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CVE-2026-58868: Critical Bug Could Let Attackers Run Remote Code
https://securityaffairs.com/202414/mobile-2/cve-2026-58868-critical-android-

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CVE-2026-58868: Critical Bug Could Let Attackers Run Remote Code
https://securityaffairs.com/202414/mobile-2/cve-2026-58868-critical-android-bug-could-let-attackers-run-remote-code.html

#android #hacking #securityaffairs

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Snapseed: l'app di fotoritocco professionale gratuita per iOS e Android si rinnova con funzioni avanzate

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Snapseed: l'app di fotoritocco professionale gratuita per iOS e Android si rinnova con funzioni avanzate
@diggita@mastodon.social

https://webappsmagazine.blogspot.com/2026/11/snapseed-lapp-di-fotoritocco.html

#tech #android #ios #mobilephotography #photoediting #fotoritocco

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If you missed this Google announcement yesterday:

Google: Shutting the Door on the XCPE Botnet https://cloud.google.com/blog/topics/threat-intelligen

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If you missed this Google announcement yesterday:

Google: Shutting the Door on the XCPE Botnet https://cloud.google.com/blog/topics/threat-intelligence/shutting-the-door-on-the-xcpe-botnet

More:

KrebsonSecurity: Tech Firms Dismantle Botnet That Turned 1.3M TV Boxes Into Proxies https://krebsonsecurity.com/2026/11/tech-firms-dismantle-botnet-that-turned-1-3m-tv-boxes-into-proxies/ @briankrebs@infosec.exchange

#google #android #infosec #threatintelligence #threatintel #botnet

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Ciao Feditalianз,

cerco un servizio SPID, firma digitale e una PEC che siano gestiti da non-profit, cooperative, o in generale enti che ci piacciono

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Ciao Feditalianз,

cerco un servizio SPID, firma digitale e una PEC che siano gestiti da non-profit, cooperative, o in generale enti che ci piacciono 🌻

In particolare, mi serve che lo SPID e la firma digitale funzionino su telefono deGooglizzato o con Google Play Services containerizzati (su GrapheneOS). Il sistema di firma digitale deve funzionare via browser o, ancora meglio, avere un’app per Linux. Mi ricordo che @jsparber@mastodon.social aveva cominciato a lavorare su un’app per Lepida SPID in GTK, ma credo il progetto sia rimasto dormiente.

Sono felice di pagare, ma solamente se si tratta veramente di un’organizzazione ben posizionata politicamente.

Magari @lealternative@mastodon.uno ha qualche idea? 👀

@informatica@feddit.it @gnulinuxitalia@feddit.it

#android #degoogle #italia #mastoaiuto #pec #spid #italiadigitale #aiuto

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Not concerning at all. Everything is secure and good and fine. https://www.theverge.com/1024807/google-botnet-android-tv-shut-down

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Not concerning at all. Everything is secure and good and fine. https://www.theverge.com/1024807/google-botnet-android-tv-shut-down

#cybersecurity #android

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Galaxy S27 Pro: Samsung allenta i freni a Exynos 2700 grazie a una maggiore collaborazione interna

Samsung potrebbe aver cambiato approccio nello sviluppo di Exynos 2700, il chipset che equipaggerà parte

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Samsung potrebbe aver cambiato approccio nello sviluppo di Exynos 2700, il chipset che equipaggerà parte della gamma Galaxy S27. Secondo una nuova indiscrezione, l’azienda coreana avrebbe deciso di ridurre le limitazioni software che in passato hanno penalizzato i modelli Galaxy con Exynos a bordo, puntando a sfruttare meglio le reali capacità del processore. Il cambiamento riguarderebbe in particolare il Galaxy S27 Pro, che secondo le fonti sarebbe il vero banco di prova di questa nuova strategia.

Una collaborazione più stretta tra le divisioni MX e System LSISecondo quanto riportato dal leaker Schrödinger’s Leaks, Samsung avrebbe rafforzato la cooperazione tra la divisione Mobile eXperience (MX), responsabile degli smartphone, e System LSI, che si occupa dello sviluppo dei semiconduttori. Le due divisioni lavorerebbero ora insieme non solo sulla progettazione del chip, ma anche sull’ottimizzazione delle prestazioni e sulla verifica della compatibilità con il software.

In passato, il flusso di lavoro prevedeva che System LSI sviluppasse il processore e che MX lo integrasse successivamente nei Galaxy, con una separazione piuttosto netta tra le due fasi. Se le indiscrezioni fossero confermate, Samsung starebbe invece passando a un modello di sviluppo congiunto fin dalle prime fasi, un cambiamento che potrebbe avere un impatto concreto sulle prestazioni reali del chip.

Va ricordato che le prestazioni di uno smartphone non dipendono solo dal progetto del chip o dai punteggi dei benchmark, ma anche dalla gestione di CPU e GPU, dal controllo dei consumi e delle temperature, dalla gestione della memoria e dal livello di ottimizzazione software. Una maggiore sinergia tra hardware e software potrebbe quindi aiutare Exynos 2700 a esprimere tutto il suo potenziale, riducendo al tempo stesso il divario prestazionale che si è spesso osservato tra le versioni Exynos e Snapdragon dello stesso Galaxy.

Il Galaxy S27 Pro come vetrina di Exynos 2700Il dettaglio più interessante riguarda proprio il ruolo del Galaxy S27 Pro. Secondo le fonti, il Galaxy S27 Ultra resterà il modello di punta assoluto della gamma, mentre il Galaxy S27 Pro verrebbe sviluppato come il prodotto centrale della nuova line-up, quello su cui Samsung vorrebbe dimostrare le capacità di Exynos 2700.

Le stesse fonti sostengono che, in alcuni scenari di utilizzo, il Galaxy S27 Pro con Exynos 2700 potrebbe persino avvicinarsi o superare il Galaxy S27 Ultra in determinati carichi di lavoro. Si tratta però di un’affermazione da prendere con cautela: non significa che Exynos 2700 sarà sempre superiore, perché il risultato finale dipenderà dal tipo di app, dal livello di ottimizzazione, dai limiti di consumo energetico e dal sistema di dissipazione del calore adottato su ciascun modello.

E per il Galaxy S27 Ultra con Exynos? Ancora tutto da decidereResta invece incerto se una variante Exynos del Galaxy S27 Ultra vedrà effettivamente la luce. Al momento non ci sarebbero informazioni concrete in merito, quindi non è chiaro se Samsung opterà per Snapdragon su tutti i mercati oppure se riserverà una versione Exynos ad alcune regioni, come già accaduto in passato con altre generazioni della serie Galaxy S.

Un indizio indiretto arriva da una precedente segnalazione, sempre di Schrödinger’s Leaks, secondo cui System LSI avrebbe ottenuto unità aggiuntive del Galaxy S27 Ultra. Non è chiaro se questi esemplari serviranno per sviluppo, test o validazione, ma se letta insieme alla notizia sulla maggiore collaborazione con MX, potrebbe suggerire che Samsung stia preparando il terreno per estendere l’uso di Exynos 2700 anche al modello Ultra.

Un chip chiamato a cambiare la percezione di ExynosNegli ultimi anni, ogni nuova generazione di Exynos a bordo dei Galaxy di punta ha portato con sé lo stesso dibattito: stabilità delle prestazioni, efficienza energetica, gestione del calore e, soprattutto, il confronto diretto con la controparte Snapdragon. Se le indiscrezioni odierne fossero confermate, Samsung non si limiterebbe a migliorare il solo chip, ma punterebbe a ottimizzare l’intero ecosistema hardware e software dei suoi Galaxy attorno a Exynos.

Maggiore collaborazione tra la divisione mobile MX e quella dei semiconduttori System LSI

Il Galaxy S27 Pro sarebbe il modello scelto per valorizzare al massimo Exynos 2700

Ancora incerto il futuro di una eventuale variante Exynos del Galaxy S27 Ultra

Le informazioni arrivano da fonti non ufficiali e andranno confermate da Samsung

Una più stretta collaborazione interna non garantisce automaticamente prestazioni migliori, ma rappresenta comunque un segnale di come Samsung stia cercando di cambiare l’approccio allo sviluppo dei suoi chip proprietari. Il vero banco di prova arriverà con il lancio ufficiale del Galaxy S27 Pro, quando si potrà verificare concretamente se Exynos 2700 sia davvero riuscito a chiudere il gap con Snapdragon.

#android #galaxy #samsung #exynos

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Galaxy S27 Ultra, nuovo capitolo sul chipset: la versione europea punta su Snapdragon

La questione del chipset a bordo del Galaxy S27 Ultra contin

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La questione del chipset a bordo del Galaxy S27 Ultra continua a tenere banco. Secondo il noto leaker Ice Universe, al momento non ci sarebbero segnali che indichino l’adozione di Exynos 2700 sulla variante europea del prossimo top di gamma Samsung. Per il mercato coreano, invece, la scelta del processore sarebbe ancora da definire.

Una vicenda fatta di continui capovolgimentiNegli ultimi mesi le informazioni sul chipset del Galaxy S27 Ultra si sono rincorse, spesso contraddicendosi a vicenda. Le prime indiscrezioni parlavano di un Ultra equipaggiato ovunque con Snapdragon, mentre gli altri modelli della serie avrebbero adottato Exynos 2700 in tutti i mercati esclusa il Nord America.

A settembre, però, sono emerse informazioni secondo cui Samsung stava producendo anche varianti del Galaxy S27 Ultra con Exynos 2700 destinate a Corea ed Europa. All’inizio di ottobre si è poi parlato dell’avvio della produzione in serie di Exynos 2700, pur senza confermare se sarebbe finito effettivamente sull’Ultra. Più di recente, altre voci avevano invece suggerito un ritorno al solo Snapdragon su tutte le varianti regionali del modello di punta.

Il nodo delle temperature dello Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6A complicare ulteriormente il quadro ha contribuito, a metà ottobre, una segnalazione secondo cui i test interni di Samsung avrebbero evidenziato problemi di temperatura sullo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6. Questo avrebbe fatto tornare in corsa Exynos 2700 come possibile alternativa proprio per contenere il problema del calore, anche se Qualcomm ha smentito le voci relative a un eccessivo surriscaldamento del proprio chip.

La settimana scorsa, inoltre, erano circolate indiscrezioni secondo cui, nei test interni di Samsung, Exynos 2700 avrebbe addirittura superato lo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6. Un quadro che conferma come la scelta del chipset per il Galaxy S27 Ultra non dipenda solo dalle prestazioni pure, ma anche da fattori come consumi, gestione termica e capacità produttiva.

Europa con Snapdragon, Corea ancora in bilicoSecondo le ultime informazioni diffuse da Ice Universe, non ci sarebbero al momento segnali di un’adozione di Exynos 2700 sulla variante europea del Galaxy S27 Ultra, il che renderebbe probabile l’arrivo dello Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 su questo mercato. Per la Corea, invece, la situazione resterebbe ancora aperta, senza una decisione definitiva da parte di Samsung.

Va comunque sottolineato che si tratta sempre di indiscrezioni non confermate ufficialmente, e che Samsung potrebbe ancora cambiare strategia prima del lancio commerciale del dispositivo.

Nessun segnale, al momento, di un Galaxy S27 Ultra europeo con Exynos 2700

Il mercato coreano resta un’incognita sul fronte del chipset

Problemi di temperatura rilevati nei test interni su Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6

In alcuni test interni, Exynos 2700 avrebbe superato lo Snapdragon di Qualcomm

Al momento, dunque, lo scenario più probabile è quello di un Galaxy S27 Ultra europeo basato su Snapdragon, mentre la configurazione definitiva per il mercato coreano resta da chiarire. Solo l’annuncio ufficiale di Samsung potrà fare chiarezza sulla reale distribuzione dei chipset tra le varie regioni.

#android #galaxy #samsung #snapdragon #exynos

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ColorOS 17: parte il rollout stabile su Reno 16, Find X8 Pro e Find N5

OPPO ha annunciato l’espansione della distribuzione stabile di ColorOS 17, la nuova interfaccia basata su Android 17, ad altri cinque smartphone. Dopo

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OPPO ha annunciato l’espansione della distribuzione stabile di ColorOS 17, la nuova interfaccia basata su Android 17, ad altri cinque smartphone. Dopo il debutto sui recenti Find X9 e Find N6, l’aggiornamento arriva ora anche su Reno 16 e sulla precedente generazione della gamma Find, tra cui il pieghevole Find N5. La distribuzione, però, è al momento limitata ad alcuni mercati specifici.

I modelli coinvolti nel nuovo rolloutL’aggiornamento stabile a ColorOS 17 è stato confermato per i seguenti dispositivi:

OPPO Reno 16 5G

OPPO Reno 16 F 5G

OPPO Reno 16 Pro 5G

OPPO Find X8 Pro

OPPO Find N5

Secondo le informazioni diffuse da OPPO, il Reno 16 5G riceve l’update in India, mentre il Reno 16 Pro 5G è destinato al mercato indonesiano. Find X8 Pro e Find N5, invece, vengono aggiornati in India, Malesia e Thailandia. Per quanto riguarda il Reno 16 F 5G, l’azienda indica l’India come area di distribuzione, ma il modello non risulta commercializzato in quel paese: si tratta probabilmente di un errore nella comunicazione ufficiale.

Serve una versione firmware specifica prima di aggiornareL’aggiornamento non è disponibile incondizionatamente per tutti gli utenti dei modelli interessati. Per ricevere ColorOS 17, i dispositivi devono infatti trovarsi già su una versione software precedente ben definita, individuata da OPPO stessa e contrassegnata dalla sigla “EX01” in coda al numero di build. Chi non si trova sulla versione richiesta dovrà attendere ulteriori aggiornamenti prima di poter effettuare il salto a ColorOS 17.

Va inoltre ricordato che la distribuzione avviene in modalità graduale (il cosiddetto rollout “a ondate”): anche gli utenti che si trovano nei paesi e sui modelli indicati potrebbero non ricevere l’aggiornamento immediatamente, ma dovranno attendere che il proprio dispositivo venga incluso nel ciclo di distribuzione.

ColorOS 17 continua ad ampliare la coperturaCon questo nuovo passo, il numero di dispositivi compatibili con ColorOS 17 cresce ulteriormente, dopo il rilascio iniziale riservato alla gamma Find X9 e al pieghevole Find N6. L’azienda non ha però ancora fornito indicazioni su quando l’aggiornamento arriverà in altre aree, incluse Europa e Italia, dove i tempi di distribuzione per i modelli internazionali sono generalmente più lunghi rispetto ai mercati asiatici.

Chi possiede uno dei modelli citati può comunque verificare la disponibilità dell’aggiornamento tramite il menu Impostazioni > Info sul software, in attesa di comunicazioni più precise per il mercato europeo.

#android #oppo #coloros

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Xperia 1 VIII, l’aggiornamento ad Android 17 migliora (a sorpresa) la batteria

Sony Xperia 1 VIII sta ricevendo un riscontro inaspettatamente positivo dopo l’arrivo di Android 17: numerosi utenti stanno

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Sony Xperia 1 VIII sta ricevendo un riscontro inaspettatamente positivo dopo l’arrivo di Android 17: numerosi utenti stanno segnalando sui social un netto miglioramento della durata della batteria subito dopo l’installazione del nuovo aggiornamento, un comportamento che va controcorrente rispetto a quanto solitamente accade con i grandi update del sistema operativo.

Un comportamento che smentisce la regolaDi norma, subito dopo un aggiornamento importante del sistema operativo, lo smartphone tende a consumare più energia del solito: la reindicizzazione della memoria interna e la ricostruzione delle cache in background mettono sotto pressione il processore nelle prime ore, con conseguente calo temporaneo dell’autonomia. Con Xperia 1 VIII e Android 17, però, questo fenomeno non sembra essersi verificato: diversi possessori riferiscono un miglioramento della batteria fin dai primi utilizzi successivi all’update.

Le testimonianze degli utenti sui socialSu X (ex Twitter) si sono moltiplicate le segnalazioni positive da parte di chi utilizza il flagship Sony con la versione SIM-free del dispositivo (siglata XQ-GE44). Tra i commenti più ricorrenti figurano esperienze come queste:

“La batteria dura visibilmente più a lungo rispetto a prima dell’aggiornamento”

Utenti che, dopo una sessione di gaming in pausa pranzo e un episodio di anime visto a casa, si ritrovano ancora con l’80% di carica residua

Impressioni generali di fluidità migliorata, con la durata della batteria indicata come il beneficio più apprezzato

Alcuni utenti hanno inoltre notato un miglioramento anche nella reattività dell’NFC, segno che l’update non si sarebbe limitato alla sola gestione energetica ma avrebbe toccato più aspetti del software.

Un’ottimizzazione riuscita a livello di sistemaSolitamente, dopo un grande aggiornamento, è più comune leggere lamentele legate a un consumo energetico più aggressivo nei primi giorni, dovuto al carico extra dei processi in background. Nel caso di Xperia 1 VIII, invece, l’ottimizzazione introdotta da Android 17 a livello di gestione dei consumi e di interazione con l’hardware sembra aver funzionato in modo estremamente efficace fin da subito.

Per chi possiede uno Xperia 1 VIII e teneva d’occhio con una certa preoccupazione la durata della batteria, l’aggiornamento ad Android 17 pare dunque rappresentare un cambiamento decisamente positivo, confermando ancora una volta quanto le ottimizzazioni software possano incidere sull’esperienza d’uso quotidiana di uno smartphone.

#android #android17 #sony #xperia1viii

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YouTube, bug diffusi su Android e iOS: video che si rimpiccioliscono e audio che scompare

L’app di YouTube sta mostrando il fianco a una serie di problemi di riproduzione segnalati da numerosi utenti, sia su Android che su iOS. Tra i malfun

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L’app di YouTube sta mostrando il fianco a una serie di problemi di riproduzione segnalati da numerosi utenti, sia su Android che su iOS. Tra i malfunzionamenti più frequenti figurano la riduzione improvvisa della visualizzazione a schermo intero, la perdita dell’audio durante la visione e, in alcuni casi, il riavvio spontaneo del video in corso. Diversi utenti riferiscono inoltre che i metodi di risoluzione più comuni non hanno sortito alcun effetto.

Schermo intero che si disattiva e audio che scompareUno dei problemi più riportati riguarda il passaggio automatico e non richiesto dalla modalità a schermo intero a quella in finestra flottante durante la visione di un video. Secondo quanto raccolto da Android Authority e PhoneArena a partire da diverse discussioni su Reddit, il problema si verifica sia sulla versione Android che su quella iOS dell’app.

Alcuni utenti segnalano inoltre la scomparsa improvvisa dell’audio durante la riproduzione. In certi casi, riavviare il video o chiudere e riaprire completamente l’app sembra risolvere temporaneamente il problema, ma non sempre il tentativo ha successo. Su iPhone, in particolare, alcuni utenti riferiscono anche il riavvio automatico e ripetuto di video o podcast di lunga durata.

Il video si interrompe anche solo aprendo i commentiUn altro bug riportato sia su Android che su iOS riguarda l’interruzione della riproduzione semplicemente aprendo la sezione dei commenti durante la visione di un video. Alcuni possessori di iPhone mini, inoltre, segnalano che l’app stessa non riesce a caricarsi correttamente.

Su Reddit non sono mancate ironie sul fatto che questi malfunzionamenti possano essere legati a una strategia per costringere gli utenti a guardare la pubblicità fino alla fine, ma si tratta di semplici battute della community: non esistono prove concrete che collegano gli annunci pubblicitari ai problemi riscontrati.

Cache e reinstallazione non bastano a risolvereCiò che rende la situazione particolarmente fastidiosa è che i metodi di risoluzione più comuni non sembrano bastare. Un utente ha riferito di aver provato, senza successo, tutte queste soluzioni:

Cancellazione della cache dell’app

Disinstallazione dell’ultimo aggiornamento e reinstallazione dell’app

Arresto forzato dell’app e riavvio del dispositivo

Disattivazione e successiva riattivazione delle impostazioni di riproduzione video

Reset delle impostazioni dell’app

Il fatto che nessuno di questi tentativi abbia risolto il problema suggerisce che la causa potrebbe non essere una semplice corruzione della cache o un errore di configurazione. Un redattore di PhoneArena, utilizzando sia un Pixel 6 Pro con Android 17 sia un iPhone 15 Pro Max con iOS 27, non è però riuscito a riprodurre i bug segnalati, il che indica che il problema potrebbe non colpire tutti gli utenti nello stesso modo, ma dipendere da specifici modelli, versioni dell’app o condizioni d’uso.

Al momento Google non ha fornito alcuna comunicazione ufficiale né una tempistica per la risoluzione del problema. In attesa di una correzione, chi riscontra difficoltà può provare ad accedere a YouTube da browser, utilizzando la versione desktop del sito. Vista la centralità dell’app nell’uso quotidiano degli smartphone, una soluzione rapida da parte di Google appare comunque auspicabile.

#google #youtube #android #bug

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Motorola Edge 70 Neo nei leak: batteria da 7.000 mAh e display a 144 Hz

Nuove indiscrezioni fanno luce sulle specifiche di Motorola [Edge](https://androidiani.net/category/moto

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Nuove indiscrezioni fanno luce sulle specifiche di Motorola Edge 70 Neo, smartphone di fascia media attualmente in sviluppo. Secondo quanto riportato da 91Mobiles, il dispositivo dovrebbe puntare su un display AMOLED curvo a 144 Hz e, soprattutto, su una batteria da 7.000 mAh, una capacità davvero generosa per questa categoria di prodotto.

Snapdragon 7s Gen 3 e display curvo da 6,78 polliciL’esistenza di Motorola Edge 70 Neo era già emersa ad agosto 2026, quando il modello era apparso nella lista beta ufficiale di Motorola, seguita poi da alcuni render non ufficiali del design. Ora arrivano anche le prime informazioni sul comparto tecnico: il SoC scelto sarebbe lo Snapdragon 7s Gen 3 di Qualcomm, abbinato a un pannello AMOLED da 6,78 pollici con refresh rate fino a 144 Hz.

Il display presenterebbe bordi curvi su entrambi i lati e un foro centrale per la fotocamera frontale, con un design che richiama molto da vicino quello già visto su Motorola Edge 70 Fusion.

Fotocamera Sony da 50 MP e autonomia da recordSul fronte fotografico, il leak parla di un comparto posteriore a doppio sensore: una principale da 50 MP con sensore Sony LYTIA 710, affiancata da una macro da 2 MP e da un sensore di luce ambientale. Per i selfie e le videochiamate, invece, il dispositivo dovrebbe affidarsi a una fotocamera frontale da 32 MP, con un design posteriore che non si allontanerebbe molto da quello già visto sui precedenti modelli della serie Edge.

Il dato più interessante resta però la batteria: con una capacità indicata in 7.000 mAh e supporto alla ricarica rapida da 45 W, Edge 70 Neo potrebbe diventare un riferimento per l’autonomia nella fascia media, rivolgendosi in particolare agli utenti che usano lo smartphone in modo intensivo durante la giornata.

Android 16 a bordo e quattro colorazioniSecondo le indiscrezioni, il terminale dovrebbe arrivare sul mercato con Android 16 preinstallato, disponibile in quattro varianti di colore: Gray Lilac, Mountain View, Milky Blue e Sage. Per quanto riguarda la resistenza, è attesa una certificazione IP64, che garantisce protezione da schizzi d’acqua e polvere, ma non una resistenza totale all’immersione.

Al momento non sono ancora noti né il prezzo né la data di lancio ufficiale. Motorola ha già confermato pubblicamente l’esistenza del dispositivo, ma le specifiche diffuse finora restano comunque indiscrezioni non ufficiali: solo l’annuncio definitivo del produttore potrà confermare quanto emerso in queste settimane.

#android #leak #android16 #motorola

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Redmi al lavoro su uno smartphone extra largo per il 2027, nuovo fronte dopo i pieghevoli

Redmi, marchio di Xiaomi, starebbe lavorando a un nuovo smartphone con un formato più largo rispetto agli

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Redmi, marchio di Xiaomi, starebbe lavorando a un nuovo smartphone con un formato più largo rispetto agli standard attuali, previsto per il 2027. Secondo il noto leaker cinese Digital Chat Station, diversi produttori asiatici, tra cui OPPO e Honor, stanno sviluppando dispositivi con un’impostazione simile, segno di un possibile nuovo trend nel design degli smartphone Android.

Dopo OPPO e Honor, anche Redmi punta sul formato largoSecondo quanto riferito da Digital Chat Station, sul fronte Android sarà OPPO il primo produttore a lanciare uno smartphone tradizionale, non pieghevole, con un formato più largo del solito, seguito a breve distanza da Honor. Diversi altri produttori cinesi, tra cui appunto Redmi, risulterebbero impegnati nello sviluppo di dispositivi con un orientamento simile.

I progetti coinvolti spazierebbero dalla fascia media fino ai modelli di punta, incluse varianti pensate per valorizzare in particolare il comparto fotografico. Secondo il leaker, i cinque principali produttori cinesi di smartphone avrebbero già approvato i rispettivi progetti interni, accelerando ora la fase di sviluppo. Al momento, però, non sono ancora note le dimensioni dello schermo, il rapporto d’aspetto o la fascia di prezzo del modello Redmi.

Un approccio diverso rispetto a Xiaomi 18 FoldQuesta indiscrezione suggerisce che Xiaomi, oltre a investire sui pieghevoli, stia esplorando nuovi rapporti d’aspetto anche per i modelli tradizionali. Lo scorso settembre, l’azienda ha lanciato in Cina il pieghevole Xiaomi 18 Fold, equipaggiato con un display esterno da 5,38 pollici e uno interno da 7,58 pollici, entrambi con un rapporto d’aspetto quasi quadrato di 1,414:1. Il dispositivo integra inoltre il SoC proprietario XRING O3, un comparto fotografico curato da Leica, una batteria da 6.000 mAh e un display LTPO con picco di luminosità fino a 4.000 nit, a un prezzo in Cina di 10.999 yuan (circa 1.650 dollari).

Il dispositivo attribuito a Redmi, invece, non adotterebbe alcun meccanismo pieghevole: si tratterebbe di uno smartphone tradizionale, ma con un display più largo rispetto al formato verticale ormai standard. Una soluzione di questo tipo potrebbe offrire più spazio visivo per video, giochi ed e-book, senza la complessità costruttiva di una cerniera.

Il 2027 potrebbe portare più varietà di formatiSe queste indiscrezioni dovessero confermarsi, il 2027 potrebbe segnare l’arrivo di diverse alternative al tradizionale display verticale, con più produttori cinesi pronti a proporre smartphone dal formato più largo. Restano tuttavia da chiarire nome commerciale, specifiche definitive, finestra di lancio e mercati di destinazione del modello Redmi: al momento si tratta di informazioni relative alla fase di sviluppo e test, senza alcuna certezza sul debutto effettivo nel 2027.

#android #leak #redmi #xiaomi

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Snapdragon 8 Elite Gen 6 in esclusiva Xiaomi per 6 mesi: a rischio i piani di Xperia 1 IX

Una nuova indiscrezione getta un’ombra sui piani dei produttori Android per la prima metà del 2027. Secondo il noto leaker cinese Digital Chat Station

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Una nuova indiscrezione getta un’ombra sui piani dei produttori Android per la prima metà del 2027. Secondo il noto leaker cinese Digital Chat Station, il nuovo chipset Snapdragon 8 Elite Gen 6 (nome in codice SM8950), appena presentato da Qualcomm, sarebbe soggetto a un accordo di fornitura in esclusiva a favore di Xiaomi per i primi sei mesi dal lancio. Un dettaglio che, se confermato, potrebbe avere ripercussioni dirette sui tempi di arrivo del prossimo Xperia 1 IX di Sony.

Due chip di punta, un solo accordo di esclusivaSecondo quanto riportato dal leaker, la situazione si articolerebbe così:

Due chipset di fascia alta a 2 nm: Qualcomm ha presentato sia lo Snapdragon 8 Elite Gen 6 (SM8950) standard, sia la variante top di gamma Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 (SM8975), quest’ultima con frequenze di clock superiori ai 5 GHz.

Xiaomi in esclusiva sul modello standard: il SM8950, destinato a un utilizzo più ampio da parte dei vari produttori, sarebbe riservato a Xiaomi in esclusiva per i primi sei mesi dalla disponibilità.

Effetto a catena sul lancio dei rivali: questa esclusiva sposterebbe, di fatto, l’arrivo sul mercato degli smartphone concorrenti basati sullo stesso chip a partire dai primi mesi del 2027.

Che effetto avrebbe su Xperia 1 IXLa serie Xperia 1 di Sony segue tradizionalmente una tabella di marcia ben definita, con presentazione a maggio e commercializzazione all’inizio dell’estate. Seguendo questo schema, anche Xperia 1 IX sarebbe atteso per maggio 2027. Se però la fornitura del SM8950 resterà bloccata per sei mesi dopo la presentazione avvenuta al recente Snapdragon Summit, i piani di approvvigionamento e produzione di Sony potrebbero subirne un impatto concreto, con il rischio di uno slittamento del lancio verso l’estate avanzata o l’autunno.

Samsung Galaxy S27 avrebbe invece una corsia preferenzialeLe possibili limitazioni alla fornitura non riguarderebbero solo Sony, ma più in generale tutti i produttori Android che puntano a lanciare i propri flagship nella prima metà dell’anno con l’ultimo chip Qualcomm disponibile. Samsung, però, sembra destinata a restare relativamente al riparo da questo scenario: la serie Galaxy S27 utilizza infatti da anni una versione dedicata del processore, la cosiddetta “Snapdragon for Galaxy”, frutto di un accordo diretto con Qualcomm che prevede una fornitura separata, probabilmente basata sulla variante Extreme (SM8975). Questo dovrebbe permettere a Samsung di mantenere il consueto calendario di lancio di inizio anno.

Le possibili strategie per Xperia 1 IXQualora l’esclusiva semestrale di Xiaomi si rivelasse fondata, Sony avrebbe davanti a sé principalmente due strade per il suo prossimo flagship: rimandare il lancio di Xperia 1 IX in attesa della fine del periodo di esclusiva, slittando quindi oltre la tradizionale finestra primaverile, oppure puntare direttamente sul chip di fascia più alta Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 (SM8975), non coinvolto nell’accordo con Xiaomi, per rispettare i tempi abituali.

Il nuovo Snapdragon 8 Elite Gen 6, grazie al passaggio al processo produttivo a 2 nm, promette comunque un salto prestazionale importante. Resta però da capire come questo vincolo sulla fornitura, se effettivamente reale, andrà a condizionare il mercato degli smartphone Android di fascia alta nel corso del 2027.

#android #snapdragon #xiaomi #xperia #qualcomm #galaxys27 #xperia1ix

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Motorola Signature 27 svelato in video: display Tandem OLED da 12.000 nit di picco

In attesa della presentazione ufficiale fissata per il 5 novembre, un video pubblicato online anticipa le specifiche principali di [Motorola](https://

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In attesa della presentazione ufficiale fissata per il 5 novembre, un video pubblicato online anticipa le specifiche principali di Motorola Signature 27, il nuovo smartphone di punta dell’azienda. Il dettaglio più sorprendente riguarda il display, basato su tecnologia Tandem OLED e capace di raggiungere una luminosità di picco fino a 12.000 nit.

Display Tandem OLED da 6,8 polliciIl video, pubblicato dal canale YouTube di Danny Winget, mostra l’unità hands-on del nuovo flagship Motorola e ne illustra alcune caratteristiche tecniche chiave. L’elemento più rilevante è il pannello da 6,8 pollici, definito da Motorola “Extreme AMOLED Duo”, con refresh rate a 120 Hz, supporto LTPO e tecnologia Tandem OLED, che prevede la sovrapposizione di più strati emissivi per migliorare luminosità e contrasto.

Il Tandem OLED è una soluzione già adottata su prodotti come i MacBook Pro di Apple e, nel mondo Android, su dispositivi come Honor Magic 6 RSR. Su Signature 27, la luminosità di picco dichiarata arriverebbe fino a 12.000 nit, anche se si tratta appunto di un valore massimo e non di una luminosità sostenuta su tutto lo schermo.

Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 e fino a 1 TB di storageSul fronte delle prestazioni, il dispositivo dovrebbe affidarsi al nuovo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 di Qualcomm, abbinato a 16 GB di RAM e a uno storage UFS 4.1 fino a 1 TB. Il sistema operativo sarà Android 17, con la promessa di sette anni di aggiornamenti software, un impegno che, se confermato ufficialmente, collocherebbe Signature 27 tra i terminali Android con il supporto più longevo sul mercato.

Anche il comparto fotografico si preannuncia di alto livello: sensore principale Sony LYTIA 910 da 50 MP, affiancato da un teleobiettivo periscopico da 200 MP e da un grandangolo da 50 MP. A completare la dotazione, un sensore d’azione dedicato, pensato per migliorare la precisione negli scatti di soggetti in movimento, anche se il suo funzionamento esatto non è ancora stato chiarito.

Capacità della batteria ancora ignota, ma raffreddamento potenziatoIl video non svela la capacità esatta della batteria, anche se Danny Winget la descrive come “generosa”. Sul fronte del raffreddamento, viene invece menzionato un sistema a camera di vapore ingrandito del 40% rispetto al passato, senza però specificare il termine di paragone esatto. Dalle immagini emergono inoltre due colorazioni, una finitura testurizzata sul retro e un vetro curvo lungo i bordi del display.

Motorola Signature 27 debutterà ufficialmente il 5 novembre. Le informazioni raccolte derivano da un video hands-on pre-lancio e vanno quindi distinte da un annuncio ufficiale delle specifiche, ma elementi come il display Tandem OLED e il teleobiettivo da 200 MP lasciano intendere una proposta particolarmente ambiziosa.

#android #snapdragon #motorola #android17 #signature27

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ARMSX2, l’emulatore PS2 per Android si aggiorna: ora ottimizza automaticamente ogni gioco

ARMSX2, l’emulatore PlayStation 2 per Android, festeggia il primo anno di vita con un importante aggiornamento. La versione 2.9 introduce una funzione

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ARMSX2, l’emulatore PlayStation 2 per Android, festeggia il primo anno di vita con un importante aggiornamento. La versione 2.9 introduce una funzione di ottimizzazione automatica delle impostazioni per ogni singolo gioco, insieme a diverse novità pensate per migliorare le prestazioni complessive dell’emulazione su smartphone e tablet Android.

Impostazioni regolate automaticamente per ogni titoloLa novità principale della versione 2.9 è la funzione “Automatic Performance Tuning”. Il sistema individua gli elementi che penalizzano le prestazioni durante l’esecuzione di un gioco e modifica di conseguenza diverse impostazioni, mantenendo quelle che portano a un miglioramento effettivo. Le configurazioni ottimali vengono poi salvate per ogni gioco, così da essere applicate automaticamente anche nelle sessioni successive.

Tra i parametri coinvolti nella regolazione automatica figurano:

Risoluzione di rendering

Gestione del blending

Metodo di campionamento delle texture

Thread in background della GS

Frequenza di clock della CPU emulata

Fino a oggi, chi usava emulatori PS2 su Android doveva spesso procedere per tentativi, regolando manualmente le impostazioni in base al gioco e al dispositivo in uso. Grazie a questa nuova funzione, anche gli utenti meno esperti di configurazioni avanzate potranno provare a migliorare le prestazioni con molta meno fatica, pur restando valido il limite imposto dalla potenza di calcolo del proprio dispositivo: l’ottimizzazione automatica non può in alcun modo superare i limiti hardware dello smartphone.

Driver dedicati in base alla GPU del dispositivoDurante la configurazione iniziale, l’app suggerisce ora anche il driver grafico più adatto alla GPU del dispositivo in uso. Per gli smartphone Snapdragon con GPU Adreno delle serie 600 o 700 viene proposto “ARMSX2 Turnip”, mentre per i dispositivi con GPU Mali viene consigliato “MaliSX2”. Questo dovrebbe semplificare l’installazione del driver corretto, con benefici concreti sulle prestazioni generali.

Miglioramenti concreti anche su titoli come Shadow of the ColossusL’aggiornamento introduce anche due funzioni pensate per rendere più efficiente l’emulazione a livello tecnico. La prima, “VU1 Ahead-of-Time Recompiler”, agisce sull’unità vettoriale VU1 della PS2, responsabile dei calcoli 3D: le routine eseguite più di frequente vengono pre-compilate in background e richiamate successivamente, velocizzando l’elaborazione nelle sessioni di gioco successive.

La seconda, “IOP Thread”, sposta la gestione di input/output – controller, audio, lettura dei dischi e memory card – su un thread separato da quello principale dell’emulazione. Il beneficio è particolarmente evidente sui dispositivi con almeno quattro core CPU ad alte prestazioni: secondo quanto riportato, sul portatile da gioco Retroid Pocket Duo, questa funzione porta la velocità di Shadow of the Colossus a migliorare fino all’11%, con risultati positivi riscontrati anche in titoli come God of War II e Black.

Novità anche per libreria e audioCompletano l’aggiornamento diverse piccole migliorie all’esperienza d’uso: la visualizzazione dei nomi dei file nell’elenco dei giochi, le copertine fissate in home screen, una funzione per registrare l’audio durante la registrazione dello schermo e il controllo del volume direttamente dal menu di gioco. ARMSX2 v2.9 è disponibile sia su GitHub che sul Google Play Store: un aggiornamento che non punta solo a migliorare le prestazioni, ma anche a semplificare la vita di chi usa l’app per giocare ai classici PS2 sul proprio smartphone Android.

#android #armsx2

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🚨 is collecting phone numbers /SIM from your phone by default now without asking for consent, here is how to disable it

I have a test phone w

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🚨 is collecting phone numbers /SIM from your phone by default now without asking for consent, here is how to disable it

I have a test phone with stock Android (and hence Google services) to test how the apps I develop behave there etc.

The other day I woke up with a notification in that phone, out of the blue Google was telling me they "verified my phone number" basically they stole/collected my phone number from my phone and sent it to their servers without any consent.

I know the trust bar is very low, but even then I didn't expect Google to do this.

Here is how you can disable the collecting of your phone numbers which is on by default:

Go to Settings -> Google -> All Devices -> Privacy & security -> Phone number verification. See attached screenshot.

Or even better: switch to or other systems

Please boost and spread with your not-so-techie friends that might be using stock Google phones

#google #privacy #android #grapheneos #boost #security #degoogled #lineageos #boost4reach

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SMS of Death: under attack, an invisible SMS can block calls and emergency services
https://securityaffairs.com/202184/security/sms-of-death-

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SMS of Death: under attack, an invisible SMS can block calls and emergency services
https://securityaffairs.com/202184/security/sms-of-death-android-under-attack-an-invisible-sms-can-block-calls-and-emergency-services.html

#android #hacking #securityaffairs

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Il mercato dei chip per smartphone affonda: spedizioni giù del 21%, Qualcomm e MediaTek in difficoltà

Il terzo trimestre del 2026 è stato pesante per il mercato globale dei System-on-Chip destinati agli smartphone. Secondo i dati diffusi da Counterpoin

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Il terzo trimestre del 2026 è stato pesante per il mercato globale dei System-on-Chip destinati agli smartphone. Secondo i dati diffusi da Counterpoint Research, le spedizioni complessive sono scese del 21% su base annua, con MediaTek e Qualcomm che perdono terreno mentre Apple e Samsung guadagnano quote di mercato.

Chi perde e chi guadagna quoteNel passaggio dal terzo trimestre 2025 a quello del 2026, MediaTek è scesa dal 34% al 28% delle spedizioni totali, perdendo sei punti percentuali. Qualcomm è passata dal 25% al 22%, con un calo di tre punti. Al contrario, Apple è salita dal 17% al 21%, riducendo così a un solo punto il distacco da Qualcomm, mentre Samsung è cresciuta dal 6% all’8%. Anche Unisoc ha perso terreno, passando dal 14% al 13%.

MediaTek: dal 34% al 28%

Qualcomm: dal 25% al 22%

Apple: dal 17% al 21%

Samsung: dal 6% all’8%

Unisoc: dal 14% al 13%

Attenzione: quote in crescita non significano vendite in crescitaCounterpoint Research sottolinea un dettaglio importante: i numeri indicano quote di mercato, non volumi assoluti. Visto che il mercato nel suo complesso si sta restringendo, anche i produttori che guadagnano terreno in percentuale non vendono necessariamente più chip in termini assoluti rispetto all’anno precedente.

Un calo che dura da più trimestriIl dato del terzo trimestre non è un episodio isolato: già nel secondo trimestre 2026 le spedizioni di SoC erano calate del 15% su base annua. Anche le vendite di smartphone nel loro complesso sono in flessione, passate da 288,9 milioni di unità a 277 milioni nello stesso periodo, con un calo del 6%. Il settore dei chip, insomma, sta scontando sia la contrazione della domanda di smartphone che le difficoltà legate al rincaro dei componenti che da mesi caratterizzano l’intera industria.

#android #samsung #snapdragon #qualcomm

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Sony Xperia 10 IV ricondizionato a meno di un quarto del prezzo del nuovo Xperia 10 VIII, e più veloce

In un periodo in cui i prezzi degli smartphone continuano a salire, i modelli ricondizionati stanno diventando un’alternativa sempre più interessante

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In un periodo in cui i prezzi degli smartphone continuano a salire, i modelli ricondizionati stanno diventando un’alternativa sempre più interessante per chi vuole spendere meno senza rinunciare a prestazioni solide. In Giappone, su Amazon, la versione ricondizionata dello Xperia 10 IV di Sony, nella variante del operatore NTT Docomo, viene venduta a 26.852 yen (circa 150-160 euro al cambio attuale), un prezzo che non deriva da un’offerta temporanea ma da un recente ribasso stabile.

Lo Xperia 10 VIII nuovo costa quattro volte tantoSony ha lanciato di recente il suo ultimo modello della gamma media, lo Xperia 10 VIII, a un prezzo di circa 99.000 yen, equivalenti a poco più di 500 euro. Si tratta di una cifra elevata per un dispositivo di fascia media, complici il rincaro generale dei prezzi e l’andamento dei cambi valutari, che rende questa fascia di prodotto meno accessibile di quanto non fosse in passato.

Il modello precedente è più veloce di quello nuovoLa particolarità di questa storia è che lo Xperia 10 IV, nonostante sia un modello di generazione precedente, si comporta meglio nei benchmark rispetto al nuovo Xperia 10 VIII. Nei test effettuati con Geekbench 7, lo Xperia 10 IV ottiene infatti un punteggio da 1,3 a 1,4 volte superiore rispetto al modello più recente, un dato che si traduce in una maggiore reattività nelle operazioni quotidiane e nell’uso delle app.

Un’occasione da valutare con alcuni accorgimentiA un quarto del prezzo del modello nuovo e con prestazioni superiori nei test sintetici, lo Xperia 10 IV ricondizionato rappresenta quindi un’occasione interessante per chi cerca un dispositivo economico o un secondo smartphone di riserva. Va comunque considerato che, trattandosi di un modello di generazione precedente, il supporto agli aggiornamenti software potrebbe terminare prima rispetto a un dispositivo più recente, un aspetto da valutare con attenzione prima dell’acquisto. Va inoltre ricordato che l’offerta riguarda per ora il mercato giapponese, e non è al momento disponibile in Italia.

#android #sony

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Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 sotto accusa: nei test sembra un passo indietro rispetto al predecessore

Un’analisi del blogger tecnologico cinese Geekerwan, che ha messo a confronto i principali SoC per smartphone del 2026, ha riservato un trattamento se

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Un’analisi del blogger tecnologico cinese Geekerwan, che ha messo a confronto i principali SoC per smartphone del 2026, ha riservato un trattamento severo allo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 di Qualcomm, considerato il chip più avanzato dell’azienda. Secondo il verdetto, l’efficienza energetica della CPU, la struttura della cache e l’integrazione con Android presenterebbero diversi problemi, al punto che in alcuni ambiti il nuovo chip risulterebbe addirittura inferiore al predecessore.

Efficienza energetica in calo rispetto alla generazione precedenteNei test SPEC 2026 pubblicati da Geekerwan, i core CPU meno performanti del nuovo Snapdragon mostrerebbero un’efficienza energetica paragonabile a quella dello Snapdragon 8 Gen 3, un chip di una generazione precedente. Anche i core più performanti, in molte condizioni di utilizzo, risulterebbero inferiori a quelli dello Snapdragon 8 Elite Gen 5. I miglioramenti rispetto alla generazione precedente si concentrerebbero quasi esclusivamente sulle prestazioni di picco raggiunte alle frequenze di clock più elevate, che però comportano anche un aumento significativo del calore generato, rendendo difficile mantenere quelle prestazioni per periodi prolungati.

Punteggi alti nei benchmark, ma non sempre nell’uso realeQuesto significa, secondo l’analisi, che un punteggio elevato in un breve benchmark non garantisce prestazioni altrettanto solide in scenari di utilizzo prolungato, come sessioni di gioco intense o carichi di lavoro sostenuti. Se i problemi di efficienza energetica e gestione del calore non venissero affrontati adeguatamente dai produttori di smartphone tramite il raffreddamento e l’ottimizzazione software, l’impatto potrebbe farsi sentire anche nell’uso quotidiano dei dispositivi.

Nel confronto generale emerge bene MediaTekIl test comparativo includeva anche i chip più recenti di Apple, MediaTek, Xiaomi, Huawei e Google. Nel complesso, l’A20 Pro di Apple ha ottenuto la valutazione migliore, mentre tra i chip per il mondo Android è il Dimensity 9600 Pro di MediaTek a essere indicato come il più equilibrato tra prestazioni ed efficienza. Geekerwan ha inoltre segnalato alcune criticità legate al TLB e alla cache L2 del nuovo chip Qualcomm, oltre ad alcuni aspetti dell’integrazione con Android, elementi che potrebbero incidere ulteriormente sulle prestazioni percepite dagli utenti nell’uso quotidiano.

#android #snapdragon #qualcomm

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