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Così l'Interpol utilizza l'intelligenza artificiale per individuare terroristi

Così l’Interpol utilizza l’intelligenza artificiale per individuare terroristi
L’Operazione II è stata definita “la prima del suo genere nel do

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Così l’Interpol utilizza l’intelligenza artificiale per individuare terroristi
L’Operazione II è stata definita “la prima del suo genere nel dominio digitale”. Insegna che la lotta al terrorismo non si combatte più solo nelle strade o nei campi di battaglia, ma anche nei server, nei database e negli algoritmi.

L’IA ha smascherato 126 terroristi in 5 giorni. A Tunisi, in Tunisia, si sono riuniti 28 investigatori specializzati provenienti da 11 nazioni diverse: Nigeria, Ghana, Costa d’Avorio, Iraq, Kenya, Malaysia, Filippine, Qatar, Tagikistan, Tunisia e Uzbekistan. Un mosaico di polizie, culture e competenze che normalmente lavorano in silos separati. La loro missione consisteva nel setacciare 108.076 immagini estratte da contenuti online di gruppi terroristici. Foto sfocate, volti parzialmente coperti, immagini ritoccate, persone inquadrate da lontano o in condizioni di luce pessime. Il tipo di materiale che, fino a ieri, richiedeva mesi di analisi manuale da parte di esperti stanchi e distratti.

Ma questa non è un’operazione degli anni '90. Questa volta hanno portato il “cervello elettronico”: algoritmi di riconoscimento facciale capaci di analizzare migliaia di volti al secondo, di riconoscere somiglianze anche quando l’occhio umano fallisce, di collegare i puntini tra database diversi. Così centoventisei Foreign Terrorist Fighter — combattenti terroristi stranieri che avevano lasciato le loro tracce sparse in giro per il web — sono stati smascherati.

L’attività solleva anche domande legittime sulla privacy e sulla sorveglianza. Ma in questo caso specifico, l’operazione ha preso di mira contenuti già pubblici, propaganda terroristica, non cittadini comuni. È un esempio di come la tecnologia, se usata con regole e cooperazione, possa diventare un alleato potente contro chi minaccia la sicurezza di tutti.

@aitech

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Sud America-Piemonte. Arresti in Brasile in un'operazione contro la tratta di cocainaCon il supporto di Europol, le forze dell'ordine italiane (Raggru

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Sud America-Piemonte. Arresti in Brasile in un'operazione contro la tratta di cocainaCon il supporto di Europol, le forze dell'ordine italiane (Raggruppamento Operativo Speciale - - Carabinieri) e brasiliane (Polícia Federal Curitiba – Grupo de Investigações Sensíveis - GISE) hanno smantellato una vasta rete di traffico di droga e riciclaggio di denaro collegata alla ‘Ndrangheta.
L’operazione, denominata EREDITÀ, ha portato all’arresto di sette persone e rappresenta il culmine di anni di indagini su traffico di cocaina su vasta scala tra Sud America e Europa.

Il 16 settembre 2026, in Brasile, le autorità di São Paulo hanno condotto una serie di perquisizioni e operazioni sincronizzate, con l’appoggio di esperti di . Sono stati sequestrati 9 immobili, 2 aziende e altri beni, oltre a numerosi conti bancari congelati. Durante le operazioni, sono state arrestate otto persone di nazionalità italiana e brasiliana coinvolte nel traffico e nel riciclaggio di denaro. Gli indagati sono stati raggiunti Palhoça (Santa Catarina) e nelle città dello stato di San Paolo di San Paolo, São Caetano, Santos e Americana. Avrebbero assunto il controllo delle attività illecite in Sud America, dove da tempo volti di spicco della famiglia Assisi e della 'ndrangheta piemontese risiedono e fanno affari.

L’indagine ha portato alla luce un sistema industriale di traffico di droga, che movimentava tonnellate di cocaina dalla Brasile verso l’Europa attraverso carichi commerciali legittimi come ceramiche, legname, sanitari e alimentari. La rete sfruttava infrastrutture portuali strategiche in Brasile, mantenendo legami profondi tra Italia e Brasile tramite familiari e collaboratori.

Il gruppo criminale utilizzava piattaforme criptate e meccanismi sofisticati per il riciclaggio, con facilitatori finanziari specializzati nelle transazioni internazionali clandestine. Una parte dei profitti veniva reinvestita in nuove operazioni, perpetuando un ciclo criminale che si è evoluto nel tempo, mantenendo i legami con le reti già attive dal 2019.

Europol ha fornito analisi operative, intelligence e supporto finanziario, contribuendo a coordinare le attività tra Italia e Brasile. Un esperto di Europol è stato presente sul campo per monitorare in tempo reale le operazioni e garantire una collaborazione efficace tra le autorità.

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