Vai al contenuto principale

#batteria

Pixel 6a a fuoco durante la ricarica: l’allarme dei consumatori in Giappone

L’agenzia giapponese per la protezione dei consumatori ha reso pubblico un caso di incendio legato a un [Google Pixel](https://androidiani.net/categor

Altro...

L’agenzia giapponese per la protezione dei consumatori ha reso pubblico un caso di incendio legato a un Google Pixel 6a (modello GA03714-JP), avvenuto durante la ricarica del dispositivo. L’episodio, risalente al 29 giugno 2025 ma reso noto solo il 4 settembre 2026, ha causato un’ustione lieve a una persona.

Rumore anomalo, poi le fiammeSecondo il rapporto ufficiale, il Pixel 6a era collegato a un cavo USB e un alimentatore di terze parti al momento dell’incidente. Durante la ricarica il telefono ha iniziato a emettere un rumore anomalo, per poi prendere fuoco, danneggiando sia il dispositivo che l’area circostante. Nell’incidente una persona ha riportato un’ustione, fortunatamente di lieve entità.

Causa del surriscaldamento ancora ignotaLe indagini condotte sul dispositivo indicano che a scatenare l’incendio sia stato un surriscaldamento anomalo delle celle della batteria agli ioni di litio. Tuttavia, a causa dei danni estesi subiti dalla batteria stessa, non è stato possibile risalire alla causa esatta del surriscaldamento. Le autorità precisano inoltre che, sebbene fossero in uso accessori di ricarica non originali, questo elemento da solo non permette di stabilire con certezza se il problema sia da attribuire al cavo, all’alimentatore o al telefono stesso.

I consigli per chi possiede un Pixel 6aLe batterie agli ioni di litio dei moderni smartphone sono generalmente sicure in condizioni normali d’uso, ma un malfunzionamento può portare a surriscaldamento o, nei casi più gravi, a un incendio. Per questo motivo, gli esperti raccomandano di prestare attenzione ad alcuni segnali durante la ricarica.

Interrompere subito la ricarica se il dispositivo si surriscalda in modo anomalo o emette rumori insoliti

Evitare di caricare lo smartphone per lunghi periodi senza sorveglianza, ad esempio durante la notte

Non caricare il telefono vicino a materiali infiammabili

Utilizzare sempre cavi e alimentatori di qualità certificata

Rivolgersi all’assistenza del produttore in caso di rigonfiamento della batteria o altri segnali di anomalia

Va precisato che il singolo episodio non permette di concludere che il Pixel 6a presenti un difetto sistemico. Tuttavia, l’accaduto è un utile promemoria per tutti gli utenti Android: qualsiasi comportamento anomalo di uno smartphone durante la ricarica, a prescindere dal modello, va preso sul serio. Chi utilizza da tempo un Pixel 6a e nota fenomeni sospetti farebbe bene a contattare il supporto Google prima di continuare a usare il dispositivo.

#sicurezza #google #android #pixel #batteria

0

Caricamento...

0
1

Caricamento...

Xiaomi espande il servizio di upgrade batteria: tocca anche a Xiaomi 14 Pro

Xiaomi sembra pronta ad ampliare ulteriormente il proprio servizio di sostituzione con batterie a capacità

Altro...

Xiaomi sembra pronta ad ampliare ulteriormente il proprio servizio di sostituzione con batterie a capacità maggiorata, pensato per dare nuova vita agli smartphone più datati. Le ultime informazioni indicano che il prossimo modello a beneficiarne sarà lo Xiaomi 14 Pro, disponibile finora sul solo mercato cinese, la cui batteria potrebbe presto essere sostituita con un’unità di capacità superiore rispetto a quella originale.

Da 4.880 a 5.140 mAh per lo Xiaomi 14 ProSecondo quanto riportato dal leaker Kacper Skrzypek su X, gli utenti cinesi potrebbero presto avere la possibilità di sostituire la batteria del loro Xiaomi 14 Pro passando dagli originali 4.880 mAh a una nuova unità da 5.140 mAh. Le informazioni, che sembrano provenire da riferimenti individuati all’interno del sistema, suggeriscono che per il modello saranno disponibili due diverse capacità di batteria tra cui scegliere.

L’incremento di 260 mAh non è, in termini assoluti, enorme. Ma per un dispositivo uscito ormai da diverso tempo, la cui batteria ha inevitabilmente perso parte della propria capacità originale, poter abbinare la sostituzione a un aumento reale della capienza rappresenta un’opportunità concreta per migliorare l’autonomia quotidiana.

Il precedente della serie Xiaomi 13Xiaomi offre già ufficialmente, sul mercato cinese, un servizio analogo per la serie Xiaomi 13. Non si tratta di una semplice sostituzione della batteria esausta con un’unità della stessa capacità, ma di un vero upgrade con componenti originali a maggiore densità energetica.

Xiaomi 13: da 4.500 a 4.850 mAh

Xiaomi 13 Pro: da 4.820 a 5.361 mAh

Xiaomi 13 Ultra: da 5.000 a 5.500 mAh

Il tutto senza modificare le dimensioni della scocca, grazie all’adozione di celle con densità energetica superiore: un’operazione di assistenza post-vendita che va ben oltre la semplice riparazione.

Un modo in più per allungare la vita dei top di gammaSe le indiscrezioni sullo Xiaomi 14 Pro verranno confermate, il programma di potenziamento batteria di Xiaomi continuerà quindi ad allargarsi ai modelli meno recenti. Con smartphone che, a livello di prestazioni, restano validi anche a distanza di anni, il vero limite all’uso prolungato resta spesso proprio il degrado della batteria. Poter contare su un servizio che non si limita a restituire l’autonomia originale, ma la migliora, è un incentivo in più a non cambiare telefono. Al momento l’iniziativa risulta attiva solo in Cina e non è chiaro se e quando potrà arrivare anche in Europa, ma resta da vedere se in futuro coinvolgerà anche l’intera serie Xiaomi 14.

#android #xiaomi #batteria

0

Caricamento...

0
1

Caricamento...

Batteria del futuro: 60mila ricariche e piena carica in 3 minuti, cosa significa per gli smartphone Android

Un team di ricercatori della Flinders University, in Australia, ha sviluppato un prototipo di batteria allo zinco-iodio capace di sopportare oltre 60m

Altro...

Un team di ricercatori della Flinders University, in Australia, ha sviluppato un prototipo di batteria allo zinco-iodio capace di sopportare oltre 60mila cicli di carica e scarica, con tempi di ricarica di appena tre minuti circa. Numeri che, se confermati su scala industriale, potrebbero rivoluzionare l’autonomia e la durata nel tempo delle batterie degli smartphone Android, oggi ancora dominate dalla tecnologia agli ioni di litio.

Numeri lontani anni luce dagli smartphone attualiVa precisato che il test non è stato condotto su una batteria di grandi dimensioni paragonabile a quelle utilizzate negli smartphone, ma su celle sperimentali di piccola scala. Il confronto con i dispositivi attuali resta comunque impressionante: la batteria del Galaxy Z Fold 8, ad esempio, è progettata per circa 1.200 cicli di carica, un valore cinquanta volte inferiore rispetto ai 60mila cicli raggiunti dal prototipo australiano.

Ipotizzando due ricariche complete al giorno, un simile numero di cicli corrisponderebbe teoricamente a circa 82 anni di utilizzo, anche se nella pratica capacità e degrado dipendono da molti altri fattori che renderebbero impossibile trasferire il dato direttamente su un prodotto reale.

Più sicurezza grazie alla base acquosaUn altro punto di forza della tecnologia riguarda la sicurezza. Trattandosi di una batteria a base d’acqua, il rischio di incendio o surriscaldamento legato agli elettroliti infiammabili tipici delle batterie al litio risulterebbe significativamente ridotto. Non è un dettaglio da poco per il settore mobile, che in passato ha dovuto affrontare casi eclatanti come quello del Galaxy Note 7.

La prossima sfida dopo le batterie al silicio-carbonioIl settore degli smartphone sta attualmente attraversando la transizione verso le batterie al silicio-carbonio, che offrono una densità energetica superiore rispetto al litio tradizionale ma presentano ancora margini di miglioramento in termini di cicli di vita e durata a lungo termine. Le batterie allo zinco-iodio potrebbero rappresentare un percorso alternativo per superare proprio questi limiti.

Restano però numerosi ostacoli prima di un possibile utilizzo commerciale: miniaturizzazione, densità energetica, prestazioni in uscita e costi di produzione su larga scala sono tutti aspetti ancora da affrontare. Per questo motivo è improbabile che gli smartphone Android possano adottare questa tecnologia nel breve periodo, ma il traguardo raggiunto dai ricercatori australiani rappresenta comunque un indizio interessante sulle possibili direzioni future dello sviluppo delle batterie mobile.

Oltre 60mila cicli di carica e scarica nei test di laboratorio

Ricarica completa in circa 3 minuti

Tecnologia a base d’acqua, potenzialmente più sicura del litio

Ancora in fase di ricerca, lontana dalla produzione su scala smartphone

#android #galaxy #batteria

0

Caricamento...

0
1

Caricamento...

Batterie allo stato solido per smartphone: svelato il meccanismo che ne limita la durata

Un nuovo studio scientifico segna un passo avanti importante verso l’adozione delle batterie allo stato solido su smartphone e veicoli elettrici. Un g

Altro...

Un nuovo studio scientifico segna un passo avanti importante verso l’adozione delle batterie allo stato solido su smartphone e veicoli elettrici. Un gruppo di ricerca ha infatti chiarito il meccanismo con cui i cosiddetti “dendriti”, formazioni che si sviluppano durante la ricarica, riescono a danneggiare l’elettrolita solido, uno dei principali ostacoli alla diffusione di questa tecnologia.

Perché le batterie allo stato solido non sono ancora diffuseA differenza delle attuali batterie agli ioni di litio, quelle allo stato solido utilizzano un elettrolita solido al posto di uno liquido, riducendo i rischi di perdite o incendi e promettendo maggiore densità energetica e ricariche più rapide. Il problema principale, però, è rappresentato proprio dai dendriti: strutture ramificate di litio metallico che, crescendo durante la ricarica, possono attraversare l’elettrolita solido e provocare un cortocircuito interno, fino a rendere la batteria inutilizzabile.

Come una struttura morbida riesce a rompere una ceramicaA risolvere il mistero è stato il Max Planck Institute for Sustainable Materials (MPI-SusMat), in Germania, con uno studio pubblicato sulla rivista Nature. Osservando le batterie in fase di ricarica sotto vuoto e a temperature molto basse, per escludere l’influenza di ossigeno, umidità e aria, i ricercatori hanno individuato il meccanismo esatto: la pressione generata dalla crescita del litio all’interno del dendrite crea microfratture nell’elettrolita ceramico, che il dendrite sfrutta per proseguire la propria espansione fino al cortocircuito.

Le prossime strade per contrastare il fenomenoChiarito il meccanismo, il team di ricerca sta ora valutando due possibili strategie: rendere l’elettrolita ceramico più resistente alle fratture, oppure proteggere la superficie dell’elettrodo di litio con uno strato dedicato per limitare la formazione stessa dei dendriti.

Uno smartphone che si ricarica ogni pochi giorni?Se applicata agli smartphone, questa tecnologia potrebbe tradursi in batterie più durature a parità di ingombro, avvicinando l’idea di un dispositivo capace di reggere diversi giorni con una sola carica. Samsung SDI, tra le aziende più attive su questo fronte, ha già dichiarato l’obiettivo di avviare la produzione di massa di batterie allo stato solido entro la fine del 2027. Restano da risolvere questioni legate a costi, durata nel tempo e velocità di ricarica, ma la scoperta rappresenta comunque un tassello importante per il futuro dell’autonomia dei dispositivi mobili.

#android #samsung #batteria

0

Caricamento...

0
1

Caricamento...