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Vivo V80 è ufficiale: batteria da 7.200 mAh, display a 144Hz e tripla fotocamera firmata ZEISS

Vivo ha presentato ufficialmente il nuovo smartphone di fascia media V80, puntando su un display AMOLED a 144 Hz, una batteria particolarmente generos

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Vivo ha presentato ufficialmente il nuovo smartphone di fascia media V80, puntando su un display AMOLED a 144 Hz, una batteria particolarmente generosa da 7.200 mAh e un comparto fotografico sviluppato in collaborazione con ZEISS. Il modello, lanciato in India come variante globale, arriva con Android 17 e OriginOS 7, ma rispetto al predecessore Vivo V70 vede un downgrade su memoria e storage.

Display a 144 Hz e batteria maxi da 7.200 mAhIl Vivo V80 è equipaggiato con un pannello AMOLED da 6,59 pollici con risoluzione 1.5K (2.750 x 1.260 pixel) e refresh rate fino a 144 Hz, con una luminosità di picco dichiarata di 5.000 nit per una buona visibilità anche sotto il sole. La batteria raggiunge una capacità di 7.200 mAh, con ricarica rapida da 90W, pensata per garantire un’autonomia elevata nonostante lo schermo ad alta frequenza di aggiornamento.

Fotocamera ZEISS con teleobiettivo da 50MPSul retro, Vivo ha installato un sistema a tripla fotocamera sviluppato con ZEISS: il sensore principale da 50MP è un Sony LYTIA 700V con stabilizzazione ottica e una compensazione fino a 4,5 stop secondo lo standard CIPA. Completano la dotazione una ultragrandangolare ZEISS da 8MP e, soprattutto, un teleobiettivo ZEISS Night da 50MP con sensore Sony IMX882, zoom ottico 3x, stabilizzazione ottica e zoom digitale fino a 100x: una configurazione fotografica di tutto rispetto per un dispositivo di fascia media.

Snapdragon 7 Gen 4 invariato, ma memoria ridottaIl processore scelto è lo Snapdragon 7 Gen 4 a 4 nanometri, lo stesso già visto sul Vivo V70, quindi senza un salto prestazionale legato al chip. A differenziare negativamente il nuovo modello dal predecessore sono invece memoria e storage: 8GB di RAM LPDDR4X e storage UFS 3.1 (128, 256 o 512GB), contro i fino a 16GB di RAM LPDDR5X e lo storage UFS 4.1 del Vivo V70. Un passo indietro probabilmente legato al recente rincaro dei componenti di memoria, che ha spinto Vivo a contenere i costi di produzione.

Display AMOLED 6,59” 1.5K, refresh rate 144Hz, 5.000 nit di picco

Batteria da 7.200 mAh con ricarica rapida a 90W

Tripla fotocamera ZEISS: 50MP principale, 8MP ultragrandangolare, 50MP teleobiettivo

Snapdragon 7 Gen 4, invariato rispetto al Vivo V70

Certificazione IP68/IP69, lettore di impronte a ultrasuoni sotto il display

Prezzo e coloriVivo V80 è disponibile in India nelle colorazioni Horizon Blue, Sunrise Anthem e Stellar Black, con prezzi che partono da 62.999 rupie (circa 650 euro) e arrivano a 79.999 rupie per la configurazione più ricca di memoria. Per ora non sono stati annunciati piani di commercializzazione in Europa.

#android #snapdragon #vivo #fotocamera

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Xiaomi 18 Pro Max: doppia fotocamera da 200MP e la modalità Legendary Moment in stile Leica

Xiaomi 18 Pro Max, il cui arrivo sul mercato giapponese è già confermato, porta con sé un comparto fotografico completament

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Xiaomi 18 Pro Max, il cui arrivo sul mercato giapponese è già confermato, porta con sé un comparto fotografico completamente rinnovato: due sensori da 200MP per il modulo principale e per il teleobiettivo, affiancati da una nuova modalità di elaborazione chiamata ‘Legendary Moment’, pensata per ricreare l’estetica delle fotocamere e delle pellicole Leica direttamente dall’app fotocamera.

Legendary Moment: lo stile Leica a portata di scattoLa novità più interessante riguarda proprio Legendary Moment, una funzione basata sull’intelligenza artificiale che interviene su colore, profondità e sfocatura dello sfondo per simulare il risultato di una fotocamera dedicata. Sono disponibili diversi stili, tra cui una resa che richiama le fotocamere CCD, un effetto pellicola in bianco e nero e un look ispirato direttamente alle ottiche Leica, con la possibilità di scegliere anche lunghezze focali simulate da 35mm e 75mm. Non si tratta di un semplice filtro cromatico, ma di un tentativo di riprodurre l’intera resa visiva associata a una determinata focale. Xiaomi precisa che l’elaborazione non avviene interamente sul dispositivo: una parte del lavoro passa dal cloud, quindi la funzione non è pensata per operare offline al cento per cento. Il vantaggio, in compenso, è poter scegliere lo stile preferito direttamente in fase di scatto, senza dover ricorrere a un’app di editing esterna.

Doppio sensore da 200MP per il main e il teleSul fronte hardware, la fotocamera principale adotta un grande sensore da 200MP in formato 1/1,28 pollici, apertura f/1.67 e stabilizzazione ottica. Anche il teleobiettivo passa a un sensore da 200MP, abbinato a un’ottica periscopica che offre uno zoom ottico 3,2x equivalente a 75mm, con Xiaomi che promette fino a 12,8x di zoom lossless. Completa il comparto una ultra-grandangolare da 50MP, per un set a tre fotocamere tutte ad alta risoluzione.

La tecnologia LOFIC per le scene ad alto contrastoIl sensore principale integra anche la tecnologia LOFIC, pensata per limitare la saturazione nelle zone più luminose dell’immagine e preservare maggiori dettagli nelle alte luci. In scene con forte contrasto, ad esempio un esterno molto illuminato accanto a una zona in ombra, questa tecnologia dovrebbe ridurre il rischio di bruciare le parti chiare della foto. Più che puntare tutto sul numero di megapixel, Xiaomi sembra quindi voler bilanciare sensori di grandi dimensioni, elaborazione avanzata e stabilizzazione ottica per migliorare la qualità complessiva degli scatti.

Prezzo in Cina e disponibilità in ItaliaIn Cina, Xiaomi 18 Pro Max parte da 6.999 yuan, circa 165.000 yen al cambio citato dalle fonti giapponesi, pari a poco più di 900 euro al cambio attuale. Per i mercati internazionali non sono ancora stati annunciati prezzo e data di lancio, ma la conferma di un modello destinato al Giappone, con tutta probabilità compatibile con il sistema di pagamento FeliCa, lascia pensare a un lancio globale imminente che potrebbe includere anche l’Europa.

#android #xiaomi18 #fotocamera

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POCO F9 Ultra vs F8 Ultra: la fotocamera da 200MP non basta a battere il predecessore al buio

POCO F9 Ultra porta la fotocamera principale da 50MP a 200MP, un salto che sulla carta sembra una netta evoluzione rispetto al predecessore F8 Ultra.

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POCO F9 Ultra porta la fotocamera principale da 50MP a 200MP, un salto che sulla carta sembra una netta evoluzione rispetto al predecessore F8 Ultra. Il confronto diretto realizzato da NotebookCheck racconta però una storia più complessa: di giorno il nuovo modello cattura effettivamente più dettagli, ma in condizioni di scarsa illuminazione è il vecchio F8 Ultra a restare superiore.

Più megapixel ma sensore più piccoloIl sensore principale del POCO F9 Ultra misura 1/1,56 pollici, contro l’1/1,31 pollici del Light Fusion 950 da 50MP montato sull’F8 Ultra. In altre parole, nonostante i megapixel siano quadruplicati, il sensore del nuovo modello è fisicamente più piccolo, e quindi anche le singole celle fotosensibili risultano più piccole. Per compensare, POCO fa leva sul pixel binning, la tecnica che raggruppa i pixel per migliorare la resa in condizioni difficili. Cambia anche l’ottica: l’F8 Ultra utilizzava lenti in vetro, mentre l’F9 Ultra passa a sei elementi tutti in plastica, con una lunghezza focale equivalente che passa da 23mm a 24mm, leggermente più stretta.

Di giorno il nuovo sensore convinceNelle condizioni di luce diurna, secondo i test di NotebookCheck, le foto dei due modelli risultano simili a un primo sguardo, ma osservando i dettagli emergono differenze: l’F8 Ultra tende a un contrasto più marcato, mentre l’F9 Ultra riesce a catturare una quantità di dettaglio superiore, sia negli scatti standard da 12,5MP che in modalità ad alta risoluzione, dove l’F9 Ultra arriva fino a 200MP contro i 50MP massimi dell’F8 Ultra.

Di notte vince ancora il vecchio sensoreIl quadro si inverte quando la luce scarseggia. Il sensore più piccolo dell’F9 Ultra si fa sentire, e il distacco rispetto all’F8 Ultra diventa evidente: l’autofosuco fatica più spesso a trovare il punto giusto, mentre sull’F8 Ultra la messa a fuoco in condizioni di scarsa luce risulta più stabile. Anche il mirino in tempo reale si comporta diversamente, con l’F8 Ultra capace di mostrare un’anteprima più luminosa e leggibile prima dello scatto, un vantaggio diretto del sensore più grande.

I megapixel non sono tuttoIl confronto conferma una regola valida ormai da anni: il numero di megapixel da solo non basta a giudicare la qualità di una fotocamera. L’F9 Ultra guadagna terreno nella resa dei dettagli diurni, ma perde qualcosa in versatilità complessiva rispetto all’F8 Ultra, specialmente per chi scatta spesso di notte o in ambienti poco illuminati. Più che un’evoluzione netta, il passaggio a 200MP sembra quindi un cambiamento di equilibrio tra i punti di forza delle due fotocamere, da valutare in base alle proprie abitudini di scatto.

#android #poco #fotocamera

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