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Android 17 QPR1: l’update di settembre porta 20 correzioni ai Pixel

Google ha rilasciato il nuovo aggiornamento di settembre per Android 17 QPR1, dedicato alla famiglia [Pixe

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Google ha rilasciato il nuovo aggiornamento di settembre per Android 17 QPR1, dedicato alla famiglia Pixel. Oltre alla patch di sicurezza del mese, il pacchetto introduce ben venti correzioni che toccano app, fotocamera, Bluetooth, display, sistema, connettività e interfaccia utente, con l’obiettivo di rendere l’esperienza d’uso più stabile e fluida su un parco dispositivi molto ampio.

Dal Pixel 6 al Pixel 11, aggiornamento trasversaleLa novità più interessante riguarda l’ampiezza del supporto: l’update copre modelli che vanno dal Pixel 6, dal Pixel 6 Pro e dal Pixel 6a fino alle serie Pixel 7, 8, 9, 10 e all’attuale Pixel 11, passando per Pixel Fold e Pixel Tablet. Non tutte le correzioni riguardano però ogni modello: alcuni bug sono specifici della serie Pixel 10, mentre altri interessano trasversalmente gran parte della gamma a partire dal Pixel 6.

Sul fronte sicurezza, la patch di settembre risolve complessivamente 115 vulnerabilità datate 1 settembre e 85 datate 5 settembre, a cui si aggiungono 110 correzioni specifiche per l’ecosistema Pixel. La build globale porta il numero CP3A.260905.009 ed è già disponibile anche in formato OTA per il flashing manuale.

Meno crash e migliori prestazioni in giocoDiverse correzioni riguardano la stabilità quotidiana del sistema. È stato risolto un crash che colpiva alcune app Google in condizioni specifiche, mentre sulla serie Pixel 10 è stato corretto un problema che causava l’arresto anomalo di alcuni giochi all’avvio. Sistemato anche un bug che impediva di attivare Wi-Fi e Bluetooth in determinate circostanze, oltre a un’instabilità della fotocamera su Pixel Tablet che poteva portare al blocco completo del sistema.

Non manca l’attenzione ai videogiocatori: Google ha corretto rallentamenti, frame rate instabile e surriscaldamento durante l’uso prolungato di app grafiche pesanti, un intervento che dovrebbe tradursi in sessioni di gioco più fluide e meno soggette a throttling termico.

Altre correzioni degne di notaCrash di sistema durante l’installazione, la disinstallazione o l’aggiornamento di app

Rallentamenti legati al database di Android System Intelligence

Direzione di scorrimento invertita con le scorciatoie di ingrandimento

Widget della schermata Home che sparivano dopo un riavvio

Problemi di connettività alla rete mobile su alcuni Pixel

Notifiche non rimovibili con lo swipe e testo sovrapposto nelle notifiche

Nel complesso, l’aggiornamento di settembre di Android 17 QPR1 non introduce nuove funzionalità clamorose, ma punta a consolidare l’affidabilità dei Pixel nell’uso quotidiano. Vista la quantità di correzioni che toccano prestazioni, connettività e stabilità, si tratta di un update che gli utenti Pixel interessati farebbero bene a installare non appena disponibile.

#sicurezza #google #android #pixel #android17 #aggiornamento

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Pixel Drop di settembre: protezione anti-truffa anche in Italia e nuovi widget dal Pixel 6 in su

Google ha avviato la distribuzione del Pixel Drop di settembre

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Google ha avviato la distribuzione del Pixel Drop di settembre, il pacchetto mensile di funzioni dedicato a smartphone Pixel e Pixel Watch. A differenza di altri aggiornamenti Android più ampi, il Pixel Drop riguarda solo l’ecosistema Pixel, ma questa volta colpisce per l’ampiezza del supporto: anche il Pixel 6, lanciato nell’ottobre 2021, riceve gran parte delle novità insieme ai modelli più recenti.

Sei novità tra smartphone e smartwatchL’aggiornamento porta quattro novità per gli smartphone Pixel e due per Pixel Watch, per un totale di sei funzioni o miglioramenti. Il fatto che un dispositivo di cinque anni fa come il Pixel 6 sia incluso nella maggior parte delle novità è un segnale di attenzione non scontato da parte di Google verso i modelli meno recenti.

La protezione anti-truffa arriva anche in ItaliaLa novità più rilevante sul piano pratico riguarda l’estensione del rilevamento delle truffe. L’app Messaggi è ora in grado di segnalare nella notifica le chat sospette, e la funzione arriva anche in Europa, oltre che in Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Canada, Singapore, India, Germania, Messico e Francia, con supporto per sette lingue.

Chi utilizza Gboard riceverà inoltre un avviso quando i contenuti digitati o visualizzati sulla tastiera risultano potenzialmente legati a una truffa, anche se per ora questa funzione specifica resta limitata agli Stati Uniti con dieci lingue supportate, ed è disponibile anche tramite Keyboard Suggestions su altre tastiere.

Pixel VIPs rinnovato e temi a tema Harry PotterAnche la funzione Pixel VIPs, dedicata ai contatti preferiti, viene aggiornata con widget ridisegnati che permettono di chiamare o scrivere con un solo tocco e badge per i messaggi non letti o urgenti. È stato aggiunto anche un menu flottante per cambiare rapidamente profilo. La funzione richiede Contatti 4.77.11 o versioni successive e Pixel VIPs 2.0.

Sul fronte estetico arrivano i pacchetti a tema Harry Potter, legati agli audiolibri Audible, che permettono di cambiare in un solo passaggio sfondo, icone e suoni del dispositivo, con tre varianti disponibili fino al 31 dicembre. Per Pixel Watch 4 migliora invece il gesto Raise to Talk, mentre da Pixel Watch 3 in su sarà possibile gestire il pannello notifiche con gesti a una mano.

Il Pixel Tablet riceve le novità legate a Pixel VIPs e ai temi, ma resta escluso dalle due funzioni anti-truffa. Nel complesso, il Pixel Drop di settembre non stravolge l’esperienza d’uso, ma il supporto esteso fino al Pixel 6 e l’arrivo della protezione anti-truffa anche in Italia lo rendono un aggiornamento utile sul piano della sicurezza quotidiana.

#google #android #pixel #pixelwatch #aggiornamento

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Android 17 introduce Continue Activity: così Google prepara il terreno a Googlebook

Google sta iniziando a distribuire su Android 17 una nuova funzione chiamata Continue Activity, pensata pe

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Google sta iniziando a distribuire su Android 17 una nuova funzione chiamata Continue Activity, pensata per continuare il proprio lavoro passando da uno smartphone a un tablet o ad altri dispositivi. La funzione, veicolata tramite i servizi Google Play, non riguarderebbe solo app e attività in corso, ma anche notifiche, file e contenuti multimediali, e potrebbe arrivare anche in Italia nei prossimi mesi.

Un nuovo hub per la continuità tra dispositiviLa voce Continue Activity è comparsa nella sezione Servizi cross-device dei servizi Google Play su un Pixel 9 con Android 17 stabile. Al suo interno sono presenti quattro sezioni attivabili singolarmente: Attività, App, Notifiche e Condivisione di file e media. Attivando la funzione, il sistema mostra anche i permessi necessari per il mirroring dello schermo, lo streaming delle app e l’accesso a notifiche, foto e contenuti multimediali.

Il legame con Continue OnLa sezione Attività appare strettamente collegata a Continue On, la funzione introdotta con Android 17 che permette di spostarsi da un dispositivo Android a un altro mantenendo lo stato di un’app compatibile. Finora l’uso era concentrato soprattutto tra smartphone e tablet, ma il nuovo hub suggerisce un’estensione a una gamma più ampia di dispositivi, in vista dell’arrivo di Googlebook.

Secondo le prime indicazioni, l’integrazione con lo smartphone sarà un elemento centrale per Googlebook, che più che un notebook a sé stante potrebbe configurarsi come un dispositivo pensato per lavorare in coppia con un telefono Android, sfruttando funzioni come lo specchio dello schermo, lo streaming delle app e persino l’uso del telefono come trackpad.

Un ecosistema sempre più integratoGoogle ha già dato altri segnali di questa strategia, tra cui l’introduzione di Continue On su Android 17 e diverse funzioni di configurazione di Googlebook nei servizi Google Play. Continue Activity sembra rappresentare il tassello che raccoglie in un unico punto tutte queste funzionalità di collegamento tra dispositivi.

Al momento non è chiaro quanto sia ampia la distribuzione della funzione, dato che i rollout basati sui servizi Google Play sono spesso graduali. Tuttavia, la comparsa di un menu completo con quattro voci su un Pixel 9 con Android 17 stabile conferma che Google sta costruendo con attenzione le fondamenta della continuità tra dispositivi in vista del lancio di Googlebook, le cui prenotazioni dovrebbero aprirsi il 21 settembre.

#google #android #pixel #android17 #googleplayservices

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Samsung pronta ad alzare i prezzi della memoria: Galaxy S26 e non solo a rischio rincaro

Il caro-memorie che sta colpendo l’intero settore degli smartphone potrebbe conoscere un nuovo capitolo: secondo indiscrezioni provenienti da media co

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Il caro-memorie che sta colpendo l’intero settore degli smartphone potrebbe conoscere un nuovo capitolo: secondo indiscrezioni provenienti da media coreani, Samsung starebbe valutando un ulteriore rincaro del 7-10% sui prezzi di fornitura di DRAM mobile e memoria NAND. Se confermato, l’aumento andrebbe a colpire tutti i produttori di smartphone che si riforniscono dal colosso coreano, Samsung stessa compresa.

Una crisi delle memorie già ai massimi storiciIl rincaro arriverebbe in un momento in cui i prezzi di DRAM e NAND flash sono già ai livelli più alti mai registrati, a causa della carenza di componenti che sta interessando il mercato globale. Diversi produttori hanno già alzato i prezzi di vendita dei propri smartphone per assorbire l’aumento dei costi dei componenti, e un ulteriore rincaro del 7-10% rappresenterebbe un colpo difficile da ignorare, specialmente per i modelli di fascia alta con maggiore capacità di memoria.

Galaxy S26 nel mirino dei rincariLe indiscrezioni indicano che l’aumento riguarderebbe anche la divisione mobile dello stesso Samsung, aprendo la strada a possibili rincari sulla serie Galaxy S26. Sempre secondo i report coreani, l’azienda starebbe già valutando un aumento dei prezzi della gamma Galaxy S26 sul mercato sudcoreano a partire dal mese prossimo, con la possibilità che la stessa dinamica si estenda anche ad altri mercati.

Va precisato che si tratta al momento di informazioni non confermate ufficialmente da Samsung, e la fonte coreana all’origine dei report non è stata resa nota. Per questo motivo le cifre non possono ancora essere considerate definitive.

Un problema che riguarda tutto il mercato AndroidSe le indiscrezioni dovessero rivelarsi fondate, l’impatto non si limiterebbe ai soli dispositivi Samsung. Essendo tra i principali fornitori di memoria per l’intero settore, un aumento dei prezzi di DRAM e NAND del 7-10% si tradurrebbe in un incremento dei costi anche per Xiaomi, OPPO, Google e gli altri produttori che utilizzano componenti Samsung nei propri smartphone.

Con il caro-memorie che sta già spingendo verso l’alto i listini in tutto il mondo, un ulteriore rincaro potrebbe alimentare nuovi aumenti di prezzo tra la fine del 2026 e il 2027, coinvolgendo l’intero panorama degli smartphone Android di fascia alta.

#android #galaxy #samsung #galaxys26 #memoria

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iQOO 16 ufficiale il 29 settembre: display 2K a 165Hz per il nuovo gaming phone

iQOO ha ufficializzato la data di presentazione del suo nuovo flagship gaming: iQOO 16 debutterà in Cina il 29 settembre 2026, con vendite che partira

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iQOO ha ufficializzato la data di presentazione del suo nuovo flagship gaming: iQOO 16 debutterà in Cina il 29 settembre 2026, con vendite che partiranno immediatamente dopo l’evento di lancio. Il nuovo modello punta forte su un comparto display pensato per il gaming, abbinando risoluzione 2K e refresh rate a 165Hz, oltre a un design posteriore completamente rinnovato.

Nuovo design posteriore e tre colorazioniiQOO 16 introduce un nuovo concept estetico chiamato Tomorrow’s Porthole, che rivede radicalmente l’area della fotocamera posteriore con un modulo squadrato dagli angoli arrotondati e un motivo esagonale. Il dispositivo sarà disponibile in tre colorazioni: Chasing Light, la più particolare grazie a una finitura olografica laser che cambia tonalità tra rosso e blu a seconda dell’angolazione, Legend con toni più chiari, e Track con una finitura opaca grigio scuro per chi preferisce un look più sobrio.

Display Samsung 2K a 165Hz, tra i primi nel settoreIl vero punto di forza annunciato da iQOO è il display: un pannello OLED Samsung di nuova generazione, denominato M16, che combina risoluzione 2K e frequenza di aggiornamento di 165Hz, una configurazione che il brand rivendica come prima nel settore. Le specifiche dichiarate parlano di una luminosità di picco globale di 2.800 nit e di picchi locali fino a 10.000 nit, oltre al supporto per la tecnologia Q-Flex con un campionamento touch fino a 500Hz, capace di raggiungere picchi di 5.000Hz durante il gioco.

Snapdragon 8 Elite Gen 6 e chip gaming dedicatoSotto la scocca dovrebbe trovare posto il nuovo Snapdragon 8 Elite Gen 6, affiancato dal chip gaming proprietario Q4 di iQOO, pensato per mantenere prestazioni costanti durante le sessioni di gioco più prolungate. Il comparto fotografico dovrebbe includere un modulo con sensori di grandi dimensioni e zoom digitale fino a 100x, stando alle immagini teaser diffuse dall’azienda.

Display OLED Samsung M16 2K a 165Hz

Snapdragon 8 Elite Gen 6 con chip gaming Q4

Tre colorazioni: Chasing Light, Legend, Track

Zoom digitale fino a 100x

Lancio in Cina il 29 settembre 2026

Al momento le informazioni ufficiali riguardano soprattutto il mercato cinese, e non ci sono ancora conferme su un eventuale sbarco internazionale. Con specifiche di questo calibro, però, iQOO 16 si candida a essere uno dei gaming phone più interessanti della prossima generazione, e non resta che attendere la presentazione ufficiale per conoscere prezzo e dettagli completi.

#android #snapdragon #iqoo16

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OPPO Find X10 Pro Max sbarca a livello globale con il nuovo Dimensity 9600 Pro

OPPO ha confermato ufficialmente che il prossimo flagship Find X10 Pro Max monterà il nuovo Dimensity 9600 Pro, il SoC di punta di MediaTek. Novità an

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OPPO ha confermato ufficialmente che il prossimo flagship Find X10 Pro Max monterà il nuovo Dimensity 9600 Pro, il SoC di punta di MediaTek. Novità ancora più rilevante, il colosso cinese ha annunciato che il modello top di gamma della serie Find, storicamente riservato al mercato cinese, arriverà per la prima volta anche a livello internazionale.

Un SoC a 2 nanometri per prestazioni ed efficienzaIl Dimensity 9600 Pro è realizzato con il processo produttivo a 2 nanometri di TSMC e Find X10 Pro Max sarà tra i primi smartphone a integrarlo. Secondo MediaTek, il nuovo chip offre un miglioramento dell’efficienza energetica multi-core fino al 61% rispetto alla generazione precedente, grazie a un’architettura All-Big-Core con due core C2-Ultra a 4,55GHz e sei core ad alte prestazioni, con un incremento complessivo delle prestazioni del 17%.

GPU e NPU potenziate per gaming e AISul fronte grafico, il nuovo G2-Ultra NX GPU introduce miglioramenti al ray tracing e supporto per la grafica neurale, con un aumento delle prestazioni sostenute fino al 27% nei carichi di lavoro prolungati, particolarmente utile durante le sessioni di gioco più lunghe. Anche l’intelligenza artificiale beneficia di una doppia NPU, una ad alte prestazioni e una a basso consumo: la prima velocizza del 51% l’elaborazione dei modelli linguistici di grandi dimensioni, mentre la seconda migliora l’efficienza energetica del 40%.

Laminar Flow Engine, la tecnologia sviluppata con MediaTekFind X10 Pro Max sarà anche il primo smartphone a integrare Laminar Flow Engine, una tecnologia sviluppata congiuntamente da OPPO e MediaTek pensata per mantenere la reattività del sistema riducendo al contempo i consumi, con benefici concreti sulla velocità di apertura delle app e sulla fluidità durante la navigazione di grandi quantità di foto.

L’espansione internazionale della serie Find rappresenta la notizia più significativa per il pubblico europeo: dopo anni in cui il modello Pro Max restava appannaggio del solo mercato cinese, OPPO sembra ora intenzionata a portare il proprio flagship più ambizioso anche sui mercati globali, Italia inclusa. Non resta che attendere le prove sul campo per capire quanto le prestazioni dichiarate da MediaTek si tradurranno in un’esperienza d’uso realmente superiore.

#android #oppo #dimensity #mediatek #oppofindx10

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HyperOS 4 debutta a livello globale su Xiaomi 17 e 17 Ultra: nuova grafica e AI più potente

Xiaomi ha avviato la distribuzione della prima build stabile globale di [HyperOS](https://androidiani.net/

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Xiaomi ha avviato la distribuzione della prima build stabile globale di HyperOS 4, il nuovo sistema operativo basato su Android 17, partendo da Xiaomi 17 e Xiaomi 17 Ultra. Si tratta del primo rilascio internazionale della nuova interfaccia, che per ora raggiunge in forma di test graduale gli utenti iscritti al programma Mi Pilot.

Nuova interfaccia in vetro e funzioni AI potenziateHyperOS 4 introduce un nuovo linguaggio visivo chiamato Soft Light Glass, che ricorda superfici di vetro semitrasparenti sovrapposte, con riflessi di luce ed effetti di profondità applicati a impostazioni rapide, menu e widget. L’effetto vetro risulta particolarmente valorizzato sui dispositivi con SoC di fascia alta come lo Snapdragon 8 Elite.

Sul fronte dell’intelligenza artificiale, il salto più significativo riguarda Super XiaoAI 2.0, basato sul modello proprietario MiMo, che introduce un nuovo assistente flottante capace di traduzione vocale in tempo reale, trascrizione audio e riassunto automatico delle riunioni. La funzione AI Notes va oltre la semplice trascrizione, permettendo di estrarre direttamente le attività da svolgere da una registrazione. Anche la tastiera di sistema si arricchisce di una toolbar AI per la correzione dei testi e la riscrittura contestuale.

Schermata di blocco più personalizzabile e ottimizzazioni di sistemaLa schermata di blocco riceve un design dell’orologio in stile vetro, effetti di profondità sugli sfondi, nuovi layout e notifiche intelligenti raggruppate. Xiaomi ha lavorato anche sotto il cofano, riorganizzando parte del codice e introducendo componenti scritti in Rust in alcune app di sistema, con l’obiettivo di ridurre il consumo di memoria, rendere più fluido il sistema e migliorare la gestione della batteria.

Rollout iniziale per Xiaomi 17 e 17 UltraLa build globale per Xiaomi 17 porta la sigla OS4.0.0.9.XPCMIXM, mentre Xiaomi 17 Ultra riceve la versione OS4.0.0.8.XPAMIXM a livello globale, con una variante specifica per l’Europa (EEA) siglata OS4.0.0.11.XPAEUXM. Entrambe le build includono la patch di sicurezza Android di settembre 2026 e pesano circa 3GB.

Trattandosi ancora di una fase di test riservata al programma Mi Pilot, non tutti gli utenti potranno aggiornare da subito. Se il rollout non evidenzierà problemi rilevanti, Xiaomi dovrebbe allargare progressivamente la distribuzione ad altri mercati e modelli, incluso l’atteso arrivo su altri smartphone e tablet Xiaomi e POCO.

#ai #android #snapdragon #android17 #hyperos4 #xiaomi17ultra #xiaomi17

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Dimensity 9600 Pro batte A20 Pro nel multi-core, ma i benchmark di MediaTek sollevano dubbi

I primi dati sulle prestazioni del Dimensity 9600 Pro, il nuovo chipset a 2 nanometri di MediaTek, stanno facendo discutere. Se da un lato l’azienda t

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I primi dati sulle prestazioni del Dimensity 9600 Pro, il nuovo chipset a 2 nanometri di MediaTek, stanno facendo discutere. Se da un lato l’azienda taiwanese rivendica un salto generazionale importante, dall’altro un’analisi più attenta dei confronti su Geekbench 6 diffusi da MediaTek solleva più di un dubbio sulla reale entità del miglioramento dichiarato.

Dimensity 9600 Pro contro Apple A20 ProSecondo i dati forniti da MediaTek, il Dimensity 9600 Pro ottiene un punteggio single-core di 4.276 e multi-core di 12.650. Il confronto con l’A20 Pro di Apple, che si ferma a 4.725 punti in single-core ma 12.575 in multi-core, mostra un quadro misto: Apple resta nettamente avanti sul fronte single-core, mentre MediaTek riesce a superare, seppur di poco, il rivale nel multi-core.

Un confronto generazionale che desta perplessitàIl punto controverso riguarda però i dati usati da MediaTek per il confronto con il precedente Dimensity 9500: nel nuovo materiale, il chip dello scorso anno viene accreditato di un punteggio single-core di 3.666 e multi-core di 11.014. Nei dati diffusi da MediaTek stessa nel 2025, però, il Dimensity 9500 otteneva 4.007 punti in single-core su Geekbench 6.4, un valore superiore di circa l’8,5% rispetto a quello ora utilizzato come riferimento.

Questa discrepanza fa apparire il salto generazionale più ampio di quanto sarebbe altrimenti: sulla base dei nuovi dati, il Dimensity 9600 Pro risulterebbe più veloce del 17% in single-core e del 15% in multi-core rispetto al Dimensity 9500, percentuali che andrebbero riviste al ribasso utilizzando il punteggio originale del 2025.

Attenzione alle condizioni di testVa inoltre considerato che i benchmark diffusi dai produttori di chip vengono spesso ottenuti in condizioni di raffreddamento ottimali, ben diverse da quelle di uno smartphone reale con vincoli di spazio, dissipazione e consumi. Geekbench 6 è un test relativamente breve, che tende a favorire i chip capaci di mantenere clock elevati per pochi secondi senza incorrere in throttling termico.

Il Dimensity 9600 Pro resta comunque un SoC dalle potenzialità molto elevate, forte del nuovo processo a 2 nanometri e di un risultato multi-core che, seppur di misura, supera quello di Apple A20 Pro. Tuttavia, alla luce della discrepanza sui dati di confronto generazionale, sarà necessario attendere i benchmark sugli smartphone reali prima di poter valutare con certezza il reale salto prestazionale rispetto alla generazione precedente.

#android #dimensity #mediatek #benchmark

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Xiaomi 18 Pro conferma il display posteriore: la sfida ad HiLight di Pixel 11 è servita

Xiaomi ha ufficialmente teaserizzato la serie Xiaomi 18 Pro, confermando che il

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Xiaomi ha ufficialmente teaserizzato la serie Xiaomi 18 Pro, confermando che il display posteriore introdotto con la generazione precedente tornerà anche sul prossimo flagship. L’approccio che sfrutta il retro dello smartphone come spazio informativo aggiuntivo, già caratteristica distintiva di Xiaomi 17 Pro, prosegue quindi anche sulla nuova generazione.

Il teaser conferma il display posterioreNel video pubblicato da Xiaomi su Weibo si vede chiaramente un display integrato nella parte posteriore del dispositivo, con dimensioni che sembrano rimanere sostanzialmente invariate rispetto a Xiaomi 17 Pro. Questo suggerisce che l’evoluzione della serie 18 Pro potrebbe puntare più sull’ampliamento delle funzioni e dei servizi supportati che su un ingrandimento fisico del pannello. Dalle immagini si notano inoltre tre sensori fotografici e un flash posizionati sotto il display posteriore, oltre a un nuovo tasto fisico laterale.

Cosa può fare oggi il display posterioreSu Xiaomi 17 Pro, il pannello posteriore non era solo un vezzo estetico, ma offriva funzioni concrete: controllo della riproduzione musicale, mirino per gli scatti con la fotocamera principale, visualizzazione di orologio, sveglia, cronometro e timer, oltre a gestione delle chiamate, informazioni sui voli, notifiche di consegna e persino animali virtuali interattivi.

Controllo musica e mirino fotocamera

Orologio, sveglia, cronometro e timer

Gestione chiamate e notifiche di consegna

Informazioni sui voli

Animali virtuali interattivi

Con Xiaomi 18 Pro ci si aspetta un ampliamento di queste funzioni, magari con il supporto di servizi di terze parti come Google, Meta o Uber, che trasformerebbero il display posteriore da semplice widget dedicato a una vera e propria seconda schermata dello smartphone.

Un approccio diverso rispetto a HiLight di Pixel 11Il tema del retro come superficie informativa è di stretta attualità anche in casa Google, che con Pixel 11 ha introdotto HiLight, un sistema di LED posizionati sul retro del telefono. A differenza del display fisico di Xiaomi, HiLight non mostra immagini o testo, ma comunica tramite la luce notifiche e stati del dispositivo, puntando su semplicità e immediatezza piuttosto che sulla ricchezza di informazioni.

Le due filosofie restano quindi molto distanti: da un lato la versatilità del display posteriore di Xiaomi, dall’altro l’essenzialità luminosa di HiLight. Xiaomi 17 Pro non è mai arrivato sui mercati internazionali, restando un’esclusiva cinese: resta quindi da vedere se Xiaomi 18 Pro romperà questa tradizione, portando finalmente il display posteriore anche in Europa.

#android #pixel #xiaomi18 #pixel11 #xiaomi18pro

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Snapdragon 8 Elite Gen 6: anche Samsung Foundry in corsa per la produzione

Il nuovo chip di punta di Qualcomm, lo Snapdragon 8 Elite Gen 6, potrebbe non essere prodotto soltanto da TSMC. Secondo alcune indiscrezioni provenien

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Il nuovo chip di punta di Qualcomm, lo Snapdragon 8 Elite Gen 6, potrebbe non essere prodotto soltanto da TSMC. Secondo alcune indiscrezioni provenienti dalla Corea del Sud, Samsung Foundry sarebbe in trattativa con Qualcomm per realizzare parte della produzione del SoC, insieme alla variante Pro attesa in parallelo.

La resa dei chip a 2 nanometri di Samsung miglioraFino a poco tempo fa si dava per scontato che TSMC sarebbe stata l’unica fonderia coinvolta nella produzione dello Snapdragon 8 Elite Gen 6 e della sua variante Pro, entrambi attesi in presentazione ufficiale entro la fine del mese. Le cose potrebbero però cambiare: secondo i media coreani, la resa produttiva del processo a 2 nanometri di Samsung sarebbe salita fino a circa il 55%, un miglioramento che avrebbe riportato l’azienda coreana al tavolo delle trattative con Qualcomm.

Il dato, va detto, resta comunque inferiore a quello di TSMC, stimato tra il 60% e il 70%. Per una produzione su larga scala, Qualcomm richiederebbe in genere una resa di almeno il 70%, quindi non è ancora chiaro se Samsung sia davvero pronta per gestire volumi importanti nel breve periodo.

Il vero problema potrebbe essere la capacità produttiva di TSMCDietro l’apertura verso Samsung ci sarebbe soprattutto un altro fattore: la capacità produttiva limitata di TSMC sui 2 nanometri. Il colosso taiwanese punta a portare la propria capacità produttiva a circa 60.000 wafer al mese entro il quarto trimestre del 2026, ma più della metà di questa capacità sarebbe già stata prenotata da Apple.

TSMC: resa stimata tra il 60% e il 70%, ma capacità in parte assorbita da Apple

Samsung: resa salita a circa il 55%, ancora sotto la soglia richiesta per la produzione di massa

Qualcomm starebbe negoziando specifiche, prezzi e ottimizzazione del processo con entrambe le fonderie

Per questo motivo, Samsung difficilmente diventerebbe il partner produttivo principale per lo Snapdragon 8 Elite Gen 6: il suo ruolo sarebbe più quello di fornitore di riserva, utile a Qualcomm per garantirsi comunque i volumi necessari qualora TSMC non riuscisse a coprire l’intera domanda.

Cosa significa per gli smartphone Android di fascia altaLo Snapdragon 8 Elite Gen 6 è destinato a diventare il cuore pulsante dei top di gamma Android del prossimo anno, da Samsung a OnePlus passando per Xiaomi e gli altri produttori che storicamente adottano i chip Qualcomm sui modelli più costosi. Un eventuale ingresso di Samsung come fonderia, anche solo parziale, avrebbe un peso non trascurabile negli equilibri della produzione di semiconduttori a 2 nanometri, in un mercato dove la domanda supera spesso l’offerta disponibile. Al momento si tratta comunque di indiscrezioni non confermate ufficialmente né da Qualcomm né da Samsung.

#android #leak #samsung #snapdragon #qualcomm

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Sony Xperia 1 VIII e 10 VIII: la promessa sugli aggiornamenti cambia in silenzio

Sony avrebbe modificato, senza alcun annuncio ufficiale, la formulazione della propria politica di aggiornamento sulle pagine internazionali dedicate

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Sony avrebbe modificato, senza alcun annuncio ufficiale, la formulazione della propria politica di aggiornamento sulle pagine internazionali dedicate agli Xperia 1 VIII e Xperia 10 VIII. Una differenza che può sembrare minima, ma che in realtà cambia il significato della promessa fatta agli utenti.

Da “4 aggiornamenti” a “fino a 4 aggiornamenti”Al momento del lancio, le pagine tecniche internazionali di entrambi i modelli riportavano la dicitura “4 upgrades of OS”, ovvero quattro aggiornamenti garantiti del sistema operativo. Oggi lo stesso testo recita “Up to 4 upgrades of OS”, cioè fino a quattro aggiornamenti. Una modifica che, controllando gli archivi storici del web, risulta introdotta dopo la metà di giugno, quando la dicitura originaria era ancora presente.

La differenza non è puramente formale. Con “4 aggiornamenti” garantiti, il passaggio da Android 16 fino ad Android 21 sarebbe stato assicurato. Con la formula “fino a 4 aggiornamenti”, invece, Sony si riserva la possibilità di fermarsi anche prima, ad esempio ad Android 20 o Android 19, lasciando più margine di incertezza sul reale supporto software a lungo termine.

In Giappone la dicitura non è mai cambiataSul mercato giapponese, invece, la pagina dell’Xperia 1 VIII ha sempre riportato la formula “fino a 4 aggiornamenti” fin dal lancio, la stessa usata anche per il precedente Xperia 1 VII. In questo caso, quindi, non si può parlare di una modifica successiva e silenziosa: il cambiamento riguarda solo la versione internazionale del prodotto.

Non è la prima volta che la policy di Sony genera dubbiIl caso richiama un precedente già controverso: quello dell’Xperia 10 VI, che sulle schede tecniche internazionali prometteva “3 aggiornamenti del sistema operativo” fino ad Android 17, ma che risultava assente dall’elenco ufficiale dei dispositivi che avrebbero effettivamente ricevuto quell’aggiornamento.

Xperia 1 VIII e 10 VIII (mercato internazionale): da “4 aggiornamenti” a “fino a 4 aggiornamenti”

Xperia 1 VIII (Giappone): dicitura “fino a 4 aggiornamenti” invariata sin dal lancio

Precedente: Xperia 10 VI escluso dalla lista ufficiale degli aggiornamenti nonostante la promessa iniziale

Episodi come questo alimentano dubbi tra gli utenti internazionali su quanto ci si possa fidare delle promesse di supporto software dichiarate al lancio, in un momento in cui la durata degli aggiornamenti è diventata uno dei criteri più importanti nella scelta di uno smartphone Android di fascia alta.

#android #sony #xperia #xperia1viii

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Samsung pensa di anticipare Galaxy Z TriFold 2 per rispondere a iPhone Duo

Samsung starebbe valutando di anticipare il lancio del [Galaxy](https://androidiani.net/category/samsung/

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Samsung starebbe valutando di anticipare il lancio del Galaxy Z TriFold 2, il successore del pieghevole a tre ante presentato lo scorso anno. La mossa arriverebbe in risposta alla presentazione da parte di Apple del primo iPhone pieghevole, denominato iPhone Duo, che avrebbe spinto l’azienda coreana ad accelerare i tempi.

Un lancio anticipato rispetto al 2027Il Galaxy Z TriFold di prima generazione era arrivato negli Stati Uniti a gennaio 2026 al prezzo di 2.899 dollari, per poi essere ritirato dal mercato appena tre mesi dopo, ad aprile. Le voci circolate finora indicavano il 2027 come anno di debutto per il successore, insieme a un nuovo dispositivo con schermo scorrevole (slidable) a cui Samsung starebbe lavorando in parallelo.

Secondo il leaker coreano Lanzuk, Samsung starebbe però considerando di anticipare l’uscita del Galaxy Z TriFold 2, e la stessa accelerazione potrebbe riguardare anche il modello scorrevole. Al momento non ci sono date precise, e resta possibile che l’azienda mantenga comunque la tabella di marcia originaria fissata per il 2027.

Più sottile e leggero, ma con prezzo simileLe indiscrezioni parlano di un Galaxy Z TriFold 2 più sottile, più leggero e più resistente rispetto al modello di debutto. Il dato che colpisce di più riguarda però il prezzo: Samsung punterebbe a mantenerlo sostanzialmente in linea con quello della prima generazione, nonostante l’aumento generale dei costi dei componenti per smartphone e la maggiore complessità meccanica tipica dei pieghevoli a più ante.

Galaxy Z TriFold (2026): lanciato a 2.899 dollari, ritirato dal mercato dopo circa tre mesi

Galaxy Z TriFold 2: possibile anticipo del lancio rispetto al 2027, design più sottile e leggero

Prezzo: obiettivo di Samsung è mantenerlo vicino a quello del modello precedente

La concorrenza di iPhone Duo cambia le prioritàNon è ancora certo che Samsung deciderà davvero di anticipare il Galaxy Z TriFold 2, ma l’ingresso di Apple nel segmento dei pieghevoli con iPhone Duo rende la tempistica di lancio e la competitività del prodotto più importanti che mai per l’azienda coreana. Con un mercato dei pieghevoli sempre più affollato, arrivare per primi con un modello aggiornato potrebbe fare la differenza nella percezione dei consumatori Android più esigenti.

#android #leak #galaxy #samsung

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Da chip economici a protagonista assoluto: come MediaTek ha conquistato il mercato Android in 4 anni

Per anni MediaTek è stata associata quasi esclusivamente ai chip economici, la scelta di ripiego per gli smartphone Android più accessibili. Negli ult

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Per anni MediaTek è stata associata quasi esclusivamente ai chip economici, la scelta di ripiego per gli smartphone Android più accessibili. Negli ultimi quattro anni, però, l’azienda taiwanese ha ribaltato completamente questa percezione, diventando un nome di riferimento anche nella fascia alta del mercato.

Una strategia di brand divisa in due lineeSecondo un’analisi del sito 91mobiles, la svolta è arrivata con una precisa scelta di posizionamento: da un lato la serie Dimensity 8000, destinata alla fascia alta-media e diventata un punto di riferimento per gli smartphone da gaming, dall’altro la serie Dimensity 9000, pensata esclusivamente per i top di gamma senza compromessi.

Il vero banco di prova per la serie 9000 è stato conquistare la fiducia dei produttori: la svolta è arrivata con la partnership con vivo, che ha adottato il primo Dimensity 9000 sul flagship vivo X80, dimostrando che MediaTek poteva competere anche ai vertici del mercato. Da lì, l’adozione da parte di altri marchi è cresciuta rapidamente.

Quattro anni di crescita costanteTra il 2022 e il 2026, l’adozione dei chip Dimensity da parte dei principali produttori Android è cresciuta in modo costante:

2022 – Dimensity 9000: debutto su vivo X80

2023 – Dimensity 8200/9200: adottati da vivo e OPPO

2024 – Dimensity 8300/9300: arrivo anche su Samsung (tablet di fascia alta), OnePlus e realme, con il design “All Big Core”

2025 – Dimensity 8400/9400: diffusione su smartphone da fotografia e gaming ad alte prestazioni

2026 – Dimensity 8500/9500/9500s: diventati lo standard su numerosi top di gamma globali, con particolare attenzione all’IA on-device

Meno calore, prestazioni grafiche più costantiUno dei punti di forza individuati nell’analisi riguarda l’approccio di MediaTek al tema del surriscaldamento. Invece di puntare su picchi di frequenza elevati per ottenere punteggi migliori nei benchmark, un metodo che porta rapidamente al thermal throttling durante il gioco, l’azienda ha scelto di costruire motori grafici più ampi ed efficienti a frequenze più basse. Il risultato, secondo il report, è la possibilità di mantenere framerate stabili tra 60 e 120 fps anche dopo oltre un’ora di gioco intenso, con il Dimensity 9500 che offrirebbe efficienza superiore alla concorrenza Snapdragon anche nel ray tracing.

Anche la fotografia non è più un punto deboleMediaTek ha lavorato anche sull’elaborazione delle immagini, aggiornando la propria tecnologia Imagiq per gestire scatti multi-esposizione senza ritardo dell’otturatore e correzioni AI in tempo reale su soggetto e sfondo. Le collaborazioni con marchi fotografici storici, come vivo con ZEISS, Xiaomi con Leica e OPPO con Hasselblad, hanno contribuito a rendere i chip Dimensity affidabili anche per gli scatti notturni e i ritratti, cancellando i dubbi che un tempo circondavano le capacità fotografiche dei suoi processori. Con il prossimo Dimensity 9600 Pro alle porte, MediaTek si presenta ormai come prima scelta per molti produttori Android di fascia alta, non più come semplice alternativa economica.

#android #snapdragon #mediatek

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Pixel 11 Pro, allarme surriscaldamento: alcuni utenti bloccati in un loop di riavvii

Alcuni acquirenti del Pixel 11 Pro, l’ultimo top di gamma di [Google](https://androidiani.net/category/goog

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Alcuni acquirenti del Pixel 11 Pro, l’ultimo top di gamma di Google, segnalano un problema serio: all’accensione compare un messaggio che avvisa di uno spegnimento per surriscaldamento, seguito da un ciclo continuo di riavvii che rende di fatto il telefono inutilizzabile.

Spegnimento per “calore” anche a telefono freddoLe segnalazioni, raccolte principalmente su Reddit, descrivono uno scenario simile: il Pixel 11 Pro funziona normalmente per alcuni giorni, poi improvvisamente, pochi secondi dopo l’accensione, mostra un avviso di spegnimento per surriscaldamento e si spegne da solo. Il dettaglio più sorprendente è che il dispositivo risulta freddo al tatto, il che fa pensare più a un errore di rilevamento del sensore di temperatura che a un vero surriscaldamento fisico.

Diversi utenti hanno provato ad avviare il telefono in modalità provvisoria o a entrare in modalità di recupero, senza però riuscirci: lo spegnimento avviene troppo rapidamente per completare qualsiasi operazione, lasciando il dispositivo in una condizione di blocco totale.

Non un caso isolatoIl problema non riguarda un singolo utente: nella stessa discussione e in community collegate sono emerse altre testimonianze con sintomi identici. Un utente ha raccontato di aver usato il telefono senza problemi per sette giorni prima che iniziasse il loop di spegnimenti, mentre in un altro caso il difetto si sarebbe manifestato poche ore dopo la configurazione iniziale, impedendo perfino di completare un backup dei dati.

Sintomo: spegnimento improvviso per “surriscaldamento” con telefono freddo

Impossibile completare reset di fabbrica o aggiornamenti richiesti dal supporto Google

Diagnosi in assistenza: necessaria sostituzione della scheda madre

Il supporto Google chiede procedure impossibili da eseguireChi ha contattato l’assistenza Google si è sentito chiedere di eseguire un aggiornamento software o un ripristino ai dati di fabbrica, operazioni impossibili da completare perché il telefono si spegne prima ancora che la schermata si carichi. Alcuni utenti hanno dovuto documentare il problema con un video prima di poter accedere alla riparazione fisica, dove è stata diagnosticata la necessità di sostituire la scheda madre. La scarsità di ricambi per un modello appena lanciato ha inoltre allungato i tempi di attesa, spingendo alcuni utenti a preferire la restituzione del dispositivo.

Uno spegnimento immediato per surriscaldamento, in assenza di calore reale, suggerisce un guasto del sensore di temperatura o un difetto nei circuiti della scheda madre, più che un normale meccanismo di protezione termica. Chi ha appena acquistato un Pixel 11 Pro e nota comportamenti anomali fin dai primi giorni farebbe bene a contattare tempestivamente il rivenditore per valutare una sostituzione.

#android #pixel #bug

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Gemini Live si aggiorna: presto sarà possibile passare da voce a tastiera senza interruzioni

Google starebbe lavorando a una nuova funzione per Gemini Li

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Google starebbe lavorando a una nuova funzione per Gemini Live che permetterà di alternare liberamente input vocale e testuale durante la conversazione con l’assistente IA, superando il limite attuale che rende l’esperienza quasi esclusivamente basata sulla voce.

La scoperta nel codice dell’app GoogleLa novità è stata individuata da Android Authority analizzando la versione 17.58.13.sa.arm64 dell’app Google, all’interno della quale sono state trovate tracce di sviluppo relative a un nuovo sistema di input per Gemini Live che consente di scegliere tra voce e tastiera.

Attualmente, Gemini Live si basa quasi interamente sul microfono per dialogare in tempo reale con l’utente. Con la funzione in sviluppo, sarà invece possibile far comparire una tastiera con uno swipe verso l’alto sullo schermo, per digitare domande o istruzioni in qualsiasi momento della conversazione.

Come funzionerà il passaggio tra voce e testoQuando viene richiamata la tastiera, l’input vocale si disattiva temporaneamente, e l’icona del microfono cambia aspetto per segnalare lo stato. Per tornare a parlare con Gemini basterà toccare nuovamente l’icona del microfono, ripristinando subito l’ascolto vocale. Dopo l’invio di un messaggio scritto, la tastiera si richiude automaticamente per lasciare spazio alla risposta di Gemini, e potrà essere richiamata in qualsiasi momento con un nuovo swipe.

Swipe verso l’alto per richiamare la tastiera durante una sessione Gemini Live

Il microfono si disattiva automaticamente quando si digita

Un tocco sull’icona del microfono riattiva subito l’input vocale

Utile in luoghi rumorosi o quando non si può parlareLa funzione risponde a un’esigenza concreta: in ambienti rumorosi, come una strada trafficata o una stazione, digitare può risultare più affidabile che affidarsi al riconoscimento vocale. Al contrario, in situazioni in cui le mani non sono libere, resterà possibile continuare a usare la voce come oggi. Poter alternare i due metodi liberamente, senza dover interrompere la sessione, renderebbe Gemini Live uno strumento più flessibile nell’uso quotidiano.

Google non ha ancora annunciato ufficialmente questa funzione, e al momento non ci sono indicazioni sui tempi di rilascio. Trattandosi di una modifica che amplia sensibilmente i contesti d’uso di Gemini Live, la sua introduzione ufficiale potrebbe però avere un impatto significativo sull’esperienza quotidiana di chi utilizza l’assistente Google su smartphone Android.

#google #android #gemini

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Googlebook, i preordini partono il 21 settembre: ci sono anche Acer, ASUS, Dell, HP e Lenovo

Google ha annunciato che i preordini di Googlebook, la nuova piattaforma per notebook basata su Android, a

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Google ha annunciato che i preordini di Googlebook, la nuova piattaforma per notebook basata su Android, apriranno il 21 settembre. Dopo mesi in cui si parlava genericamente di un lancio nell’autunno 2026, l’azienda ha finalmente fornito una data precisa.

Preordini dalle 9 del mattino, ora della costa est USAGli utenti che si erano registrati per ricevere aggiornamenti su Googlebook hanno ricevuto il 14 settembre una email da Google con i dettagli. A partire dalle ore 9 del 21 settembre, ora della costa orientale degli Stati Uniti, sarà possibile preordinare i primi dispositivi basati sulla piattaforma.

Al lancio parteciperanno cinque produttori: Acer, ASUS, Dell, HP e Lenovo. Nelle ultime settimane erano già circolate indiscrezioni su presunti dispositivi di questi marchi, e non è escluso che maggiori dettagli vengano condivisi proprio in occasione dell’apertura dei preordini.

Ancora poche informazioni sul sistema operativoQuando Google aveva presentato Googlebook per la prima volta a maggio, aveva mostrato una panoramica generale della piattaforma senza però svelare dettagli tecnici sul sistema operativo o il nome definitivo del progetto. Con l’apertura dei preordini, è probabile che queste informazioni vengano finalmente rese pubbliche.

Il “Magic Pointer” per accedere subito a GeminiTra le funzioni mostrate nel nuovo teaser spicca il “Magic Pointer”, un sistema di controllo pensato per accedere rapidamente a Gemini con un gesto dedicato. Nello stesso video, l’animazione del Magic Pointer si trasforma in una light bar che sembra destinata a essere presente su tutti i modelli Googlebook, anche se la sua funzione specifica non è ancora stata chiarita.

Preordini dal 21 settembre alle 9:00 (ora costa est USA)

Produttori al lancio: Acer, ASUS, Dell, HP, Lenovo

Funzione “Magic Pointer” per l’accesso rapido a Gemini

Identità visiva distinta rispetto ai Chromebook, con logo Googlebook sul poggiapolsi

Un’alternativa Android a Windows e ChromebookAnche a livello estetico, Googlebook punta a differenziarsi dai Chromebook: il logo dovrebbe comparire sul poggiapolsi accanto alla tastiera, a sottolineare l’identità di un prodotto pensato come categoria a sé stante. Non è ancora chiaro quanto tempo passerà tra i preordini e la disponibilità effettiva dei dispositivi, ma tutto lascia pensare a un lancio prima del periodo natalizio. Resta da vedere quanto una piattaforma per notebook basata su Android riuscirà a ritagliarsi spazio tra l’offerta consolidata di Windows e quella dei Chromebook già esistenti.

#google #android #googlebook

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Acer Iconia Duo D12: il tablet Android da 12,2 pollici con tastiera e pennino inclusi a 349,99 dollari

Acer ha lanciato negli Stati Uniti l’Iconia Duo D12, un tablet Android da 12,2 pollici pensato per chi cerca un grande schermo abbinato a un prezzo co

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Acer ha lanciato negli Stati Uniti l’Iconia Duo D12, un tablet Android da 12,2 pollici pensato per chi cerca un grande schermo abbinato a un prezzo contenuto. Il dispositivo, proposto a 349,99 dollari, include di serie tastiera e pennino, rendendolo utilizzabile anche come un piccolo notebook.

Display da 12,2 pollici a 90 Hz in formato 3:2Il pannello è un IPS LCD con risoluzione 2.400×1.600 pixel, rapporto d’aspetto 3:2 e refresh rate a 90 Hz. Non si tratta di un pannello OLED, ma la configurazione risulta comunque adatta a un uso quotidiano fatto di navigazione web, streaming video e produttività leggera.

La scocca è realizzata in lega di alluminio, con uno spessore di circa 7,5 mm e un peso di circa 730 grammi. Nonostante le dimensioni contenute, il tablet integra una batteria da 8.000 mAh che, secondo Acer, garantisce fino a 10 ore di autonomia.

Helio G99, 4 GB di RAM e Android 16Il cuore del dispositivo è il MediaTek Helio G99, prodotto con processo a 6 nm, affiancato da 4 GB di RAM LPDDR4 e 128 GB di storage UFS espandibile tramite microSD. Si tratta di prestazioni più contenute rispetto ai modelli superiori della gamma Iconia Duo, come S14 e S12, equipaggiati con chip Dimensity, ma sufficienti per un uso quotidiano orientato a video e navigazione.

Il tablet arriva con Android 16 preinstallato, una fotocamera anteriore da 5 MP e una posteriore da 8 MP, connettività Wi-Fi 6 e Bluetooth 5.2, oltre a una porta USB Type-C.

Tastiera magnetica e pennino inclusi nel prezzoIl vero punto di forza dell’Iconia Duo D12 è però la dotazione: nel prezzo di 349,99 dollari sono compresi una tastiera magnetica con collegamento a pin pogo, una cover folio che funge anche da supporto, e un pennino attivo con il proprio alloggiamento dedicato.

Display: 12,2″ IPS, 2.400×1.600 px, formato 3:2, 90 Hz

Processore: MediaTek Helio G99 (6 nm), 4 GB RAM, 128 GB storage espandibile

Sistema operativo: Android 16

Batteria: 8.000 mAh, fino a 10 ore di autonomia dichiarata

In dotazione: tastiera magnetica, cover folio, pennino attivo

Prezzo: 349,99 dollari

Rimuovendo la tastiera, l’Iconia Duo D12 torna a comportarsi come un normale tablet Android, mentre agganciandola si trasforma in un dispositivo più vicino a un notebook economico. Negli Stati Uniti il tablet è disponibile anche su Amazon allo stesso prezzo, anche se al momento risulta temporaneamente esaurito. Non ci sono ancora indicazioni su un eventuale arrivo del modello in Europa o in Italia.

#android #android16 #mediatek #acer

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HONOR Magic 9: arriva la fotocamera anteriore quadrata che non richiede di ruotare il telefono

HONOR ha annunciato che Magic 9 e Magic 9 Pro Max saranno i primi smartphone Android a montare una fotocamera anteriore con sensore quadrato. Grazie a

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HONOR ha annunciato che Magic 9 e Magic 9 Pro Max saranno i primi smartphone Android a montare una fotocamera anteriore con sensore quadrato. Grazie a un sensore da 55 megapixel e a un campo visivo di 92 gradi, sarà possibile scattare selfie senza dover ruotare il telefono, ritagliando l’inquadratura desiderata direttamente dopo lo scatto.

Un’area di scatto 1:1 da ritagliare a piacereLa nuova fotocamera frontale, chiamata da HONOR “Agile Eye”, cattura un’area quadrata più ampia rispetto a una fotocamera anteriore tradizionale. Da questa singola inquadratura è poi possibile ricavare foto sia in formato verticale sia orizzontale, senza dover girare fisicamente il dispositivo. Un vantaggio evidente nei selfie di gruppo, dove finora era spesso necessario ruotare il telefono in orizzontale o allungare il braccio per includere tutti nell’inquadratura.

Il funzionamento richiama da vicino la tecnologia “Center Stage” introdotta da Apple con la serie iPhone 17, applicata però in questo caso a un contesto tipicamente Android, dove la flessibilità di scatto tra foto e video verticali o orizzontali per i social è sempre più richiesta.

Vantaggi anche per i video destinati ai socialSecondo HONOR, lo stesso approccio si applica anche alla registrazione video: da un’unica ripresa sarà possibile ottenere sia un video in formato orizzontale sia una clip verticale pensata per gli short pubblicati sui social. Questo dovrebbe eliminare la necessità di decidere in anticipo il formato di inquadratura, lasciando più libertà in fase di montaggio.

Le altre indiscrezioni sulla scheda tecnicaHONOR non ha ancora confermato tutte le specifiche dei nuovi Magic 9, ma il leaker Digital Chat Station ha condiviso alcuni dettagli. Il Magic 9 standard dovrebbe montare un display da 6,37 pollici a 120 Hz, batteria da 8.000 mAh, ricarica rapida da 80 W e wireless da 50 W, oltre a un comparto fotografico posteriore con sensore principale da 200 MP, ultragrandangolare da 50 MP e teleobiettivo periscopico 3,5x.

HONOR Magic 9: display 6,37″ a 120 Hz, batteria 8.000 mAh, ricarica 80W/50W wireless

HONOR Magic 9 Pro Max: display LTPO 6,8″, batteria 8.800 mAh, ricarica 100W/80W wireless

Pro Max: riconoscimento 3D del volto, sensore ultrasonico per le impronte, pulsante IA dedicato

Certificazioni IP68, IP69 e IP69K per resistenza ad acqua e polvere

Trattandosi in gran parte di indiscrezioni non ancora ufficializzate, i dettagli definitivi arriveranno solo con la presentazione ufficiale della serie Magic 9, fissata da HONOR per il 28 settembre in Cina. In quell’occasione dovrebbero essere svelati anche prezzi e disponibilità nei vari mercati, oltre ai dettagli completi sulla fotocamera anteriore quadrata.

#android #honor

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Galaxy S26 più caro? In Corea si parla di un rincaro di circa il 10%

La gamma Galaxy S26 di Samsung potrebbe subire un rincaro in Corea del Sud a p

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La gamma Galaxy S26 di Samsung potrebbe subire un rincaro in Corea del Sud a partire dal 1° ottobre. Secondo i media coreani, l’aumento riguarderebbe tutti e tre i modelli della serie, Galaxy S26, S26+ e S26 Ultra, e sarebbe legato al rincaro dei componenti. Samsung non ha ancora confermato ufficialmente la notizia.

Un rincaro identico per tutti e tre i modelliSecondo quanto riportato, l’aumento sarebbe di 149.600 won per ciascun modello, una cifra che corrisponde a circa 16.000 yen giapponesi (l’equivalente, a cambio corrente, di poco meno di 100 euro). Ecco come cambierebbero i prezzi in Corea, secondo le indiscrezioni:

Galaxy S26: da 1.254.000 a 1.403.600 won

Galaxy S26+: da 1.452.000 a 1.601.600 won

Galaxy S26 Ultra: da 1.797.400 a 1.947.000 won

La causa sarebbe il costo crescente della memoriaDietro il possibile rincaro ci sarebbe l’aumento dei prezzi dei componenti per smartphone, in particolare della memoria DRAM. Un aspetto curioso è che Samsung è essa stessa un produttore di memorie, ma ciò non sembra sufficiente ad assorbire completamente l’aumento dei costi di produzione dei propri dispositivi finali.

Effetti possibili anche fuori dalla CoreaLe informazioni circolate finora riguardano esclusivamente il mercato coreano, ma non si può escludere che un aumento di prezzo applicato in patria si estenda anche ad altri mercati, Italia compresa. Va detto che ogni paese ha condizioni diverse in termini di cambio valutario, prezzi di listino e accordi con gli operatori telefonici, quindi un eventuale rincaro locale non seguirebbe necessariamente la stessa entità di quello coreano.

Al momento, quindi, si tratta di un’indiscrezione non confermata nemmeno per il mercato d’origine, e Samsung non ha comunicato alcuna variazione di prezzo per i modelli venduti al di fuori della Corea. Considerando però che l’aumento dei costi dei componenti, memorie in testa, riguarda l’intero settore degli smartphone, non si può escludere che anche la gamma Galaxy S26 venga coinvolta da revisioni di prezzo nei prossimi mesi, in Corea come altrove.

#android #galaxy #samsung

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Galaxy S27 Ultra, nuovo rumor: il teleobiettivo 3x sparisce, il 5x resta invariato

Il comparto fotografico del Galaxy S27 Ultra, il prossimo to

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Il comparto fotografico del Galaxy S27 Ultra, il prossimo top di gamma Samsung, potrebbe non ricevere l’evoluzione che molti si aspettavano. Secondo un nuovo rumor, l’azienda coreana starebbe pensando di eliminare il teleobiettivo 3x, mantenendo però invariato il sensore del teleobiettivo periscopico 5x.

Il 5x resta lo stesso, il 3x viene rimossoFino a poco tempo fa si vociferava di un importante aggiornamento del comparto tele del Galaxy S27 Ultra, ma il noto leaker Ice Universe ha smentito questa ipotesi. Secondo la sua ricostruzione, Samsung eliminerà il teleobiettivo 3x dalla configurazione fotografica, mantenendo invece lo stesso sensore da 1/2,52 pollici già utilizzato per il teleobiettivo periscopico 5x del modello attuale.

Non si tratta di un sensore particolarmente piccolo in assoluto, ma per uno smartphone di punta atteso nel 2027 rappresenta comunque una scelta poco ambiziosa, soprattutto se paragonata al ritmo di aggiornamento hardware a cui Samsung ha abituato gli utenti della serie Ultra negli anni passati.

Configurazione probabile: ultragrandangolare, grandangolare e 5xSe le indiscrezioni verranno confermate, il Galaxy S27 Ultra potrebbe presentarsi con una configurazione a tre fotocamere posteriori: ultragrandangolare, grandangolare principale e teleobiettivo 5x, senza quindi un vero salto in avanti sul fronte hardware per quanto riguarda lo zoom ottico.

Teleobiettivo 3x: rimosso secondo le ultime indiscrezioni

Teleobiettivo 5x: sensore invariato da 1/2,52 pollici

Possibile configurazione finale: ultragrandangolare + grandangolare + 5x

Secondo anno consecutivo senza un vero salto di sensoreIl dato che più colpisce riguarda la continuità: sarebbe il secondo anno di fila in cui la serie Ultra non riceve un importante aggiornamento hardware sulle fotocamere, dopo che storicamente Samsung ha sempre rinnovato almeno un sensore ogni anno. Va comunque ricordato che si tratta di informazioni non ufficiali, e gli equilibri della scheda tecnica potrebbero ancora cambiare prima della presentazione definitiva.

Il design cambia con la “camera plateau”Se sul fronte fotografico i cambiamenti sembrano limitati, il design del Galaxy S27 Ultra dovrebbe invece subire una revisione più marcata, con l’introduzione di una “camera plateau” che raggruppa i sensori in un unico blocco nella parte superiore del retro, una soluzione già vista su altri smartphone recenti. Questa scelta lascerebbe più spazio interno per batteria e camera a vapore, e potrebbe anche aprire la strada al tanto atteso supporto alla ricarica magnetica sulla serie Galaxy. Un possibile compromesso, quindi, tra un design rinnovato e un comparto fotografico che, almeno sul fronte hardware, punterebbe più sulla continuità che sull’innovazione.

#android #leak #galaxy #samsung

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