Google Traduttore, la traduzione offline in tempo reale arriva su Pixel: c’è anche l’italiano
Google Traduttore si prepara ad aggiungere una funzione richiesta da tempo dagli utenti: la traduzione offline in tempo reale per la funzione Live Translate. Finora la modalità di traduzione dal vivo richiedeva quasi sempre una connessione internet attiva, ma grazie al download preventivo dei pacchetti linguistici sarà presto possibile utilizzarla anche senza rete dati o Wi-Fi disponibile. Al momento la novità è limitata a un numero ristretto di dispositivi, ovvero Pixel 9, Pixel 10 e Pixel 11.
Dieci lingue supportate, italiano inclusoSecondo quanto riportato da Android Authority sulla base della documentazione di supporto pubblicata da Google, la funzione offline di Live Translate copre già dieci lingue in abbinamento con l’inglese: italiano, spagnolo, francese, tedesco, portoghese, hindi, russo, svedese, giapponese e indonesiano. Contando anche l’inglese, si arriva quindi a un totale di undici lingue disponibili per le traduzioni offline, con l’italiano tra le prime lingue supportate fin dal lancio.
Un problema risolto: i viaggi senza connessioneFino ad oggi, la dipendenza dalla connessione internet rappresentava uno dei limiti più evidenti di Live Translate, soprattutto durante i viaggi all’estero, dove la copertura dati può essere instabile o del tutto assente. Con l’introduzione del supporto offline, sarà sufficiente scaricare in anticipo i pacchetti linguistici necessari per continuare a usufruire della traduzione vocale in tempo reale anche in assenza di rete mobile o Wi-Fi, una funzione particolarmente utile per chi viaggia spesso all’estero e vuole comunicare senza dover contare su una connessione stabile.
Per ora una funzione esclusiva PixelLa limitazione più evidente riguarda la disponibilità: al momento la funzione offline è riservata esclusivamente ai modelli Pixel 9, Pixel 10 e Pixel 11, mentre non è ancora chiaro se e quando Google estenderà il supporto anche ad altri smartphone Android o se resterà una funzione esclusiva della gamma Pixel, magari come ulteriore leva per differenziare l’offerta software rispetto alla concorrenza. Considerando la strategia recente di Google, che tende a introdurre le novità più interessanti prima sui propri dispositivi per poi allargarle gradualmente al resto dell’ecosistema Android, non è escluso che in futuro la funzione possa arrivare anche su altri smartphone.