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Operazione KillSwitch: Europol smantella KillSec, la gang ransomware guidata da un sedicenne

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Il 30 settembre ed Eurojust hanno coordinato l’Operazione KillSwitch, un blitz simultaneo in quattro paesi europei contro , una delle gang ransomware-as-a-service più prolifiche degli ultimi due anni. Il colpo di scena è nel profilo dei fermati: secondo gli inquirenti, a capo dell’organizzazione criminale c’era un sedicenne, affiancato da uno sviluppatore diciottenne che era minorenne per gran parte del periodo in cui l’infrastruttura veniva costruita. Un dettaglio che ridisegna, ancora una volta, l’anagrafica del contemporaneo.

Da hacktivisti a Ransomware-as-a-ServiceKillSec non nasce come operazione ransomware. Il brand emerge nel 2023 nell’orbita dell’hacktivismo filo-ideologico, con defacement e attacchi a sfondo politico, prima di virare decisamente verso il cybercrime a scopo di lucro nel corso del 2024. La svolta commerciale è netta: il gruppo adotta un modello RaaS classico, recluta affiliati su forum underground chiedendo loro una reputazione consolidata oppure un deposito di 1.000 dollari, e trattiene il 20% dei proventi di ogni riscatto pagato dalle vittime. A fine 2024 viene rilasciata la versione 2.0 del toolkit, con supporto esteso agli host ESXi: la variante è in grado di arrestare le macchine virtuali in esecuzione, cancellare gli snapshot e ripulire i log di sistema prima della cifratura, una scelta tecnica che negli ultimi anni è diventata uno standard de facto tra gli operatori RaaS più aggressivi, da /#ALPHV in poi. Da gennaio 2025 KillSec apre ufficialmente il programma di affiliazione, segnando l’ingresso a pieno titolo nell’ecosistema delle gang “enterprise” che hanno fatto della doppia il loro modello di business.

L’operazione KillSwitchL’indagine, coordinata dalle autorità tedesche e avviata agli inizi del 2025, ha coinvolto forze di polizia di Belgio, Finlandia, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Romania, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti, con il supporto di Europol, Eurojust e dei partner privati Group-IB e Bitdefender. Il 30 settembre l’operazione è culminata in otto perquisizioni simultanee in Spagna, Grecia, Romania e Regno Unito, con tre fermi. Gli investigatori hanno sequestrato cinque server centrali dell’infrastruttura RaaS, bloccato l’accesso a oltre 110 terabyte di dati esfiltrati dalle vittime e preso il controllo del sito di leak sul dark web usato per le minacce di pubblicazione. Sono stati inoltre congelati i proventi in criptovaluta riconducibili al gruppo.

Il profilo degli arrestatiIl dato più controverso riguarda l’età dei vertici dell’organizzazione. Il presunto capo della gang avrebbe 16 anni; l’identità non è stata resa pubblica proprio in ragione della minore età. Lo sviluppatore che si occupava dell’infrastruttura tecnica ha compiuto 18 anni ad agosto 2026, ma secondo gli inquirenti era ancora minorenne quando ha scritto gran parte del codice usato negli attacchi. Agli arresti si aggiungono un negoziatore, incaricato dei contatti con le vittime per la trattativa del riscatto, e un affiliato. Le autorità non escludono che il gruppo fosse più ampio e che altri attori nella catena di affiliazione debbano ancora essere identificati: le indagini proseguono.

Vittime e impattoSecondo le stime di Group-IB, KillSec avrebbe rivendicato circa 1.000 attacchi a livello globale nell’arco di due anni, con un tasso di successo stimato attorno al 50%; 274 le vittime confermate in modo indipendente. La distribuzione geografica vede gli Stati Uniti in testa con il 35% dei bersagli, seguiti da India (17%) e, a pari merito al 3%, Brasile, Regno Unito, Australia e Colombia. In Germania sono stati censiti 70 attacchi, 18 dei quali concentrati nella sola Amburgo. Tra i settori colpiti spiccano servizi professionali, tecnologia, sanità e finanza, con vittime di peso che includono una grande compagnia assicurativa, società di investimento e un’app di consumo con milioni di utenti attivi. Il CEO di Group-IB ha sintetizzato la postura del gruppo in una dichiarazione netta: gli affiliati di KillSec hanno colpito “le organizzazioni da cui le persone dipendono di più: ospedali, enti governativi e istituti finanziari”.

Vettori d’accesso e uso dell’intelligenza artificialeSul piano tecnico, KillSec non si è mai distinto per exploit particolarmente sofisticati: l’accesso iniziale alle reti vittima avveniva prevalentemente tramite vulnerabilità software note e non patchate, oltre a configurazioni di storage cloud mal protette, tipicamente bucket esposti o credenziali deboli su piattaforme SaaS. Il vero elemento distintivo, secondo quanto emerso dalle indagini, è stato l’impiego dell’intelligenza artificiale non per scrivere malware più evasivo, ma come moltiplicatore operativo: automazione della manutenzione dell’infrastruttura RaaS e supporto nella ricognizione e selezione dei potenziali bersagli. È un pattern che gli analisti osservano sempre più spesso anche in gruppi di fascia media: l’IA generativa abbassa la barriera d’ingresso tecnica, permettendo a operatori con competenze limitate — in questo caso letteralmente adolescenti — di gestire operazioni criminali di scala industriale.

Due righe per i difensoriOperation KillSwitch conferma un trend che i CISO dovrebbero già avere in cima alla lista delle priorità: la maggior parte delle intrusioni ransomware di fascia media continua a passare da vulnerabilità note non patchate e da configurazioni cloud lasciate aperte, non da zero-day costosi. Per le organizzazioni esposte, le contromisure restano quelle consolidate ma spesso disattese: patching tempestivo dei sistemi esposti su internet, audit periodico delle configurazioni di storage cloud (bucket S3/Azure Blob, permessi di condivisione), segmentazione delle reti per limitare il movimento laterale verso gli host di virtualizzazione ESXi, backup offline testati e immutabili, e monitoraggio dei leak site del dark web per rilevare precocemente eventuali rivendicazioni. Il sequestro dei 110 TB di dati rubati, inoltre, non elimina il rischio per le vittime storiche: una parte di quei dati potrebbe già essere stata copiata o rivenduta prima del takedown, motivo per cui le organizzazioni che sospettano di essere state colpite da KillSec dovrebbero comunque attivare le procedure di notifica e monitoraggio previste dal GDPR.

In sintesiGruppo: KillSec, da hacktivismo (2023) a RaaS (2024-2026)

Operazione: KillSwitch, coordinata da Europol/Eurojust, guidata dalla Germania

Esito: 3 fermi, 8 perquisizioni in Spagna, Grecia, Romania, UK; 5 server e 110 TB di dati sequestrati

Vittime: ~1.000 attacchi rivendicati, 274 confermate, USA e India i paesi più colpiti

Vettori: vulnerabilità note non patchate, cloud storage mal configurato

Particolarità: presunto leader 16enne, sviluppatore minorenne durante parte degli attacchi, uso di IA per infrastruttura e targeting

Indicatori operativi (Operazione KillSwitch / KillSec RaaS)

  • Modello: Ransomware-as-a-Service, doppia estorsione
  • Target VM: VMware ESXi (shutdown VM, delete snapshot, log wiping)
  • Vettori iniziali: CVE note non patchate, cloud storage/bucket mal configurati
  • Affiliazione: quota 20% al core team, ingresso con deposito $1.000 o reputazione forum
  • Infrastruttura sequestrata: 5 server centrali, sito leak dark web, 110 TB di dati
  • Agenzie coinvolte: Europol, Eurojust, Group-IB, Bitdefender, autorità DE/BE/FI/GR/NL/RO/ES/CH/UK/US

#infosec #cybercrime #ransomware #darkweb #criptovalute #europol #killsec #raas

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Sud America-Piemonte. Arresti in Brasile in un'operazione contro la tratta di cocainaCon il supporto di Europol, le forze dell'ordine italiane (Raggru

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Sud America-Piemonte. Arresti in Brasile in un'operazione contro la tratta di cocainaCon il supporto di Europol, le forze dell'ordine italiane (Raggruppamento Operativo Speciale - - Carabinieri) e brasiliane (Polícia Federal Curitiba – Grupo de Investigações Sensíveis - GISE) hanno smantellato una vasta rete di traffico di droga e riciclaggio di denaro collegata alla ‘Ndrangheta.
L’operazione, denominata EREDITÀ, ha portato all’arresto di sette persone e rappresenta il culmine di anni di indagini su traffico di cocaina su vasta scala tra Sud America e Europa.

Il 16 settembre 2026, in Brasile, le autorità di São Paulo hanno condotto una serie di perquisizioni e operazioni sincronizzate, con l’appoggio di esperti di . Sono stati sequestrati 9 immobili, 2 aziende e altri beni, oltre a numerosi conti bancari congelati. Durante le operazioni, sono state arrestate otto persone di nazionalità italiana e brasiliana coinvolte nel traffico e nel riciclaggio di denaro. Gli indagati sono stati raggiunti Palhoça (Santa Catarina) e nelle città dello stato di San Paolo di San Paolo, São Caetano, Santos e Americana. Avrebbero assunto il controllo delle attività illecite in Sud America, dove da tempo volti di spicco della famiglia Assisi e della 'ndrangheta piemontese risiedono e fanno affari.

L’indagine ha portato alla luce un sistema industriale di traffico di droga, che movimentava tonnellate di cocaina dalla Brasile verso l’Europa attraverso carichi commerciali legittimi come ceramiche, legname, sanitari e alimentari. La rete sfruttava infrastrutture portuali strategiche in Brasile, mantenendo legami profondi tra Italia e Brasile tramite familiari e collaboratori.

Il gruppo criminale utilizzava piattaforme criptate e meccanismi sofisticati per il riciclaggio, con facilitatori finanziari specializzati nelle transazioni internazionali clandestine. Una parte dei profitti veniva reinvestita in nuove operazioni, perpetuando un ciclo criminale che si è evoluto nel tempo, mantenendo i legami con le reti già attive dal 2019.

Europol ha fornito analisi operative, intelligence e supporto finanziario, contribuendo a coordinare le attività tra Italia e Brasile. Un esperto di Europol è stato presente sul campo per monitorare in tempo reale le operazioni e garantire una collaborazione efficace tra le autorità.

#italia #europol #brasile #ros #antidroga #ndrangheta #operazioneeredita #cooperazioneinternazionale

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⚠️ Pubblicato il report di e della lobby che vuole scardinare tutte le comunicazioni protette: "Analisi prospettica delle tecnologie emergent

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⚠️ Pubblicato il report di e della lobby che vuole scardinare tutte le comunicazioni protette: "Analisi prospettica delle tecnologie emergenti per la tutela della privacy"

Un "esercizio partecipativo di previsione tecnologica sviluppato dal JRC e da EUROPOL a supporto dei responsabili politici e delle forze dell'ordine" o un documento più completo messo a disposizione della politica per eliminare ogni comunicazione riservata dei cittadini?

https://www.europol.europa.eu/publications-events/publications/horizon-scanning-emerging-privacy-enhancement-technologies

@privacypride@feddit.it

#europol

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Smantellata una Rete Internazionale di Narcotraffico da 25 Milioni di EuroLe autorità rumene, con il supporto cruciale di e la cooperazione

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Smantellata una Rete Internazionale di Narcotraffico da 25 Milioni di EuroLe autorità rumene, con il supporto cruciale di e la cooperazione di Francia, Germania, Italia e Spagna, hanno smantellato una sofisticata rete di traffico internazionale di droga. L'operazione, culminata il 24 agosto 2024, ha portato all'arresto di sette sospettati e alla scoperta di un "business model" criminale relativamente nuovo per l'Europa: il crime-as-a-service, "crimine come servizio".

Ciò che rendeva questa rete particolarmente pericolosa e innovativa dal punto di vista criminale è la sua struttura. Non si limitava a trafficare droga per conto proprio. Il gruppo operava come un fornitore di servizi logistici ad altri gruppi criminali, offrendo il trasporto di stupefacenti come una vera e propria attività commerciale. La droga veniva trasportata in camion dotati di scomparti nascosti per eludere i controlli doganali.

Il gruppo era organizzato gerarchicamente, garantendo che i leader rimanessero nascosti anche in caso di catture dei livelli inferiori.
Per riciclare i profitti e nascondere la loro identità, avevano creato società legali che fungevano da copertura.
Una clausola perversa del loro "contratto" criminale prevedeva che, se un autotrasportatore veniva arrestato, il gruppo forniva assistenza legale e tentava di maneggiare i fascicoli penali per proteggere i veri leader della rete, garantendo il silenzio e la non rivelazione dei collegamenti.

L'indagine, iniziata a settembre 2023, ha rivelato l'entità della rete. Le operazioni del 24 agosto hanno coinvolto 16 perquisizioni in tutta la Romania, portando a risultati tangibili:

4 spedizioni intercettate (in corso di trasporto verso altri paesi europei).

114 kg di cocaina.

228 kg di cannabis.

1.300 kg di hashish.Il valore di mercato stimato della droga intercettata è di circa 25 milioni di euro.

Eurojust ha giocato un ruolo centrale nel coordinamento delle indagini transfrontaliere, mentre le autorità rumene hanno collaborato strettamente con Francia, Germania, Italia e Spagna.
È stato fondamentale l'accesso ai dati del servizio di messaggistica crittografata , ottenuto tramite collaborazione con le autorità francesi. Questi messaggi ora saranno utilizzati come prove chiave nei futuri procedimenti legali.

Tra i sette arrestati figura un obiettivo di alto valore dell' , segno dell'importanza di questa rete. I sospettati sono attualmente in custodia e le prove raccolte saranno analizzate per espandere l'indagine e potenzialmente colpire i vertici della piramide criminale che hanno finora evitato la giustizia.

Questa operazione dimostra che le reti criminali stanno evolvendo, trasformandosi in vere e proprie aziende del crimine con servizi "chiavi in mano". La risposta delle forze dell'ordine, però, è stata altrettanto evoluta, utilizzando la cooperazione internazionale e l'analisi dei dati digitali per smascherare un sistema che sembrava quasi imprenditoriale.

Nell'immagine: la Polizia romena in azione

#europol #eurojust #skyecc

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Il Garante europeo per la protezione dei dati (EDPS) lancia l’allarme sulla nuova proposta di riforma: si rischia di permettere ad Europol di trattare

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Il Garante europeo per la protezione dei dati (EDPS) lancia l’allarme sulla nuova proposta di riforma: si rischia di permettere ad Europol di trattare i dati di persone non indagate per periodi di tempo indefiniti.

“Non possiamo sacrificare i diritti fondamentali in nome della sicurezza”, ha dichiarato il Supervisore Wojciech Wiewiórowski.
Per l’EDPS, rafforzare Europol va bene, ma solo con:

Limiti chiari sulla conservazione dei dati

Criteri certi di necessità

Una vigilanza reale e trasparente

https://www.eunews.it/2026/08/13/europol-piu-poteri-portano-a-piu-rischi-per-la-privacy/

@sicurezza@diggita.com

#sicurezza #privacy #ue #europol #dirittidigitali #protezionedati #edps

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