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#big tech

Perché ti danno l’AI gratis? La verità da 725 miliardi, l'economia dell'intenzione

Perché Google, Microsoft e OpenAI stanno bruciando 725 miliardi di dollari in infrastrutture AI per darti tutto “gratis”?

La risposta non è solo la

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Perché Google, Microsoft e OpenAI stanno bruciando 725 miliardi di dollari in infrastrutture AI per darti tutto “gratis”?

La risposta non è solo la tua attenzione. È qualcosa di più profondo: la tua intenzione.

Stiamo passando dall’economia dell’attenzione a quella dell’attaccamento.

Non si tratta più solo di prevedere cosa cliccherai, ma di anticipare cosa desidererai prima ancora che tu lo sappia. Un sistema che usa i tuoi dati comportamentali per modellare la realtà che vedi — e quella che vuoi.

Nel frattempo, mentre usi ChatGPT, Claude e altri strumenti “gratuiti”, le Big Tech stanno costruendo un filtro invisibile tra te e il mondo.

Dentro troviamo i numeri enormi degli investimenti, il “capitalismo della sorveglianza” di Shoshana Zuboff e una direzione chiara: l’AI non vuole solo il tuo tempo. Vuole il tuo legame.

Capire questo non è teoria: è il primo passo per non diventare solo un dato dentro il sistema.

#ai #big tech #ia

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Chi controlla le mappe definisce la realtà - OpenStreetMap e la sovranità digitale oltre le Big Tech

Ogni volta che apriamo un’app di navigazione stiamo usando una rappresentazione del mondo filtrata, ordinata e definita da una Big Tech. Non si tratta

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Ogni volta che apriamo un’app di navigazione stiamo usando una rappresentazione del mondo filtrata, ordinata e definita da una Big Tech. Non si tratta solo di “trovare una strada più veloce”, ma di come il mondo viene descritto, quali luoghi esistono davvero nella nostra percezione digitale e quali invece restano invisibili. Strade che compaiono o scompaiono, attività che emergono o vengono nascoste, territori che diventano centrali o marginali per decisione di un algoritmo proprietario.

Le mappe non sono neutre. Le mappe decidono e questo significa una cosa semplice e scomoda: chi controlla le mappe, controlla la realtà.

Esiste però un’alternativa concreta, già operativa e globale: OpenStreetMap. Un progetto collaborativo, aperto, costruito da persone e comunità, non da piattaforme chiuse. Un’infrastruttura che non appartiene a un singolo attore commerciale e che permette di rappresentare il mondo senza filtri proprietari.

OpenStreetMap non è solo una “mappa alternativa”. È una scelta politica e tecnologica: riportare il controllo della rappresentazione geografica nelle mani delle comunità invece che delle Big Tech.

Parlare di sovranità digitale significa anche questo: non solo dati, social network o cloud, ma anche il modo in cui vediamo e interpretiamo lo spazio in cui viviamo.

Di questo si è discusso a Ivrea il 21 marzo 2026 nella presentazione di Andrea Musuruane, che approfondisce il ruolo di OpenStreetMap nella costruzione di un’infrastruttura digitale più libera e indipendente.

#big tech #mappe #open source #openstreetmap #sovranità digitale

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Amazon e il condizionamento operante

Amazon è irresistibile: la celebre piattaforma di e-commerce, fondata da Jeff Bezos, per mezzo della sua offerta 'Prime', esercita un "condizionamento

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Amazon è irresistibile: la celebre piattaforma di e-commerce, fondata da Jeff Bezos, per mezzo della sua offerta 'Prime', esercita un "condizionamento operante". Quanto più velocemente arriva il pacco, tanto più innescherà un meccanismo nel cervello che porterà l'individuo a consumare sempre di più.

Washington Post imbavagliato da Bezos: il proprietario del giornale blocca l’endorsement a Kamala Harris. Giornalisti “scioccati” https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/10/25/washington-post-imbavagliato-da-bezos-il-proprietario-del-giornale-blocca-lendorsement-a-kamala-harris-giornalisti-scioccati/7744243/

Sequestrati 121 milioni a Amazon: "Corrieri sfruttati e maxi frode fiscale", Agli schiavi della logistica non venivano pagati contributi; https://www.today.it/economia/amazon-sequestro-23-luglio-2024.html

5 motivi per non comprare niente su Amazon oggi di @infosubmarine@mastodon.uno:
https://thesubmarine.it/2021/03/22/5-motivi-per-non-comprare-niente-su-amazon-oggi/

Twitch: lo streaming con la piattaforma di Bezos/Amazon e lo sfruttamento della passion economy https://peertube.uno/w/e2iitTtSaKCGu8VGuQYsLL

Il potere delle grandi piattaforme digitali e il caso Amazon: https://eticaeconomia.it/il-potere-delle-grandi-piattaforme-digitali-e-il-caso-amazon/

Twitch riabbraccia Trump. La piattaforma streaming di Amazon revoca il ban https://startupitalia.eu/startup/trump-twitch-toglie-ban/

Il costo della spedizione gratuita, Amazon nell'economia globale: https://altreconomia.it/prodotto/il-costo-della-spedizione-gratuita/

#big tech #dopamina #amazon #bezos

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Una vita senza Big Tech, storie di chi cerca alternative ai giganti del web

Quelle raccolte dal giornalista Andrea Lattanzi nel servizio “Una vita senza BigTech” – pubblicato su Repubblica.it e vincitore del Premio “Letizia Le

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Quelle raccolte dal giornalista Andrea Lattanzi nel servizio “Una vita senza BigTech” – pubblicato su Repubblica.it e vincitore del Premio “Letizia Leviti” – sono le storie di coloro che hanno scelto di modificare il proprio rapporto con Internet ricercando delle alternative. Rinunciando ai più noti servizi “gratuiti” dalle BigTech come Facebook, Google, Apple (come sappiamo la gratuità nasconde un inghippo: come recita l’adagio, “se non stai pagando per un prodotto, il prodotto sei tu”) si tratta di un’indagine su strumenti che tutelano la proprietà e la sicurezza dei dati e non profilano l’utente, con tutto quel che comporta in termini di libertà personale.

Il documentario di circa 20’, disponibile online, presenta prospettive inedite: si va dall’ingegnere che ha installato in casa un server personale per gestire i documenti in cloud, fino all’esperienza dei ragazzi di Fridays For Future Italia, che hanno migrato il loro sito in un data center alimentato a energia solare; c’è chi a Gmail preferisce Tutanota o Protonmail, chi ha disinstallato Whatsapp e ha scelto Signal, e chi ha eletto Mastodon ad alternativa dei più popolari social network. O ancora, il motore di ricerca DuckDuckGo, i video di PeerTube, gli smartphone privacy-friendly di E. Foundation.

#big tech #degooglizzazione #devol #privacy

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