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HOLLOWGRAPH: quando il calendario di Microsoft 365 diventa un canale C2 nascosto

Un malware che usa il calendario di Outlook come dead-dropA metà luglio 2026 il team di Threat Intelligence di Group-IB ha pubblicato un’analisi tecni

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Un malware che usa il calendario di Outlook come dead-dropA metà luglio 2026 il team di Threat Intelligence di Group-IB ha pubblicato un’analisi tecnica su HOLLOWGRAPH, un impianto malevolo che ribalta un’assunzione su cui molte architetture di sicurezza si basano ancora: se il traffico esce verso graph.microsoft.com con un token valido, allora è “legittimo”. HOLLOWGRAPH dimostra che non è più così, e lo fa in un modo che vale la pena capire in dettaglio anche per chi non si occupa di threat intelligence, perché le tecniche di evasione che usa (abuso di API cloud fidate, DNS tunneling, cifratura ibrida) sono ormai pattern ricorrenti e replicabili.

Il malware è attribuito con alta confidenza al framework di backdoor modulare Cavern, già collegato ad attività di cyberspionaggio riconducibili all’area di influenza iraniana (con sovrapposizioni tecniche, seppur a bassa confidenza, con il gruppo Lyceum). La campagna osservata ha colpito in modo mirato organizzazioni israeliane: 12 sistemi compromessi identificati, di cui solo 3 attivamente in comunicazione con l’attaccante al momento dell’analisi — un profilo operativo selettivo, non opportunistico.

Il calendario come canale C2 bidirezionaleL’idea centrale di HOLLOWGRAPH è semplice da spiegare e proprio per questo efficace: invece di contattare un server C2 sotto il controllo dell’attaccante, il malware autentica una mailbox Microsoft 365 compromessa tramite Microsoft Graph API e usa il calendario di quella mailbox come dead-drop bidirezionale.

Il malware supporta solo due comandi:

get — cerca eventi del calendario con oggetto Event ID: <taskID>, programmati per il 13 maggio 2050 (una data lontana nel futuro, scelta per non comparire mai nella vista “prossimi eventi” del proprietario della mailbox), scarica gli allegati e li decifra con la chiave privata RSA incorporata nel binario.

send — cifra i dati da esfiltrare, crea un nuovo evento con la stessa data fittizia, carica i dati come allegati File{n}.txt e rinomina l’oggetto dell’evento con un tag riconoscibile dall’operatore (schema Boss{..}ID{..}).

Le chiamate Graph coinvolte sono quelle che qualunque applicazione legittima con permessi calendario userebbe normalmente:

GET /users/{mailbox}/calendarView
?startDateTime=2050-05-13T22:00:00
&endDateTime=2050-05-13T23:00:00
&$filter=contains(subject,'Event ID: ')

POST /users/{mailbox}/calendar/events
POST /users/{mailbox}/events/{event-id}/attachments
PATCH /users/{mailbox}/events/{event-id}Non c’è nulla in queste richieste che le distingua sintatticamente da un utente che crea un invito a una riunione. È questo il punto: il traffico malevolo non anomalizza il protocollo, sfrutta la fiducia implicita che i controlli di rete perimetrali attribuiscono al dominio graph.microsoft.com.

Cifratura ibrida e rinnovo credenziali via DNS tunnelingOgni payload scambiato tramite il calendario è protetto con uno schema ibrido RSA-OAEP + AES-256-GCM, con due coppie di chiavi RSA distinte per le due direzioni (tasking in ingresso ed esfiltrazione in uscita), così che comandi e dati rubati restino crittograficamente indipendenti l’uno dall’altro anche in caso di compromissione parziale.

Il secondo canale, separato, serve a rinnovare le credenziali Microsoft Entra ID (tenant ID, client ID, client secret, indirizzo della mailbox) necessarie per autenticarsi a Graph. Qui HOLLOWGRAPH usa DNS tunneling su record AAAA verso un dominio controllato dall’attaccante (cloudlanecdn[.]com):

LENGTH query: {random}.{taskID}.{fieldIndex}.p.cloudlanecdn.com
DATA query: {random}.{taskID}.{fieldIndex}.{offset}.q.cloudlanecdn.comOgni risposta IPv6 restituita (16 byte) trasporta 14 byte di payload utile; il client ricompone i frammenti, li decodifica come UTF-8 e aggiorna un file di configurazione locale (logAzure.txt) mascherato da comune file di log. L’uso di IPv6/AAAA anziché dei più monitorati record TXT o A è una scelta non casuale: molte pipeline di DNS analytics sono ancora tarate prevalentemente su IPv4.

Perché elude i controlli tradizionaliTre fattori rendono HOLLOWGRAPH difficile da individuare con gli strumenti perimetrali classici:

Il traffico C2 viaggia interamente su infrastruttura Microsoft fidata (Graph API), quindi non compare in nessuna blocklist di reputazione IP o dominio.

Non c’è mai una connessione diretta a un server dell’attaccante per il tasking o l’esfiltrazione: solo il canale di rinnovo credenziali tocca un dominio esterno, e lo fa via DNS, spesso meno ispezionato del traffico HTTPS.

Gli eventi di calendario datati 2050 sono progettati per restare invisibili all’utente reale della mailbox, che normalmente non scorre trent’anni avanti nel proprio calendario.

Cosa può fare concretamente un team di sicurezzaLe raccomandazioni di Group-IB si traducono in azioni piuttosto precise per chi gestisce ambienti Microsoft 365 / Entra ID:

Caccia agli indicatori noti. Bloccare o mettere in allerta su richieste verso cloudlanecdn[.]com e cercare sugli endpoint il file logAzure.txt.

Monitoraggio Graph API e audit di calendario. Con Microsoft Sentinel o Defender Advanced Hunting è possibile costruire una query che cerchi eventi di calendario creati da un’applicazione (non da un utente interattivo) con oggetto sospetto o data anomala:

CloudAppEvents
| where Application == "Microsoft Exchange Online"
| where ActionType in ("New item created.", "New-CalendarItem")
| extend AppId = tostring(RawEventData.ClientAppId)
| where isnotempty(AppId)
| extend Subject = tostring(RawEventData.ItemSubject)
| where Subject matches regex @"Event ID: |Boss{.}ID{.}"
| project Timestamp, AccountDisplayName, AppId, Subject, RawEventDataRilevamento di DNS tunneling. Una query di partenza per individuare volumi anomali di query AAAA verso lo stesso dominio, con sottodomini ad alta entropia:

DnsEvents
| where QueryType == "AAAA"
| extend RootDomain = strcat(split(Name, ".")[-2], ".", split(Name, ".")[-1])
| summarize QueryCount = count(), DistinctSubdomains = dcount(Name) by Computer, RootDomain
| where QueryCount > 200 and DistinctSubdomains > 100
| order by QueryCount descIrrigidire l’identità cloud. Applicare Conditional Access con restrizioni sulle app registrate che usano client-credentials flow, generare alert sulla creazione di nuovi client secret e ruotare periodicamente le credenziali applicative — HOLLOWGRAPH dipende interamente da un set di credenziali Entra ID statiche incorporate nel binario: se quelle credenziali vengono revocate o ruotate, il canale Graph smette di funzionare finché l’attaccante non le rinnova via DNS tunneling, un’operazione che a sua volta genera telemetria rilevabile.

ConclusioneHOLLOWGRAPH non introduce tecniche crittografiche nuove né exploit in Microsoft Graph: il suo valore per l’attaccante sta tutto nel mimetismo. Per i team che gestiscono tenant Microsoft 365, il takeaway pratico non è “bloccare Graph API” — impossibile in qualunque organizzazione moderna — ma spostare parte della detection dal perimetro di rete alla telemetria applicativa: audit log di Exchange Online, anomalie nei permessi delle app registrate, e DNS analytics capace di guardare oltre i soliti record A/TXT. È un promemoria che vale la pena avere in mente ogni volta che si progetta un controllo di sicurezza basato solo sulla reputazione del dominio di destinazione.

Fonte: Group-IB Threat Intelligence, “HOLLOWGRAPH: Turning Microsoft 365 Calendars into Covert Command-and-Control Channels” e Petri IT Knowledgebase.

#sicurezza #microsoft #malware #microsoft365 #entra

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Cruciferra: il crypter da 2.000 dollari al mese che uccide gli EDR e fa sparire il malware dal disco

Sui forum underground si vende come “il crypter più letale del sottosuolo”. Cruciferra, in vendita dall’autunno 2025 su Exploit[.]in a partire da 450

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Sui forum underground si vende come “il crypter più letale del sottosuolo”. Cruciferra, in vendita dall’autunno 2025 su Exploit[.]in a partire da 450 dollari al mese fino a 2.000 per la versione completa, non è l’ennesimo offuscatore di malware: secondo un’analisi pubblicata da Proofpoint il 20 luglio, il servizio combina disattivazione degli EDR via driver vulnerabili, syscall indiretti, un motore di cifratura polimorfico con oltre 90 combinazioni di algoritmi e una variante custom della tecnica di Process Ghosting. Il risultato è un payload che gira in memoria senza mai esistere in forma scansionabile su disco.

Un “umbrella service” per decine di gruppi criminali scollegati tra loroCruciferra non è legato a un singolo attore: Proofpoint lo descrive come un servizio “ombrello”, utilizzato in decine di campagne indipendenti per proteggere payload molto diversi tra loro, da AsyncRAT e Agent Tesla a Remcos, XWorm, zgRAT, Formbook/XLoader, DarkCloud Stealer, Phantom Stealer, Snake Keylogger e ValleyRAT. Scritto in Mono, il crypter viene sempre eseguito tramite DLL side-loading: la vittima scarica un archivio contenente un eseguibile legittimo in apparenza e una DLL malevola, che viene caricata automaticamente al lancio del programma principale.

Tra i clienti identificati da Proofpoint figura TA4922, gruppo cinese di cybercrime già noto per l’espansione delle proprie campagne a livello globale. Tra fine aprile e inizio giugno 2026, TA4922 ha condotto almeno quattro campagne da poche centinaia di email ciascuna, con esche a tema fiscale che impersonavano l’Income Tax Department indiano per convincere le vittime a scaricare archivi ZIP contenenti il loader di AsyncRAT. Altre campagne osservate hanno sfruttato notifiche fasulle della Social Security Administration statunitense per distribuire XWorm e AdaptixC2 tramite file VHD, mentre una campagna di fine giugno ha usato reclami di ospiti su presunte cimici da letto per colpire il settore alberghiero con zgRAT.

Come Cruciferra acceca gli EDRPrima ancora di eseguire il payload finale, Cruciferra dedica gran parte del proprio codice a rendersi invisibile agli strumenti di analisi e difesa. Il DLL principale contiene spesso centinaia o migliaia di funzioni esportate fittizie che puntano a codice spazzatura: solo una manciata di export porta effettivamente al codice malevolo, rendendo più difficile per un analista o un sandbox individuare il punto di ingresso reale. Il malware nasconde poi le finestre di console che potrebbero tradire un’infezione, tramite un thread in background che scandisce ripetutamente l’albero dei processi cercando finestre di classe “ConsoleWindowClass” da occultare con ShowWindow e SetWindowPos.

Sul fronte della telemetria, Cruciferra applica un unhooking sistematico delle funzioni monitorate da EDR e antivirus, ripristinando una copia pulita delle DLL di sistema in memoria per rimuovere gli hook installati dai prodotti di sicurezza. Ricorre inoltre a syscall indiretti: legge una copia pulita di ntdll.dll dal disco e ne conserva gli stub in una struttura globale, così da invocare le API senza passare dagli hook inline che gli EDR installano solitamente su ntdll.dll. A completare il quadro, il malware ripara anche eventuali hook sulla Import Address Table (IAT), una tecnica più datata ma qui reintrodotta deliberatamente, e disabilita le notifiche di sistema modificando chiavi di registro come ToastEnabled e Balloon, per impedire che Windows Defender o il Security Center mostrino avvisi visibili all’utente.

BYOVD: un driver forense trasformato in killer di EDRL’elemento più aggressivo del crypter è l’abuso di driver kernel legittimi ma vulnerabili, tecnica nota come Bring-Your-Own-Vulnerable-Driver (BYOVD). Cruciferra rilascia sul sistema un “helper driver” firmato digitalmente, spesso il driver GoFlyDrv.sys, e lo usa per inviare comandi IOCTL a basso livello che terminano i processi degli agenti EDR individuati scandendo la lista dei processi attivi. In alternativa, gli analisti hanno osservato anche altri driver impiegati con la stessa logica: Core64.sys, HwOs2Ec.sys, LnvMSRIO.sys, MemoryInformer.sys, NTIOLib_X64.sys, ProcessMonitorDriver.sys e selfprot.sys. Trattandosi di driver firmati da produttori legittimi (spesso strumenti diagnostici o di manutenzione hardware), Windows li carica senza obiezioni nonostante le vulnerabilità note che permettono di trasformarli in armi contro gli stessi prodotti di sicurezza che dovrebbero fermarli.

Per elevare i propri privilegi quando non gira già come amministratore, Cruciferra sfrutta inoltre il bypass dello User Account Control tramite COM Elevation Moniker, e garantisce la persistenza scrivendo una voce denominata “putty” nella chiave di registro Run, così da rieseguirsi automaticamente a ogni riavvio del sistema.

Process Ghosting “potenziato”: nessun file da scansionarePer l’esecuzione finale del payload, Cruciferra adotta una variante della tecnica di Process Ghosting: crea un file temporaneo, lo marca per l’eliminazione tramite NtSetInformationFile, vi scrive il payload malevolo, quindi crea una sezione immagine con NtCreateSection e SEC_IMAGE prima di chiudere l’handle. Il file viene cancellato dal disco dal sistema operativo, ma la sezione di memoria che lo rappresenta resta viva; un processo legittimo viene poi creato in stato sospeso, la sezione “fantasma” vi viene mappata tramite NtMapViewOfSection, e il contesto del thread viene reindirizzato al vero punto di ingresso del payload prima di riprendere l’esecuzione. Il risultato è un processo in esecuzione supportato da un’immagine PE che non è mai esistita su disco in una forma analizzabile.

Cruciferra aggiunge due ulteriori accorgimenti a questa tecnica, già di per sé insidiosa: applica una patch a ZwQueryVirtualMemory in modo che, quando un EDR interroga la regione di memoria “fantasma”, riceva una risposta manipolata che nasconde l’anomalia del file cancellato; e neutralizza NtManageHotPatch, funzione che il sistema operativo può usare per validare l’integrità delle sezioni immagine caricate rispetto al file su disco che le supporta, impedendo così qualunque verifica di coerenza da parte del kernel.

Crittografia su misura: oltre 90 algoritmi ricombinatiIl payload viene conservato nella sezione “.reloc” del binario, codificato in Base16 con un set di caratteri personalizzato, e protetto da uno delle oltre 90 varianti di algoritmi crittografici che Cruciferra può generare combinando componenti presi da cifrari e generatori di numeri pseudocasuali noti: Keccak (SHA-3), convoluzione ciclica, reti Feistel generalizzate, SPECK-128/256 in modalità CTR, PRNG multiply-accumulate, una versione modificata di Threefish-256, combinazioni Xorshift64/middle-square e diverse varianti ARX (Addition-Rotation-XOR). L’unico algoritmo standard rimasto intatto è DES-CBC-PKCS7. Questo approccio “bring your own crypto” rende ogni campione sostanzialmente unico dal punto di vista crittografico, complicando enormemente il rilevamento basato su firme statiche.

Un dettaglio utile ai difensori: i metadati “File Version Information” dei binari generati da Cruciferra contengono spesso stringhe casuali generate combinando due o quattro parole a caso (ad esempio “2026 Colpoplastric Semipreactical Group” nei campi Copyright, Product e Description), un pattern che, unito a firme YARA mirate, ha permesso a Proofpoint di tracciare su VirusTotal nuove build del crypter caricate a intervalli di pochi minuti, segno di un servizio in sviluppo attivo e continuo.

Due righe per i difensoriBloccare il caricamento dei driver kernel noti come vulnerabili tramite la lista di blocco di Microsoft (HVCI/driver blocklist) e strumenti come LOLDrivers, includendo GoFlyDrv.sys e gli altri driver associati a Cruciferra.

Monitorare la creazione di sezioni immagine da file marcati per l’eliminazione (NtCreateSection su file con delete-pending) come indicatore di Process Ghosting, oltre a chiamate anomale a NtManageHotPatch.

Verificare la presenza della chiave di persistenza “putty” nel Run key del registro, un IOC comportamentale a basso costo di rilevamento.

Applicare filtri anti-phishing rafforzati sulle esche a tema fiscale e previdenziale, particolarmente ricorrenti nelle campagne osservate.

Dare priorità a soluzioni EDR con protezione kernel indipendente dal proprio agente in user-mode, per resistere a tecniche BYOVD che colpiscono direttamente il processo dell’agente.

Cruciferra conferma una tendenza ormai consolidata nel malware-as-a-service: la sofisticazione tecnica un tempo riservata agli APT state-sponsored è oggi acquistabile con un abbonamento mensile, e la vera barriera all’ingresso per il cybercrime commodity non è più scrivere codice evasivo, ma semplicemente pagare chi lo ha già scritto.

IoC# Driver BYOVD abusati da Cruciferra (SHA-256)
Core64.sys 17aae57cf6255c7eb169bf62ea67376d9708976eb7831f8cdd0ea38bdcb37dc4
GoFlyDrv.sys 2fdfdd13a0c548bb68c9d5aa8599a9265d4659da3e237fe7a42ac6ac06b9a06a
HwOs2Ec.sys c4e93449453cf67c5d5605bb8f425207a738a242fdb432d720acc32faa74926c
LnvMSRIO.sys c5b1e9aafc8f2b4ab05effc00fd43f3114b9ef1d592a086c952793ac4e299809
MemoryInformer.sys 7887e919555fb5948c217556ba149392a72982b1bc427d3db779db9dcbf09ee8
NTIOLib_X64.sys 09bedbf7a41e0f8dabe4f41d331db58373ce15b2e9204540873a1884f38bdde1
ProcessMonitorDriver.sys 5b4f59236a9b950bcd5191b35d19125f60cfb9e1a1e1aa2e4f914b6745dde9df
selfprot.sys c46e907886e2158cbc453e767183aecf07887b5ac8848f19684451883d69f5f0

Campagna TA4922 / Cruciferra / AsyncRAT

hxxp://hsahyteiows[.]gu[.]cc
hxxp://yicoweytcbtw[.]gu[.]cc
hxxp://xkcifgieusr[.]gu[.]cc
hxxp://fuaytrwese[.]love
3c181f642e24c28602a87be7f195e2f3d1ffa30b37e20f5121d99f88b22ab80e (Tax-Number52563.zip, SHA256)
66dbe675480dc229e5b3ab8ad74207f73486e64e57805074f784bb2e01bcb865 (Tax-Number809863.zip, SHA256)

Campagna XWorm

gatuso[.]duckdns[.]org (C2)

Campagna zgRAT

digital-magicians[.]com/photo295825092412[.]zip (Payload URL)
0zbqnac1t4dv2t2wuodv1m[.]com (C2)
89[.]34[.]90[.]99:56001 (C2)

Persistenza

Registro: HKCU\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Run\putty

#infosec #byovd #cruciferra #crypter #edr #edrkiller #malware #processghosting #ta4922 #trojan

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Un ordine su Uber Eats incastra la banda dietro i giochi-malware PirateFi e BlockBlasters su Steam

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Per quasi due anni un gruppo criminale ha pubblicato su Steam videogiochi apparentemente innocui — tra cui BlockBlasters, Dashve

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Per quasi due anni un gruppo criminale ha pubblicato su Steam videogiochi apparentemente innocui — tra cui BlockBlasters, Dashverse, Lunara e PirateFi — che nascondevano malware capace di svuotare i portafogli cripto delle vittime. Il 15 luglio 2026 l’FBI ha arrestato il primo membro pubblicamente noto dell’operazione: Zyaire Dontaevious Zamarion Wilkins, 21 anni, di North Lauderdale, Florida, noto online come Sibel.eth. A incastrarlo non è stata un’indagine sulla blockchain, ma un dettaglio molto più terreno: un ordine di cibo a domicilio pagato con una gift card comprata con Bitcoin rubato.

Uno schema attivo da maggio 2024Secondo la denuncia penale di 15 pagine depositata a Seattle — sede scelta non a caso, essendo la città più vicina al quartier generale di Valve a Bellevue — lo schema ha infettato circa 8.000 dispositivi e sottratto almeno 220.000 dollari da circa 80 portafogli di criptovalute, tra maggio 2024 e febbraio 2026. Il tasso di successo, poco sopra l’1% dei dispositivi infettati, non è casuale: gli otto giochi elencati nell’atto d’accusa venivano promossi su Discord, Telegram, X e LinkedIn, e i complici usavano bot per identificare utenti con portafogli cripto consistenti e contattarli direttamente, invece di affidarsi alla sola diffusione di massa.

Wilkins, secondo l’accusa, non ha scritto il malware ma ne ha finanziato lo sviluppo e curato la promozione. Chat Signal sequestrate a casa dello sviluppatore del malware — non identificato nell’atto d’accusa e a oggi non incriminato — collegano Wilkins, sotto lo pseudonimo Sibel.eth, a un pagamento di 10.000 dollari per l’acquisto di un trojan ad accesso remoto (RAT) e a discussioni su come indurre le vittime ad approvare transazioni che ne svuotavano i portafogli.

Il precedente di BlockBlasters e i fondi di beneficenza rubatiNon è la prima volta che questo cluster di giochi malevoli fa notizia. I ricercatori ZachXBT e il collettivo vx-underground avevano già stimato che il solo BlockBlasters avesse sottratto oltre 150.000 dollari a un numero di vittime compreso tra 261 e 478, incluso un episodio particolarmente odioso nel settembre 2025: 32.000 dollari donati per curare un tumore, rubati dal portafoglio di una streamer Twitch che stava raccogliendo fondi per le proprie cure oncologiche. L’FBI aveva iniziato a cercare pubblicamente le vittime di questi giochi infetti a marzo 2026, e Steam negli ultimi due anni ha visto una serie costante di incidenti simili, incluso il caso Chemia, un gioco in accesso anticipato che nascondeva tre ceppi di malware diversi: cryptojacking, infostealer e una backdoor per installare ulteriore malware in futuro.

Dalla blockchain a Uber Eats: come è stato individuatoLa parte più istruttiva del caso, dal punto di vista investigativo, è la catena di tracciamento. Gli inquirenti hanno seguito i Bitcoin rubati fino a un portafoglio dello schema che li ha convertiti in oltre 150 gift card tramite Bitrefill, un servizio che permette di acquistare buoni regalo con criptovalute. Una parte consistente di quelle gift card è stata spesa su Uber Eats. Una richiesta formale (subpoena) inviata a Uber ha permesso di collegare le gift card a un account che riceveva consegne proprio all’abitazione della famiglia Wilkins a North Lauderdale e agli indirizzi frequentati dall’indagato all’Università della Florida Occidentale.

Quando gli agenti hanno perquisito l’abitazione, una settimana prima dell’arresto, hanno sequestrato diversi dispositivi e tre seed phrase di portafogli cripto, una delle quali relativa a un wallet Monero — la criptovaluta privacy-oriented spesso usata proprio per rendere più difficile questo tipo di tracciamento. La cronologia delle transazioni di Wilkins, secondo l’atto d’accusa, mostra un flusso complessivo di 382.000 dollari in criptovalute inviate o ricevute, ben oltre i 220.000 dollari attribuiti direttamente allo schema contestato.

TimelineMaggio 2024 – febbraio 2026: periodo di attività dello schema, otto giochi infetti distribuiti su Steam

Settembre 2025: BlockBlasters svuota il portafoglio di una streamer Twitch che raccoglieva fondi per cure oncologiche (32.000 dollari)

Marzo 2026: l’FBI rende pubblica la ricerca di vittime dei giochi Steam infetti

Inizio luglio 2026: perquisizione dell’abitazione di Wilkins a North Lauderdale, sequestro di dispositivi e seed phrase

15 luglio 2026: arresto di Zyaire Wilkins e deposito della denuncia penale presso il tribunale federale di Seattle

Cosa resta apertoWilkins deve rispondere di cospirazione per l’ottenimento di informazioni tramite computer a scopo di profitto privato, un capo d’accusa che prevede fino a dieci anni di carcere. Ma la parte tecnica dell’operazione resta scoperta: lo sviluppatore del RAT e del malware che infettava i giochi non è nominato nell’atto d’accusa e, a oggi, non risulta incriminato, nonostante la sua abitazione sia già stata perquisita. È un pattern comune nelle indagini su cybercrime organizzato attorno alle criptovalute: chi finanzia e promuove viene identificato per primo, spesso tramite un errore operativo banale, mentre chi scrive il codice — più attento all’anonimato tecnico ma non necessariamente a quello finanziario — richiede più tempo.

Per i difensori, il caso conferma due lezioni già note ma sistematicamente ignorate: primo, la promozione mirata via bot verso utenti con portafogli consistenti rende inefficaci le difese basate solo sul volume di download o sulle recensioni Steam; secondo, ogni conversione di criptovaluta rubata in un servizio che tocca il mondo reale — gift card, delivery, e-commerce — riapre una superficie di tracciamento che l’uso di Monero a monte non riesce a chiudere del tutto. Per chi acquista giochi indie su Steam, resta valida la raccomandazione di isolare il portafoglio cripto su un dispositivo separato da quello usato per il gaming, e di trattare con sospetto qualsiasi titolo nuovo che chieda permessi di sistema non giustificati dal gameplay.

Indicatori e riferimenti del casoIndagato: Zyaire Dontaevious Zamarion Wilkins, 21 anni, North Lauderdale (FL)
Alias online: Sibel.eth
Capo d'imputazione: cospirazione per ottenimento di informazioni tramite computer
a scopo di profitto privato (fino a 10 anni)
Foro competente: Tribunale federale di Seattle, WA

Giochi Steam associati allo schema:
BlockBlasters, Dashverse, Lunara, PirateFi (+ 4 titoli aggiuntivi non ancora resi noti)

Canali di promozione: Discord, Telegram, X, LinkedIn
Servizio di conversione: Bitrefill (BTC -> gift card, 150+ carte, prevalenza Uber Eats)
Wallet sequestrati: 3 seed phrase, incl. 1 wallet Monero
Flusso cripto totale osservato sul conto dell'indagato: ~382.000 USD
Perdite attribuite allo schema: ~220.000 USD da ~80 wallet, ~8.000 dispositivi infettiFonti: denuncia penale depositata presso il tribunale federale di Seattle, prima riportata da WPLG Local 10; ricostruzione tecnica di Tom’s Hardware (17 luglio 2026); dati sulle perdite di BlockBlasters da ZachXBT e vx-underground.

#infosec #cybercrime #malware #fbi #bitcoin #criptovalute #steam

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OkoBot: il framework che si inietta in Ledger Live e Trezor Suite per rubare le seed phrase

Immaginate di collegare il vostro Ledger o Trezor per una transazione di routine, digitare il PIN, e vedere comparire sullo schermo del wallet una ric

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Immaginate di collegare il vostro Ledger o Trezor per una transazione di routine, digitare il PIN, e vedere comparire sullo schermo del wallet una richiesta di “recovery” della seed phrase — identica, pixel per pixel, a quella che l’app mostrerebbe in caso di reale malfunzionamento. Solo che non è l’app a parlare: è OkoBot, un framework modulare scoperto dal team GReAT di Kaspersky, che si inietta direttamente nel processo Electron di Ledger Live e Trezor Suite per mostrare pagine di phishing hard-coded e rubare la frase di recupero da dentro l’applicazione legittima.

Un framework, non un semplice trojanAttivo almeno da aprile 2025 e ancora operativo, OkoBot non è un singolo malware ma un’infrastruttura modulare che conta oltre venti payload e impianti diversi, orchestrati tramite un tunnel SSH verso un server controllato dagli attaccanti. Tra le funzioni disponibili: raccolta di file locali, esecuzione di comandi remoti, download di estensioni browser arbitrarie, furto di wallet crypto, keylogging, registrazione video della finestra attiva e, ovviamente, furto di seed phrase. Kaspersky rileva i vari componenti con firme distinte — Trojan-Downloader.Win32.TookPS, Trojan.Win64.BypassUAC, Trojan-Banker.Script.Agent.gen, Backdoor.Win32.TeviRat, Trojan-PSW.Win64.Stealer, Trojan-Spy.Win64.Keylogger — segno che si tratta di un ecosistema criminale maturo e in continua evoluzione, non di un singolo eseguibile.

La catena di infezione: da TookPS al tunnel SSHTutto parte da TookPS, un downloader PowerShell che i ricercatori Kaspersky avevano già documentato in campagne precedenti mascherato da software popolare (UltraViewer, AutoCAD, Ableton). TookPS installa un client SSH sulla macchina della vittima, apre una connessione verso un server controllato dagli attaccanti e inoltra la porta del demone SSH locale. Dopo un intervallo di attesa, un bot SSH automatizzato si collega alla porta inoltrata, raccoglie informazioni di base sul sistema — nome utente, antivirus installato, indirizzo IP, versione del sistema operativo — e in base al profilo della vittima decide quali dei venti moduli successivi distribuire. È una catena a quattro stadi pensata per essere modulare e selettiva: non tutte le vittime ricevono lo stesso payload, riducendo il rumore e la superficie di rilevamento generica.

SeedHunter e OkoSpyware: il cuore del furtoIl modulo più insidioso per chi possiede crypto è SeedHunter. Monitora costantemente i processi attivi in cerca di Trezor Suite, Ledger Wallet o Ledger Live; quando li trova, si inietta nel processo e aggancia (“hook”) le funzioni interne Electron dell’applicazione. Alla connessione di un wallet hardware Trezor o Ledger, SeedHunter attiva le funzioni agganciate per mostrare una pagina di phishing hard-coded per il “recupero” della seed phrase — con un layout diverso e specifico per ciascun tipo di wallet, per massimizzare la credibilità. La vittima crede di interagire con la propria app di sempre; in realtà sta digitando le 12 o 24 parole della propria frase di recupero direttamente nelle mani degli attaccanti.

Accanto a SeedHunter opera OkoSpyware, un modulo più recente che cattura keystroke e stream video della finestra dell’applicazione target — utile sia per rubare credenziali digitate manualmente sia per raccogliere materiale di intelligence sulla vittima (abitudini, saldi, altre app finanziarie in uso).

I vettori: ClickFix e repository GitHub trojanizzatiL’infezione iniziale avviene per due strade parallele. La prima è un classico attacco ClickFix: la vittima trova un sito o un annuncio che simula un errore di sistema e la invita a “risolverlo” copiando e incollando un comando in una finestra di esecuzione (di solito PowerShell aperto tramite il prompt “Esegui” di Windows) — un pattern di social engineering che sta esplodendo in popolarità perché elude molti controlli antivirus basati su file, dato che non c’è alcun eseguibile scaricato in un primo momento.

La seconda strada è più insidiosa per un pubblico tecnico: repository GitHub che spacciano software legittimo. In un caso documentato da Kaspersky, un repository pubblicizzato come “SQL Server Management Studio” distribuiva in realtà una copia ricompilata di Audacity, il noto editor audio open source, con un impianto malevolo incorporato in una delle sue librerie. Il repository è rimasto attivo da fine marzo 2025 a giugno, tempo sufficiente per infettare sviluppatori e power user che scaricano software direttamente da GitHub confidando (a torto) nella reputazione della piattaforma come garanzia di autenticità del codice.

I numeri della campagnaAd oggi OkoBot ha colpito centinaia di vittime in oltre 25 paesi, con la concentrazione più alta in Brasile, Vietnam, Canada, Messico e Turchia — una geografia coerente con altre campagne di crimeware finanziario che privilegiano mercati con adozione crypto retail elevata e risposta delle forze dell’ordine relativamente più lenta rispetto a USA ed Europa occidentale. La campagna, secondo Kaspersky, è tuttora attiva al momento della pubblicazione della ricerca.

Due righe per i difensoriDiffidare sistematicamente da qualsiasi istruzione che chieda di copiare e incollare comandi in PowerShell o nel prompt “Esegui” per “risolvere un errore”: è la firma comportamentale di ClickFix, indipendentemente dal sito che la propone.

Scaricare software critico (wallet manager, tool di sviluppo) esclusivamente dai domini ufficiali dei vendor, verificando hash e firme digitali dei pacchetti anche quando la fonte sembra GitHub o un repository con molte stelle.

Trattare qualunque richiesta di inserimento della seed phrase come un evento anomalo per definizione: né Ledger né Trezor la richiedono mai via software per operazioni di routine. La seed phrase va scritta solo su supporto fisico, mai digitata su un computer connesso.

Monitorare, lato endpoint, connessioni SSH in uscita non autorizzate e port-forwarding anomali verso IP esterni, dato che l’intera catena OkoBot dipende da un tunnel SSH stabilito dal downloader iniziale.

Applicare application allow-listing sugli endpoint che gestiscono wallet crypto, impedendo l’iniezione di codice in processi Electron non firmati o modificati rispetto al binario ufficiale.

Indicatori di compromissione# Firme di rilevamento Kaspersky associate alla campagna OkoBot
Trojan-Downloader.Win32.TookPS.*
Trojan.Win64.BypassUAC.*
Trojan-Banker.Script.Agent.gen
Trojan.Win32.Dllhijack.*
Backdoor.Win32.TeviRat.*
Trojan-PSW.Win64.Stealer.*
Trojan-Spy.Win64.Keylogger.*
Trojan-Spy.Win64.Agent.*
Trojan.Win64.Agent.*

Comportamenti da monitorare (EDR/SOC)

  • Esecuzione PowerShell innescata da clipboard / dialogo "Esegui" (pattern ClickFix)
  • Installazione non richiesta di client SSH (es. OpenSSH) seguita da
    port-forwarding verso host esterno sconosciuto
  • Iniezione di codice in processi Ledger Live / Trezor Suite (Electron)
  • Hook di funzioni Electron in processi di wallet manager
  • Traffico SSH persistente in uscita su porte non standard verso
    infrastruttura non aziendale

Vettori di distribuzione noti

  • Repository GitHub che spacciano software legittimo (es. build
    trojanizzate di Audacity presentate come "SQL Server Management Studio")
  • Siti/annunci ClickFix che simulano errori di sistema o CAPTCHA falliti
    Fonte tecnica completa e IoC estesi: Securelist (Kaspersky GReAT)Il caso OkoBot conferma una tendenza che i team di threat intelligence osservano da tempo: i criminali informatici stanno spostando lo sforzo ingegneristico dal furto di credenziali generiche all’attacco mirato ai flussi applicativi di prodotti di sicurezza specifici — in questo caso i wallet hardware, pensati proprio per essere “air-gapped” e immuni al malware sul computer host. Iniettarsi nell’app companion anziché nel dispositivo fisico è un modo elegante per aggirare quella barriera senza doverla rompere davvero.
OkoBot ruba seed phrase da Ledger e Trezor OkoBot ruba seed phrase da Ledger e Trezor

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