Vai al contenuto principale

#fbi

Snowflake, l’hacker Connor Moucka si dichiara colpevole: il conto finale di 165 aziende violate e miliardi di record rubati

Si parla di:

Toggle

Connor Riley Moucka, 26 anni, di Kitchener (Ontario), si è dichiarato colpevole mercoledì 5 agosto 2026 davanti a un tribunale f

Altro...

Si parla di:

Toggle

Connor Riley Moucka, 26 anni, di Kitchener (Ontario), si è dichiarato colpevole mercoledì 5 agosto 2026 davanti a un tribunale federale dello stato di Washington per #frode informatica, frode telematica, furto di identità aggravato e cospirazione. È l’epilogo giudiziario di quella che resta una delle campagne di furto dati ed estorsione più estese mai orchestrate contro un singolo fornitore #cloud: l’attacco del 2024 alla piattaforma #Snowflake, che ha colpito almeno 165 aziende clienti e portato al furto di miliardi di record. Moucka rischia fino a 32 anni di carcere e sarà sentenziato il 27 ottobre.

Non una violazione di Snowflake, ma delle credenziali dei suoi clientiIl dettaglio tecnico che ha reso il caso Snowflake un caso di #scuola è che la piattaforma stessa non è mai stata compromessa. #Mandiant, incaricata da Snowflake di condurre l’indagine forense, ha attribuito la campagna a un cluster tracciato come UNC5537 e ha confermato che gli attaccanti hanno sfruttato credenziali valide ma esposte da tempo — in alcuni casi risalenti al 2020 — raccolte tramite #infostealer su macchine di dipendenti o partner delle aziende clienti. La mancanza sistemica di autenticazione a più fattori sugli account Snowflake ha fatto il resto, trasformando credenziali rubate anni prima in un accesso diretto ai #data warehouse di centinaia di organizzazioni.

Secondo Mandiant, il gruppo dietro la campagna era basato in Nord America e collaborava con almeno un membro operante dalla Turchia — identificato in seguito in John Erin Binns, già legato all’hack di T-Mobile del 2021 e arrestato in Turchia nel 2024.

Le vittime: dalle telco alla sanità, passando per la vendita di bigliettiL’elenco delle aziende colpite tra febbraio e ottobre 2024 legge come una rassegna delle violazioni più discusse dell’anno: AT&T, con i log di chiamate e #SMS di oltre 100 milioni di clienti; #Ticketmaster/Live Nation, con dati relativi a circa 560 milioni di utenti; Advance Auto Parts; uno dei distretti scolastici più grandi degli Stati Uniti; Neiman Marcus; Santander; LendingTree. I dati sottratti includevano estratti bancari, informazioni finanziarie, numeri di registrazione DEA, patenti di guida, passaporti e numeri di previdenza sociale.

Estorsione, ri-estorsione e mercati undergroundDopo l’esfiltrazione, gli attaccanti hanno tentato di estorcere le aziende vittime minacciando la pubblicazione dei dati online, incassando circa 2,5 milioni di dollari in pagamenti di riscatto. Moucka ha inoltre guadagnato altri 495.000 dollari pubblicizzando parte dei dati rubati su forum criminali come #BreachForums e XSS.is. Un dettaglio particolarmente inquietante emerso dagli atti processuali riguarda una vittima estorta due volte: nella seconda occasione, Moucka avrebbe utilizzato dati personali relativi a un funzionario governativo ex ed ai suoi familiari per aumentare la pressione. Le perdite complessive stimate per le vittime ammontano a circa 9,5 milioni di dollari.

Prima dell’arresto, avvenuto nel novembre 2024 e seguito dall’estradizione negli Stati Uniti nel luglio 2025, Moucka aveva parlato con la testata 404 Media dicendosi consapevole dell’imminente cattura e ammettendo di aver distrutto prove in vista dell’arresto.

Due righe per i difensoriIl caso Snowflake ha ridefinito il modello di minaccia per i servizi SaaS e data warehouse: non serve violare il fornitore cloud se le identità dei suoi clienti restano esposte. Per i team di sicurezza le lezioni pratiche restano attuali due anni dopo i fatti:

Imporre l’autenticazione a più fattori su tutti gli account con accesso a piattaforme cloud e data warehouse, senza eccezioni per account di servizio o legacy.

Ruotare periodicamente le credenziali e trattare come compromesse quelle esposte in precedenti data breach, anche se risalenti a diversi anni prima.

Monitorare i mercati underground e i forum come BreachForums per individuare precocemente la messa in vendita di dati aziendali.

Validare i log di accesso alle piattaforme SaaS per individuare pattern anomali provenienti da IP o infrastrutture non riconducibili agli utenti abituali.

La condanna definitiva di Moucka, attesa il 27 ottobre, non chiude del tutto il caso: restano aperte le posizioni di altri complici legati alla campagna, a conferma che dietro un singolo nome pubblico si nasconde quasi sempre un’infrastruttura criminale collaborativa e distribuita.

Timeline e dati chiaveCampagna attiva: febbraio - ottobre 2024
Cluster di minaccia (Mandiant): UNC5537
Aziende clienti Snowflake colpite: almeno 165
Vettore d'accesso: credenziali valide esposte (alcune dal 2020), assenza di MFA
Vittime principali: AT&T (100M+ utenti, log chiamate/SMS), Ticketmaster/Live Nation (560M utenti),
Advance Auto Parts, Neiman Marcus, Santander, LendingTree, distretto scolastico USA
Guadagni stimati: ~2,5M USD (riscatti) + 495.000 USD (vendita dati underground)
Perdite vittime stimate: ~9,5M USD
Mercati underground utilizzati: BreachForums, XSS.is
Complice: John Erin Binns (Turchia, già legato all'hack T-Mobile 2021)
Arresto Moucka: novembre 2024 (Canada) - Estradizione: luglio 2025
Dichiarazione di colpevolezza: 5 agosto 2026
Sentenza attesa: 27 ottobre 2026 (fino a 32 anni di carcere)

#cybercrime #darkweb #fbi #databreach #snowflake

0 0 1

Operation Olympus Blade: BKA e FBI smantellano Kratos, il phishing-as-a-service da 1.800 clienti in 35 paesi

Duecento server sequestrati, un arresto in Indonesia e oltre 1.800 clienti criminali lasciati improvvisamente senza il loro strumento di lavoro prefer

Altro...

Duecento server sequestrati, un arresto in Indonesia e oltre 1.800 clienti criminali lasciati improvvisamente senza il loro strumento di lavoro preferito. Con l’Operazione “Olympus Blade”, le autorità tedesche e statunitensi hanno inferto uno dei colpi più duri mai assestati contro l’industria del phishing-as-a-service, smantellando l’infrastruttura di Kratos, la piattaforma che negli ultimi due anni ha permesso a criminali con competenze tecniche minime di colpire centinaia di migliaia di vittime in 35 paesi.

Un kit “chiavi in mano” per rubare account MicrosoftKratos non era un semplice kit di phishing statico, ma una piattaforma completa di Phishing-as-a-Service (PhaaS) venduta in abbonamento e pagabile in criptovaluta. Chi acquistava una licenza riceveva l’accesso a un pannello web e a uno shop su Telegram da cui gestire le proprie campagne, registrare nuovi domini civetta e monitorare le credenziali raccolte in tempo reale. Il prodotto di punta erano pagine di login false, quasi indistinguibili dagli originali, che imitavano i portali di autenticazione Microsoft 365.

La caratteristica che ha reso Kratos particolarmente pericoloso agli occhi degli investigatori tedeschi non era però la semplice raccolta di username e password, ormai capacità minima per qualunque kit di phishing del 2026, ma l’implementazione di tecniche Adversary-in-the-Middle (AiTM). Il kit si interponeva tra la vittima e il vero portale Microsoft, inoltrando le richieste di autenticazione in tempo reale e catturando, oltre alle credenziali, anche i cookie di sessione validi dopo il completamento della MFA. Questo permetteva agli operatori di dirottare sessioni già autenticate, aggirando di fatto l’autenticazione a due fattori senza doverla “rompere” tecnicamente: la si scavalcava semplicemente rubando il token già emesso dal legittimo processo di login.

La scala del danno: 15.000 campagne al meseSecondo la Procura Generale di Francoforte (ZIT) e il Bundeskriminalamt (BKA), che hanno guidato le indagini in collaborazione con l’FBI, Kratos veniva utilizzato da oltre 1.800 clienti criminali per condurre in media 15.000 campagne di phishing al mese, con vittime confermate in almeno 35 paesi, concentrate soprattutto in Europa e Stati Uniti. Gli inquirenti stimano che l’operatore del servizio abbia incassato almeno 300.000 euro dal 2024 a oggi, esclusivamente tramite canoni di abbonamento: una cifra che dà la misura di quanto sia diventato profittevole il modello “as-a-service” applicato al crimine informatico, dove il gestore della piattaforma monetizza l’accesso allo strumento senza dover mai toccare personalmente i dati rubati dai propri clienti.

Il modello di business di Kratos rispecchia da vicino quello di altri kit AiTM emersi negli ultimi anni, come Tycoon2FA ed EvilProxy, confermando una tendenza consolidata: il phishing contro gli account Microsoft 365 aziendali resta uno dei vettori di accesso iniziale più redditizi per i broker di accessi, che poi rivendono le credenziali rubate a gruppi ransomware o le usano per frodi sul Business Email Compromise.

L’operazione: da Francoforte a GiacartaL’azione di contrasto, ribattezzata Operation Olympus Blade, ha coinvolto il sequestro di oltre 200 server usati per ospitare l’infrastruttura di distribuzione e le pagine di phishing generate dai clienti della piattaforma. Sul sito ufficiale di Kratos è comparso un banner di sequestro che informa gli utenti del trasferimento della proprietà del dominio all’FBI, prassi ormai standard nelle operazioni congiunte USA-Europa contro le infrastrutture criminali online.

La parte più significativa dell’operazione, dal punto di vista dell’attribuzione, è però l’arresto in Indonesia dello sviluppatore e amministratore tecnico della piattaforma. Si tratta di un elemento tutt’altro che scontato: la maggior parte dei kit PhaaS che vengono smantellati porta al sequestro dell’infrastruttura, ma raramente all’identificazione fisica e alla cattura di chi ne cura lo sviluppo, spesso protetto da più livelli di anonimizzazione e da rivenditori intermedi che fanno da schermo. La collaborazione tra BKA, FBI e le autorità indonesiane suggerisce un lavoro di attribuzione durato mesi, probabilmente basato sull’analisi dei flussi di pagamento in criptovaluta e sulla correlazione tra gli account amministrativi della piattaforma e l’identità reale del suo operatore.

Due righe per i difensoriIl takedown di Kratos rimuove un attore significativo dall’ecosistema PhaaS, ma non elimina la tecnica sottostante. Le organizzazioni che si affidano a Microsoft 365 dovrebbero considerare questo caso un promemoria per rivedere le proprie difese contro il phishing AiTM, che per definizione bypassa l’MFA basata su codici OTP o push notification semplici:

Adottare chiavi di sicurezza hardware FIDO2/WebAuthn o passkey, le uniche forme di MFA resistenti al furto di sessione tramite AiTM, poiché legano l’autenticazione all’origine del dominio.

Abilitare policy di Conditional Access che valutino segnali di rischio come token replay da IP o dispositivi anomali rispetto alla sessione originale di login.

Configurare la durata dei token di sessione e i criteri di revoca automatica in caso di cambio di posizione geografica o fingerprint del dispositivo.

Monitorare i log di Entra ID / Azure AD per pattern di accesso anomali, come login riusciti seguiti da immediata modifica delle regole di inoltro della posta, tipica fase successiva al furto di sessione.

Diffidare di email che rimandano a portali di login Microsoft con URL leggermente anomali o hosting su domini di terze parti, anche quando la pagina è visivamente identica all’originale.

Resta inoltre da chiedersi quanti cloni o eredi diretti di Kratos emergeranno nei prossimi mesi: la storia recente dei takedown PhaaS, da 16shop a Caffeine, mostra che la domanda di questi kit da parte della criminalità di basso profilo non si esaurisce con la cattura di un singolo operatore, ma semplicemente si sposta verso il prossimo servizio disponibile sui forum underground e sui canali Telegram dedicati.

#infosec #cybercrime #phishing #aitm #bka #fbi #kratos #operationolympusblade

0 0 0

Un ordine su Uber Eats incastra la banda dietro i giochi-malware PirateFi e BlockBlasters su Steam

Si parla di:

Toggle

Per quasi due anni un gruppo criminale ha pubblicato su Steam videogiochi apparentemente innocui — tra cui BlockBlasters, Dashve

Altro...

Si parla di:

Toggle

Per quasi due anni un gruppo criminale ha pubblicato su Steam videogiochi apparentemente innocui — tra cui BlockBlasters, Dashverse, Lunara e PirateFi — che nascondevano malware capace di svuotare i portafogli cripto delle vittime. Il 15 luglio 2026 l’FBI ha arrestato il primo membro pubblicamente noto dell’operazione: Zyaire Dontaevious Zamarion Wilkins, 21 anni, di North Lauderdale, Florida, noto online come Sibel.eth. A incastrarlo non è stata un’indagine sulla blockchain, ma un dettaglio molto più terreno: un ordine di cibo a domicilio pagato con una gift card comprata con Bitcoin rubato.

Uno schema attivo da maggio 2024Secondo la denuncia penale di 15 pagine depositata a Seattle — sede scelta non a caso, essendo la città più vicina al quartier generale di Valve a Bellevue — lo schema ha infettato circa 8.000 dispositivi e sottratto almeno 220.000 dollari da circa 80 portafogli di criptovalute, tra maggio 2024 e febbraio 2026. Il tasso di successo, poco sopra l’1% dei dispositivi infettati, non è casuale: gli otto giochi elencati nell’atto d’accusa venivano promossi su Discord, Telegram, X e LinkedIn, e i complici usavano bot per identificare utenti con portafogli cripto consistenti e contattarli direttamente, invece di affidarsi alla sola diffusione di massa.

Wilkins, secondo l’accusa, non ha scritto il malware ma ne ha finanziato lo sviluppo e curato la promozione. Chat Signal sequestrate a casa dello sviluppatore del malware — non identificato nell’atto d’accusa e a oggi non incriminato — collegano Wilkins, sotto lo pseudonimo Sibel.eth, a un pagamento di 10.000 dollari per l’acquisto di un trojan ad accesso remoto (RAT) e a discussioni su come indurre le vittime ad approvare transazioni che ne svuotavano i portafogli.

Il precedente di BlockBlasters e i fondi di beneficenza rubatiNon è la prima volta che questo cluster di giochi malevoli fa notizia. I ricercatori ZachXBT e il collettivo vx-underground avevano già stimato che il solo BlockBlasters avesse sottratto oltre 150.000 dollari a un numero di vittime compreso tra 261 e 478, incluso un episodio particolarmente odioso nel settembre 2025: 32.000 dollari donati per curare un tumore, rubati dal portafoglio di una streamer Twitch che stava raccogliendo fondi per le proprie cure oncologiche. L’FBI aveva iniziato a cercare pubblicamente le vittime di questi giochi infetti a marzo 2026, e Steam negli ultimi due anni ha visto una serie costante di incidenti simili, incluso il caso Chemia, un gioco in accesso anticipato che nascondeva tre ceppi di malware diversi: cryptojacking, infostealer e una backdoor per installare ulteriore malware in futuro.

Dalla blockchain a Uber Eats: come è stato individuatoLa parte più istruttiva del caso, dal punto di vista investigativo, è la catena di tracciamento. Gli inquirenti hanno seguito i Bitcoin rubati fino a un portafoglio dello schema che li ha convertiti in oltre 150 gift card tramite Bitrefill, un servizio che permette di acquistare buoni regalo con criptovalute. Una parte consistente di quelle gift card è stata spesa su Uber Eats. Una richiesta formale (subpoena) inviata a Uber ha permesso di collegare le gift card a un account che riceveva consegne proprio all’abitazione della famiglia Wilkins a North Lauderdale e agli indirizzi frequentati dall’indagato all’Università della Florida Occidentale.

Quando gli agenti hanno perquisito l’abitazione, una settimana prima dell’arresto, hanno sequestrato diversi dispositivi e tre seed phrase di portafogli cripto, una delle quali relativa a un wallet Monero — la criptovaluta privacy-oriented spesso usata proprio per rendere più difficile questo tipo di tracciamento. La cronologia delle transazioni di Wilkins, secondo l’atto d’accusa, mostra un flusso complessivo di 382.000 dollari in criptovalute inviate o ricevute, ben oltre i 220.000 dollari attribuiti direttamente allo schema contestato.

TimelineMaggio 2024 – febbraio 2026: periodo di attività dello schema, otto giochi infetti distribuiti su Steam

Settembre 2025: BlockBlasters svuota il portafoglio di una streamer Twitch che raccoglieva fondi per cure oncologiche (32.000 dollari)

Marzo 2026: l’FBI rende pubblica la ricerca di vittime dei giochi Steam infetti

Inizio luglio 2026: perquisizione dell’abitazione di Wilkins a North Lauderdale, sequestro di dispositivi e seed phrase

15 luglio 2026: arresto di Zyaire Wilkins e deposito della denuncia penale presso il tribunale federale di Seattle

Cosa resta apertoWilkins deve rispondere di cospirazione per l’ottenimento di informazioni tramite computer a scopo di profitto privato, un capo d’accusa che prevede fino a dieci anni di carcere. Ma la parte tecnica dell’operazione resta scoperta: lo sviluppatore del RAT e del malware che infettava i giochi non è nominato nell’atto d’accusa e, a oggi, non risulta incriminato, nonostante la sua abitazione sia già stata perquisita. È un pattern comune nelle indagini su cybercrime organizzato attorno alle criptovalute: chi finanzia e promuove viene identificato per primo, spesso tramite un errore operativo banale, mentre chi scrive il codice — più attento all’anonimato tecnico ma non necessariamente a quello finanziario — richiede più tempo.

Per i difensori, il caso conferma due lezioni già note ma sistematicamente ignorate: primo, la promozione mirata via bot verso utenti con portafogli consistenti rende inefficaci le difese basate solo sul volume di download o sulle recensioni Steam; secondo, ogni conversione di criptovaluta rubata in un servizio che tocca il mondo reale — gift card, delivery, e-commerce — riapre una superficie di tracciamento che l’uso di Monero a monte non riesce a chiudere del tutto. Per chi acquista giochi indie su Steam, resta valida la raccomandazione di isolare il portafoglio cripto su un dispositivo separato da quello usato per il gaming, e di trattare con sospetto qualsiasi titolo nuovo che chieda permessi di sistema non giustificati dal gameplay.

Indicatori e riferimenti del casoIndagato: Zyaire Dontaevious Zamarion Wilkins, 21 anni, North Lauderdale (FL)
Alias online: Sibel.eth
Capo d'imputazione: cospirazione per ottenimento di informazioni tramite computer
a scopo di profitto privato (fino a 10 anni)
Foro competente: Tribunale federale di Seattle, WA

Giochi Steam associati allo schema:
BlockBlasters, Dashverse, Lunara, PirateFi (+ 4 titoli aggiuntivi non ancora resi noti)

Canali di promozione: Discord, Telegram, X, LinkedIn
Servizio di conversione: Bitrefill (BTC -> gift card, 150+ carte, prevalenza Uber Eats)
Wallet sequestrati: 3 seed phrase, incl. 1 wallet Monero
Flusso cripto totale osservato sul conto dell'indagato: ~382.000 USD
Perdite attribuite allo schema: ~220.000 USD da ~80 wallet, ~8.000 dispositivi infettiFonti: denuncia penale depositata presso il tribunale federale di Seattle, prima riportata da WPLG Local 10; ricostruzione tecnica di Tom’s Hardware (17 luglio 2026); dati sulle perdite di BlockBlasters da ZachXBT e vx-underground.

#infosec #cybercrime #malware #fbi #bitcoin #criptovalute #steam

0 0 0

Scattered Spider smascherata: 5 anni e mezzo di carcere per l’attacco da 29 milioni di sterline a Transport for London

Cinque anni e mezzo di carcere ciascuno. È questa la cifra con cui la giustizia britannica ha chiuso, almeno sul fronte penale, uno degli attacchi inf

Altro...

Cinque anni e mezzo di carcere ciascuno. È questa la cifra con cui la giustizia britannica ha chiuso, almeno sul fronte penale, uno degli attacchi informatici più dirompenti mai subiti da un’infrastruttura critica del Regno Unito: l’intrusione del 2024 in Transport for London, l’authority che gestisce la mobilità dell’intera Londra. Owen Flowers, 18 anni, e Thalha Jubair, 20, sono stati condannati il 16 luglio 2026 dalla Woolwich Crown Court. Sono, secondo l’accusa, i primi ad essere condannati per la Section 3ZA del Computer Misuse Act — la fattispecie più grave della legge britannica sui crimini informatici — e la National Crime Agency (NCA) definisce il loro caso il più grande procedimento per cybercrime mai affrontato dai tribunali del Paese.

Chi sono Flowers e Jubair, e cosa hanno fattoI due sono descritti dalla NCA come membri di primo piano di Scattered Spider, il collettivo criminale tracciato anche come Octo Tempest, UNC3944 e 0ktapus, responsabile secondo gli inquirenti di centinaia di attacchi tra il 2022 e il 2025. La Crown Prosecution Service (CPS) è più cauta nell’attribuzione diretta, notando che gli imputati hanno rivendicato in vari momenti l’appartenenza al gruppo senza che questo costituisse, di per sé, la base dell’accusa.

L’intrusione in TfL è avvenuta tra il 31 agosto e il 3 settembre 2024. L’attacco ha reso inutilizzabili 148 sistemi dell’authority, costringendo tutti i 27.000 dipendenti a recarsi fisicamente in un ufficio per il reset delle credenziali — non essendo più possibile farlo da remoto in sicurezza. Sono stati compromessi anche il sistema di rimborsi Oyster (inclusi, per circa 5.000 persone, numeri di conto bancario e codici sort code), il servizio Dial-a-Ride per i cittadini con disabilità, il canale dei pagamenti digitali e le domande per le Oyster photocard agevolate per bambini e giovani. NCA e CPS stimano il danno complessivo, tra perdite e costi di ripristino, in 29 milioni di sterline.

Un rischio sistemico da 56 miliardi di sterlineIl dato più inquietante emerso dal processo riguarda ciò che sarebbe potuto succedere e non è successo. Secondo la ricostruzione dell’accusa, le conversazioni tra i due imputati suggerivano l’intenzione di cancellare l’accesso al termine dell’operazione, ma nessuno può dire con certezza cosa avessero realmente pianificato. La NCA stima che uno shutdown riuscito della rete di TfL — che gestisce in media 9 milioni di spostamenti al giorno — avrebbe potuto costare all’economia britannica fino a 56 miliardi di sterline. Uno scenario rimasto ipotetico solo perché TfL, rendendosi conto della compromissione, ha scelto di disattivare preventivamente la propria rete per contenere gli attaccanti.

I due si sono dichiarati colpevoli il 22 giugno 2026, il primo giorno del processo, evitando così il dibattimento. Hanno ammesso il reato sulla base di aver agito in modo “reckless” — sconsiderato — rispetto al rischio di causare o creare un pericolo significativo per il benessere umano, elemento costitutivo della Section 3ZA.

Come sono stati identificatiFlowers è stato arrestato per la prima volta il 6 settembre 2024, tre giorni dopo la fine dell’intrusione in TfL, nella sua abitazione a Walsall. Al momento dell’arresto, gli agenti NCA lo hanno sorpreso mentre era ancora attivo su due ulteriori obiettivi: le reti delle organizzazioni sanitarie statunitensi SSM Health Care Corporation e Sutter Health. Tra i dispositivi sequestrati — laptop, computer desktop, hard disk e chiavette USB — un portatile Acer conteneva uno screenshot della connettività di rete verso l’infrastruttura TfL e diversi video, registrati dallo stesso Flowers, che mostravano Jubair muoversi all’interno dei sistemi dell’authority londinese durante l’attacco. I due comunicavano in tempo reale su Telegram e condividevano uno spazio di lavoro online.

L’accusa ha dimostrato che Flowers era collegato al server remoto usato per lanciare tutte e tre le intrusioni, con prove ricavate dai suoi stessi dispositivi. Le informazioni che collegano Jubair all’attacco TfL sono state invece ottenute all’estero, con la collaborazione di autorità giudiziarie di altri Paesi — un dettaglio che la CPS non ha specificato ulteriormente. Jubair, arrestato il 16 settembre 2025, ha un secondo procedimento ancora aperto negli Stati Uniti: un atto d’accusa depositato nel New Jersey lo collega a circa 120 intrusioni di rete e almeno 47 vittime statunitensi tra maggio 2022 e settembre 2025, per oltre 115 milioni di dollari in riscatti pagati, incluse violazioni ai danni di un’infrastruttura critica USA e dei tribunali federali. Su questo fronte rischia fino a 95 anni di carcere; nessuna delle comunicazioni ufficiali diffuse finora affronta il tema dell’estradizione.

Scattered Spider è davvero finita?La NCA sostiene che l’azione contro i due abbia “sostanzialmente fermato” il gruppo, citando una valutazione di Microsoft secondo cui gli arresti ne avrebbero degradato in modo significativo la capacità operativa. Ma la stessa agenzia ammette che altri criminali potrebbero continuare a usare il marchio “Scattered Spider” per rivendicare nuovi attacchi. Non è un’ipotesi remota: a gennaio 2026 Mandiant ha documentato l’espansione di un’operazione di estorsione a marchio ShinyHunters che replica lo stesso modello — vishing verso i dipendenti, pagine di phishing per rubare credenziali SSO e codici MFA, enrollment di un dispositivo dell’attaccante per bypassare l’autenticazione multifattore.

È proprio questo il punto debole che accomuna la maggior parte dei casi riconducibili a Scattered Spider: non un exploit tecnico sofisticato, ma la manipolazione dei processi di help desk — reset password, gestione dei dispositivi MFA — con tecniche di social engineering telefonico mirate e ben documentate.

Due righe per i difensoriIl caso TfL resta un caso di scuola su come un’infrastruttura critica possa essere messa in ginocchio non da uno zero-day, ma da processi organizzativi vulnerabili al fattore umano. Alcune indicazioni pratiche per ridurre l’esposizione a gruppi con TTP simili a Scattered Spider:

Verificare sempre l’identità con procedure fuori banda (callback su numero verificato, verifica video) prima di eseguire reset password, modifiche MFA o enrollment di nuovi dispositivi richiesti telefonicamente all’help desk.

Limitare la possibilità per il personale di help desk di eseguire reset critici senza approvazione di un secondo operatore (four-eyes principle).

Monitorare enrollment MFA anomali, specialmente se avvengono subito dopo un reset password.

Coinvolgere le forze dell’ordine tempestivamente in caso di incidente: secondo la NCA, la collaborazione precoce di TfL è stata determinante per l’esito del procedimento.

Segmentare le reti operative critiche (biglietteria, pagamenti, servizi per l’utenza vulnerabile) da quelle amministrative, per limitare l’impatto di una compromissione laterale.

Fonti: The Hacker News, National Crime Agency.

#infosec #cybercrime #fbi #databreach #scatteredspider

0 0 0