioramento del 200% sulla riduzione del rumore complessiva e del 250% su quella dedicata alla voce umana. Sul fronte audio, gli Enco X4 introducono driver coassiali doppi sviluppati con Dynaudio, con il 50% di spinta in più sui bassi e una riduzione della distorsione del 20% su tutte le frequenze. Debutta inoltre il supporto all’audio lossless per la serie Enco, con velocità di trasmissione superiore del 20% e compatibilità fino a 48kHz/24bit, oltre a nuove modalità adattive e traduzione in tempo reale via IA.

Un modello per il Giappone in arrivo tramite au?Sul fronte della disponibilità internazionale, un database IMEI ha intanto rivelato l’esistenza del modello non annunciato “OPPO OPG10”, una sigla riconducibile alla numerazione utilizzata dall’operatore giapponese au per i dispositivi OPPO. Analizzando la sequenza recente – OPG08 per il Reno15 A di fascia media e OPG09 per un modello entry-level della serie A6 – risulta improbabile che au stia per lanciare un altro dispositivo economico in rapida successione. È quindi plausibile che OPG10 corrisponda proprio a una variante della serie Find X10 destinata al mercato giapponese, un segnale che potrebbe indicare l’arrivo del flagship OPPO anche su un mercato dove il produttore ha finora avuto una presenza limitata nella fascia alta.

Appuntamento al 22 settembreCon la presentazione ufficiale ormai imminente, i riflettori sono puntati sia sulle prestazioni hardware della serie Find X10 sia su come ColorOS 17 saprà tradurre in pratica le sue ambizioni sull’intelligenza artificiale.

#ai #android #oppo #oppofindx10 #coloros

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Fatture generate dall’AI: dentro la campagna BEC da 1 milione di email (e come difendersi)

Il 3 agosto 2026 qualcosa di insolito ha iniziato ad attraversare i filtri antispam di centinaia di organizzazioni statunitensi: oltre un milione di e

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Il 3 agosto 2026 qualcosa di insolito ha iniziato ad attraversare i filtri antispam di centinaia di organizzazioni statunitensi: oltre un milione di email di richiesta pagamento, tutte diverse tra loro, tutte credibili, tutte generate in appena tre giorni. Non è la solita campagna di a basso costo con errori grammaticali e loghi sgranati: secondo il report pubblicato dal Microsoft Threat Intelligence Center il 10 settembre 2026, dietro questa ondata di frodi BEC (Business Email Compromise) ci sono chiari indizi dell’uso di modelli linguistici generativi per scrivere, personalizzare e scalare l’inganno.

Per chi amministra infrastrutture di posta elettronica e sistemi di sicurezza, questa campagna è un caso di studio prezioso: mostra sia quanto l’AI stia alzando la qualità media degli attacchi di ingegneria sociale, sia quali segnali tecnici restano comunque rilevabili, se si sa dove guardare.

Anatomia della campagnaI ricercatori Microsoft hanno ricostruito una timeline precisa. Gli attaccanti hanno registrato domini “lookalike” — pensati per assomigliare a fornitori o partner legittimi — il 31 luglio 2026, pochi giorni prima del lancio operativo. Tra il 3 e il 5 agosto sono state distribuite oltre un milione di email, con l’87,7% dei destinatari concentrato negli Stati Uniti.

Il bersaglio era il personale degli uffici contabilità fornitori (accounts payable): le email si spacciavano per comunicazioni di dirigenti — CEO, CFO — che sollecitavano bonifici ACH da circa 50.000 dollari, corredati da fatture false con branding contraffatto (in diversi casi imitando ServiceNow) e sezioni “Fatturato a” personalizzate con il nome dell’azienda bersaglio.

Come si riconosce la mano dell’AIIl dato più interessante per chi fa detection non è “che è stata usata l’AI”, ma come lo si vede. Microsoft ha individuato pattern strutturali tipici della generazione automatica di contenuti:

Commenti HTML estesi che descrivono le sezioni del messaggio, tipicamente residui del prompt o del template usato per generare il markup

Intestazioni di sezione tutte maiuscole e verbose, con commenti sullo stile eccessivamente dettagliati

Uso sistematico di trattini lunghi (em dash) e divisori a banner (====================)

Struttura a template coerente, con formattazione uniforme ma dettagli organizzativi variabili tra un’email e l’altra

In parallelo, gli attaccanti hanno anche costruito thread email interamente fittizi — conversazioni mai avvenute, presentate come inoltri — per dare l’impressione di uno scambio già in corso e abbassare la guardia del destinatario. Qui però l’AI lascia scoperture tecniche concrete: gli header di inoltro standard mancavano, il testo delle conversazioni precedenti era allineato a sinistra invece di essere formattato come citazione, e ricorrevano frasi innaturali come “no need to copy me” pensate per scoraggiare la verifica incrociata con altri colleghi.

Segnali da mettere nei playbook SOCRiassumendo gli indicatori tecnici emersi dall’, ecco cosa vale la pena monitorare attivamente:

Mismatch tra display name e indirizzo email del mittente (nome del dirigente, dominio esterno appena registrato)

Parole chiave finanziarie urgenti nell’oggetto (“due bill”, “ACH Payment”, “pagamento in sospeso”)

Header email mancanti o incoerenti in messaggi presentati come inoltri

Domini “lookalike” registrati nei giorni immediatamente precedenti l’invio massivo

Difese tecniche concreteLa prima linea di difesa resta l’autenticazione email correttamente configurata. Se il vostro dominio non ha ancora un record DMARC in modalità di enforcement, è il momento di sistemarlo:

; Esempio di record DMARC in modalità di quarantena progressiva
_dmarc.tuodominio.it. IN TXT "v=DMARC1; p=quarantine; pct=50; rua=mailto:dmarc-reports@tuodominio.it; ruf=mailto:dmarc-forensics@tuodominio.it; fo=1"

; SPF: elenca esplicitamente solo gli host autorizzati a inviare
tuodominio.it. IN TXT "v=spf1 include:spf.protection.outlook.com -all"Su Microsoft 365, oltre a SPF/DKIM/DMARC, vanno attivate le funzionalità di for Office 365 pensate proprio per questo scenario: lo Zero-hour Auto Purge (ZAP), che mette in quarantena retroattivamente i messaggi già recapitati quando emergono nuove informazioni di threat intelligence, e l’Automatic Attack Disruption, che contiene automaticamente attacchi in corso limitando l’impatto sull’organizzazione.

Per chi vuole aggiungere una regola di trasporto mirata a intercettare l’impersonificazione dei dirigenti, un buon punto di partenza in Online è una regola che segnala i messaggi esterni il cui nome visualizzato coincide con quello di un dirigente interno:

New-TransportRule -Name "Flag possibile impersonificazione executive" -HeaderContainsMessageHeader "From"
-HeaderContainsWords "Mario Rossi","Giulia Bianchi" -SenderDomainIs "tuodominio.it" -ExceptIfSenderDomainIs "tuodominio.it"
-PrependSubject "[POSSIBILE IMPERSONIFICAZIONE] " `
-Mode EnforceDa ultimo, la parte umana del processo resta insostituibile: la verifica dei pagamenti ad alto valore va fatta fuori banda, ad esempio con una telefonata a un numero già noto (mai a un numero indicato nell’email stessa), e il personale amministrativo va addestrato periodicamente a riconoscere questi pattern — Microsoft mette a disposizione l’Attack Simulation Training in Defender for Office 365 proprio per esercitazioni realistiche su scenari di questo tipo.

ConclusioneQuesta campagna conferma una tendenza che i team di sicurezza dovrebbero dare ormai per acquisita: l’AI generativa non introduce necessariamente nuove tecniche di attacco, ma innalza drasticamente la qualità e la scala di quelle esistenti, rendendo la BEC “tradizionale” più difficile da distinguere da una comunicazione legittima. La buona notizia è che gli stessi strumenti di detection basati su pattern e comportamento — autenticazione email, regole di trasporto mirate, ZAP, attack disruption — restano efficaci, a patto di tenerli configurati e aggiornati. La differenza, oggi più che mai, la fa la disciplina nella configurazione, non l’ennesimo layer di prodotto.

Fonte: Microsoft Security Blog, via Petri IT Knowledgebase

#sicurezza #ai #microsoft #phishing

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Ki, Ai oder meine 50 Cent zum Thema Künstliche Intelligenz in der Fotografie.

https://swquadrat.de/2026/09/16/ki-ai-oder-meine-50-cent-zum-thema-kuen

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Ki, Ai oder meine 50 Cent zum Thema Künstliche Intelligenz in der Fotografie.

https://swquadrat.de/2026/09/16/ki-ai-oder-meine-50-cent-zum-thema-kuenstliche-intelligenz-in-der-fotografie/

#ai #photography #fotografie #fotografia #ki

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HyperOS 4 debutta a livello globale su Xiaomi 17 e 17 Ultra: nuova grafica e AI più potente

Xiaomi ha avviato la distribuzione della prima build stabile globale di [HyperOS](https://androidiani.net/

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Xiaomi ha avviato la distribuzione della prima build stabile globale di HyperOS 4, il nuovo sistema operativo basato su Android 17, partendo da Xiaomi 17 e Xiaomi 17 Ultra. Si tratta del primo rilascio internazionale della nuova interfaccia, che per ora raggiunge in forma di test graduale gli utenti iscritti al programma Mi Pilot.

Nuova interfaccia in vetro e funzioni AI potenziateHyperOS 4 introduce un nuovo linguaggio visivo chiamato Soft Light Glass, che ricorda superfici di vetro semitrasparenti sovrapposte, con riflessi di luce ed effetti di profondità applicati a impostazioni rapide, menu e widget. L’effetto vetro risulta particolarmente valorizzato sui dispositivi con SoC di fascia alta come lo Snapdragon 8 Elite.

Sul fronte dell’intelligenza artificiale, il salto più significativo riguarda Super XiaoAI 2.0, basato sul modello proprietario MiMo, che introduce un nuovo assistente flottante capace di traduzione vocale in tempo reale, trascrizione audio e riassunto automatico delle riunioni. La funzione AI Notes va oltre la semplice trascrizione, permettendo di estrarre direttamente le attività da svolgere da una registrazione. Anche la tastiera di sistema si arricchisce di una toolbar AI per la correzione dei testi e la riscrittura contestuale.

Schermata di blocco più personalizzabile e ottimizzazioni di sistemaLa schermata di blocco riceve un design dell’orologio in stile vetro, effetti di profondità sugli sfondi, nuovi layout e notifiche intelligenti raggruppate. Xiaomi ha lavorato anche sotto il cofano, riorganizzando parte del codice e introducendo componenti scritti in Rust in alcune app di sistema, con l’obiettivo di ridurre il consumo di memoria, rendere più fluido il sistema e migliorare la gestione della batteria.

Rollout iniziale per Xiaomi 17 e 17 UltraLa build globale per Xiaomi 17 porta la sigla OS4.0.0.9.XPCMIXM, mentre Xiaomi 17 Ultra riceve la versione OS4.0.0.8.XPAMIXM a livello globale, con una variante specifica per l’Europa (EEA) siglata OS4.0.0.11.XPAEUXM. Entrambe le build includono la patch di sicurezza Android di settembre 2026 e pesano circa 3GB.

Trattandosi ancora di una fase di test riservata al programma Mi Pilot, non tutti gli utenti potranno aggiornare da subito. Se il rollout non evidenzierà problemi rilevanti, Xiaomi dovrebbe allargare progressivamente la distribuzione ad altri mercati e modelli, incluso l’atteso arrivo su altri smartphone e tablet Xiaomi e POCO.

#ai #android #snapdragon #android17 #hyperos4 #xiaomi17ultra #xiaomi17

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By 2027 most images online will be generated. Being able to prove a photo is real becomes valuable. Cairn anchors a frame to two independent timestamp

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By 2027 most images online will be generated. Being able to prove a photo is real becomes valuable. Cairn anchors a frame to two independent timestamp authorities the moment the shutter fires.

https://cairn.steenbergen.ai

#ai #photography

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RE: https://mastodon.uno/@valigiablu/117275898110852440

Le IA sterminerà il genere umano: rischi veri o allarmismo a comando per attirare l'attenzion

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RE: https://mastodon.uno/@valigiablu/117275898110852440

Le IA sterminerà il genere umano: rischi veri o allarmismo a comando per attirare l'attenzione di tutti?

Qua una buon sintesi rilanciata nel nostro gruppo tecnologia seguibile da qui: @tecnologia@diggita.com

#ai #ia #intelligenzaartificiale

🧵 L’intelligenza artificiale ci ucciderà tutti? La risposta è "NI": dipende da quanto siamo stupidi noi

Una buona sintesi-spiegone di Alessio Jacona.

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🧵 L’intelligenza artificiale ci ucciderà tutti? La risposta è "NI": dipende da quanto siamo stupidi noi

Una buona sintesi-spiegone di Alessio Jacona.

#ai #openai #anthropic #amodei

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🧵 L’intelligenza artificiale ci ucciderà tutti? La risposta è "NI": dipende da quanto siamo stupidi noi

Una buona sintesi-spiegone di Alessio Jacona.

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🧵 L’intelligenza artificiale ci ucciderà tutti? La risposta è "NI": dipende da quanto siamo stupidi noi

Una buona sintesi-spiegone di Alessio Jacona.

#ai #openai #anthropic #amodei

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Hey friends,

I just published an AI Use Policy on Analog.Cafe. This post explains why and links to it directly:

https://www.analog.ca

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Hey friends,

I just published an AI Use Policy on Analog.Cafe. This post explains why and links to it directly:

https://www.analog.cafe/comments/wyaj

Strange times, yet here we are.

quote. read in full at https://www.analog.cafe/comments/wyaj quote. read in full at https://www.analog.cafe/comments/wyaj quote. read in full at https://www.analog.cafe/comments/wyaj

#ai #photography #believeinfilm #aislop

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The debate over the dangers of artificial intelligence has exploded in recent days as a string of industry insiders have warned that its development s

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The debate over the dangers of artificial intelligence has exploded in recent days as a string of industry insiders have warned that its development should be slowed. #artificial-intelligence #trump-economy #paul-krugman #trump-inflation #trump-ai
Trump 'desperate' as last political asset becomes liability: Nobel economist

#ai #technology #inflation

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Sondaggio Pixel: gli utenti preferiscono gli aggiornamenti a lungo termine piuttosto che l’IA più recente

Google ha fatto degli aggiornamenti a lungo termine uno dei pilastri della gamma [Pixel](https://androidia

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Google ha fatto degli aggiornamenti a lungo termine uno dei pilastri della gamma Pixel, garantendo fino a sette anni di supporto software e sicurezza a partire dalla serie Pixel 8. Allo stesso tempo, negli ultimi mesi diverse funzioni IA sono state riservate ai modelli più recenti. Un sondaggio di Android Authority suggerisce però che gli utenti diano priorità a un aspetto ben diverso rispetto all’intelligenza artificiale più aggiornata.

Solo il 6% mette l’IA al primo postoIl sondaggio, condotto su oltre 3.000 lettori, chiedeva quale fosse l’aspetto più importante per uno smartphone Pixel. Il risultato più netto riguarda il supporto software a lungo termine, indicato dal 63,8% degli intervistati come priorità assoluta. Al contrario, soltanto il 6% ha scelto come elemento principale la possibilità di accedere per prima alle funzioni IA più recenti.

Le funzioni basate su Gemini e sull’intelligenza artificiale sono da tempo uno dei principali argomenti di marketing per i Pixel, ma Google non le rende sempre disponibili anche sui modelli precedenti. Alla luce dei risultati del sondaggio, questa strategia orientata sull’IA non sembra essere ciò che il pubblico Pixel apprezza maggiormente.

Non tutti scelgono in modo netto tra le due opzioniVa detto che una parte consistente degli utenti non ha scelto in modo esclusivo: il 22,7% ha indicato che sia il supporto a lungo termine sia le funzioni IA più recenti sono ugualmente importanti. Questo significa che l’intelligenza artificiale non viene rifiutata in blocco, ma che quando si tratta di stabilire una priorità netta, la stragrande maggioranza degli utenti – oltre 6 su 10 – sceglie comunque gli aggiornamenti duraturi.

63,8% – supporto software a lungo termine come priorità principale

22,7% – considera ugualmente importanti supporto a lungo termine e IA più recente

7,5% – priorità diverse, come hardware, batteria o fotocamera

6% – accesso anticipato alle funzioni IA più recenti come priorità assoluta

Cosa cercano davvero gli utenti PixelIl restante 7,5% degli intervistati ha indicato priorità diverse, legate probabilmente ad aspetti hardware come autonomia della batteria, prestazioni del chip Tensor o qualità della fotocamera, più che al software. Nel complesso, i dati suggeriscono che per la base di utenti Pixel il vero valore del prodotto non sta necessariamente nell’essere sempre all’avanguardia sull’intelligenza artificiale, ma nella certezza di poter usare il proprio smartphone a lungo, con aggiornamenti costanti.

Con la promessa di sette anni di aggiornamenti ormai centrale nella strategia Pixel, la vera sfida per Google potrebbe non essere solo garantire le patch di sicurezza, ma decidere quante delle nuove funzioni IA introdotte sui modelli più recenti verranno estese anche ai Pixel più datati, per non deludere proprio quella maggioranza di utenti che considera la longevità del prodotto il valore più importante.

#ai #android #pixel

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