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Xiaomi 18 Pro conferma il display posteriore: la sfida ad HiLight di Pixel 11 è servita

Xiaomi ha ufficialmente teaserizzato la serie Xiaomi 18 Pro, confermando che il

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Xiaomi ha ufficialmente teaserizzato la serie Xiaomi 18 Pro, confermando che il display posteriore introdotto con la generazione precedente tornerà anche sul prossimo flagship. L’approccio che sfrutta il retro dello smartphone come spazio informativo aggiuntivo, già caratteristica distintiva di Xiaomi 17 Pro, prosegue quindi anche sulla nuova generazione.

Il teaser conferma il display posterioreNel video pubblicato da Xiaomi su Weibo si vede chiaramente un display integrato nella parte posteriore del dispositivo, con dimensioni che sembrano rimanere sostanzialmente invariate rispetto a Xiaomi 17 Pro. Questo suggerisce che l’evoluzione della serie 18 Pro potrebbe puntare più sull’ampliamento delle funzioni e dei servizi supportati che su un ingrandimento fisico del pannello. Dalle immagini si notano inoltre tre sensori fotografici e un flash posizionati sotto il display posteriore, oltre a un nuovo tasto fisico laterale.

Cosa può fare oggi il display posterioreSu Xiaomi 17 Pro, il pannello posteriore non era solo un vezzo estetico, ma offriva funzioni concrete: controllo della riproduzione musicale, mirino per gli scatti con la fotocamera principale, visualizzazione di orologio, sveglia, cronometro e timer, oltre a gestione delle chiamate, informazioni sui voli, notifiche di consegna e persino animali virtuali interattivi.

Controllo musica e mirino fotocamera

Orologio, sveglia, cronometro e timer

Gestione chiamate e notifiche di consegna

Informazioni sui voli

Animali virtuali interattivi

Con Xiaomi 18 Pro ci si aspetta un ampliamento di queste funzioni, magari con il supporto di servizi di terze parti come Google, Meta o Uber, che trasformerebbero il display posteriore da semplice widget dedicato a una vera e propria seconda schermata dello smartphone.

Un approccio diverso rispetto a HiLight di Pixel 11Il tema del retro come superficie informativa è di stretta attualità anche in casa Google, che con Pixel 11 ha introdotto HiLight, un sistema di LED posizionati sul retro del telefono. A differenza del display fisico di Xiaomi, HiLight non mostra immagini o testo, ma comunica tramite la luce notifiche e stati del dispositivo, puntando su semplicità e immediatezza piuttosto che sulla ricchezza di informazioni.

Le due filosofie restano quindi molto distanti: da un lato la versatilità del display posteriore di Xiaomi, dall’altro l’essenzialità luminosa di HiLight. Xiaomi 17 Pro non è mai arrivato sui mercati internazionali, restando un’esclusiva cinese: resta quindi da vedere se Xiaomi 18 Pro romperà questa tradizione, portando finalmente il display posteriore anche in Europa.

#android #pixel #xiaomi18 #pixel11 #xiaomi18pro

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Scopas Tang

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Scopas Tang

Scopas Tang

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Zoo Sign

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Zoo Sign

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Zoo

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Pixel, il vero problema non è la ricezione ma il consumo della batteria: lo dice un sondaggio

I Google Pixel sono da tempo associati a problemi di connettività, tra campo debole e velocità dei dati mob

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I Google Pixel sono da tempo associati a problemi di connettività, tra campo debole e velocità dei dati mobili altalenante. Un recente sondaggio condotto da Android Authority su oltre 3.100 utenti ribalta però questa percezione: il problema più segnalato non riguarda la qualità della connessione in sé, ma il consumo della batteria legato all’uso della rete mobile.

Il consumo della batteria batte tutti gli altri problemiSecondo i dati raccolti, il 21,5% degli utenti intervistati dichiara di non aver mai riscontrato problemi di connettività sui propri Pixel. Tra il restante 78,5%, però, la lamentela più diffusa è proprio il consumo eccessivo di batteria, indicato dal 38% circa dei rispondenti. Al secondo posto si piazza il campo debole, segnalato dal 31,1%, mentre solo il 9,5% lamenta una velocità dei dati mobili insoddisfacente.

Il sondaggio ha coinvolto un campione ampio ma non ha distinto tra i vari modelli della gamma Pixel né ha approfondito ulteriormente le cause, per cui non è possibile stabilire con certezza se il problema sia concentrato su specifici dispositivi o se riguardi l’intera line-up in modo trasversale.

Google corre ai ripari con il modem MediaTek su Pixel 11Non è la prima volta che la serie Pixel si trova ad affrontare critiche sul fronte della connettività: il Pixel 6 fu criticato per problemi di campo, mentre il Pixel 10 ha mostrato alcune difficoltà con Wi-Fi e Bluetooth. Proprio per questo motivo, con la serie Pixel 11 Google ha deciso di cambiare fornitore del modem, passando a un componente MediaTek al posto della soluzione Samsung utilizzata in precedenza.

I primi test pubblicati da Android Authority indicano miglioramenti nella ricezione in ambienti chiusi e nella velocità di download in 5G rispetto al Pixel 10, oltre a un consumo di batteria leggermente inferiore. Restano invece ancora indietro le prestazioni in upload e la ricezione negli ambienti esterni, dove il modem Samsung del Pixel 10 risulta ancora superiore.

Un tema da tenere d’occhio per i prossimi PixelIl cambio di modem sul Pixel 11 sembra quindi un passo nella giusta direzione, ma il sondaggio suggerisce che per Google la vera sfida futura non sarà solo migliorare la qualità del segnale, quanto piuttosto ridurre l’impatto della connettività mobile sull’autonomia complessiva del dispositivo, un aspetto che finora sembra aver pesato più di ogni altro sull’esperienza degli utenti Pixel.

#android #pixel #bug #pixel11

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River Tree

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River Tree

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#photography #blackandwhite #blackandwhitephotography #photographyisart #outside #walkabout #shotonpixel #pixelphotography #googlepixel #pixel11 #pixel11pro #bigriver #pixel11proxl #ruralmissouri #rivertree #falltree

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Another snapshot from my little „getaway" in Stuttgart -> the TV tower.
We got lucky with the weather and the visibility was excellent too.

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Another snapshot from my little „getaway" in Stuttgart -> the TV tower.
We got lucky with the weather and the visibility was excellent too.

Looking straight up at the Stuttgart TV Tower: the slim white concrete shaft rises steeply into a blue sky dotted with small white puffy clouds. At the top sits the distinctive tower basket with its observation deck.

#photography #stuttgart #pixel11 #tvtower

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Tensor G6 divide gli utenti Pixel 11: cosa dovrà cambiare il futuro Tensor G7?

Il Tensor G6, il chip che equipaggia gli attuali Google Pixel 11, sta generando pareri contrastanti tra gli

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Il Tensor G6, il chip che equipaggia gli attuali Google Pixel 11, sta generando pareri contrastanti tra gli utenti. Se da un lato Google rivendica importanti miglioramenti rispetto al precedente Tensor G5 su navigazione web, apertura delle app ed elaborazione legata al machine learning, dall’altro le prestazioni pure e quelle in ambito gaming restano indietro rispetto ai chip concorrenti di fascia alta.

Efficienza sì, ma non tutti sono convintiUn sondaggio condotto da Android Authority tra i propri lettori, con oltre 2.800 risposte, mostra un quadro diviso: il 30,5% degli utenti dichiara di preferire l’efficienza energetica rispetto alla potenza di calcolo, mentre il 34,3%, una quota leggermente superiore, vorrebbe invece prestazioni pure più elevate. Solo il 15,7% ritiene che il Tensor G6 abbia trovato un buon equilibrio tra le due esigenze.

Il dibattito tra prestazioni ed efficienzaDiversi utenti sostengono che, pur con prestazioni non al top, l’efficienza del Tensor G6 rappresenti comunque un aspetto positivo. Altri affermano di non essere infastiditi da un divario prestazionale rispetto alla concorrenza, mentre una parte dei rispondenti sottolinea come una maggiore potenza di base garantirebbe più margine nel tempo, anche senza puntare al primato assoluto nei benchmark. Circa un quinto degli intervistati preferisce attendere i risultati dei benchmark prima di esprimere un giudizio definitivo sul chip.

Per Tensor G7 il pubblico chiede più efficienza, non più potenzaInteressante anche il secondo sondaggio, dedicato alle aspettative sul futuro Tensor G7, che ha raccolto oltre 1.400 risposte: il 43% degli utenti chiede soprattutto maggiore efficienza energetica, contro il 30,3% che vorrebbe invece una CPU più veloce. Un dato che sorprende, considerando che proprio le prestazioni pure erano state la richiesta prevalente per il Tensor G6.

La strada tracciata da Google resta quella dell’IA e dell’efficienzaIl Tensor G6 conferma quindi la strategia di Google, più orientata verso funzioni di intelligenza artificiale e integrazione software che verso il primato nei benchmark puri. Una scelta che rende la valutazione dei Pixel 11 meno immediata rispetto a un semplice confronto numerico, ma che resta comunque sotto la lente di chi cerca anche prestazioni elevate in un flagship.

Resta ora da vedere come Google bilancerà queste richieste contrastanti nel prossimo Tensor G7, mantenendo la propria impronta orientata all’IA e all’efficienza, ma provando magari a colmare almeno in parte il divario di prestazioni pure segnalato da una parte consistente degli utenti Pixel.

#google #android #pixel #pixel11

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GrapheneOS su Pixel 11: torna la speranza grazie al supporto hardware per l’MTE

Il progetto GrapheneOS, tra i sistemi operativi Android più attenti alla privacy e alla sicurezza, aveva recentemente messo in dubbio la possibilità d

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Il progetto GrapheneOS, tra i sistemi operativi Android più attenti alla privacy e alla sicurezza, aveva recentemente messo in dubbio la possibilità di supportare i nuovi Google Pixel 11, arrivando persino a sconsigliarne l’acquisto. L’analisi dell’ultimo firmware ha però rivelato che l’hardware dei Pixel 11 include il supporto al Memory Tagging Extension (MTE), riaprendo la strada a un possibile supporto futuro.

Il dubbio nato dall’assenza apparente dell’MTEFino a pochi giorni fa, GrapheneOS riteneva che i Pixel 11 non disponessero del supporto hardware necessario per l’MTE, una funzione di sicurezza pensata per individuare accessi illeciti alla memoria e contrastare vulnerabilità come buffer overflow e use-after-free. Per questo motivo il progetto aveva pubblicato un avviso che sconsigliava l’acquisto dei nuovi Pixel a chi cercava un dispositivo pienamente compatibile con GrapheneOS.

La svolta grazie ad Android 17 QPR2 Beta 4La situazione è cambiata dopo l’analisi della Beta 4 di Android 17 QPR2, rilasciata da Google per i Pixel 11. Gli sviluppatori di GrapheneOS hanno individuato riferimenti che confermano la presenza dell’hardware necessario per l’MTE, suggerendo che la funzione fosse semplicemente disattivata a livello software o firmware, e non assente dal punto di vista fisico.

Restano dubbi sulle prestazioniIl ritrovamento non equivale però a una conferma di supporto ufficiale. Secondo gli sviluppatori, l’implementazione dell’MTE sui Pixel 11 potrebbe essere solo “minima”, con dubbi in particolare sulle prestazioni: la cache della CPU dedicata all’accelerazione dell’MTE sembrerebbe infatti ridotta rispetto ad altre soluzioni, il che potrebbe comportare un impatto significativo sulle performance quando la funzione viene attivata. Questo potrebbe anche spiegare perché Google abbia scelto di non attivarla di default nel firmware standard.

I test proseguonoGli sviluppatori stanno ora testando metodi per aggirare le limitazioni software e abilitare l’MTE, ad esempio modificando l’allocazione della memoria all’avvio e utilizzando kernel personalizzati che ignorino i vincoli imposti dal firmware ufficiale. Solo al termine di questi test sarà possibile stabilire se i Pixel 11 potranno essere ufficialmente supportati da GrapheneOS.

Al momento nulla è ancora deciso, in un senso o nell’altro. Ma rispetto a pochi giorni fa, quando l’assenza di MTE sembrava escludere del tutto i Pixel 11, la situazione è decisamente migliorata per chi spera di poter installare GrapheneOS su questi dispositivi.

#google #privacy #android #pixel #pixel11

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Dried Up

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Dried Up

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#photography #photographyisart #outside #walkabout #coloredit #colorpreset #shotonpixel #pixelphotography #googlepixel #pixel11 #cracked #pixel11pro #pixel11proxl #dried #driedmud #crackedmud #rivermud #ruralmissouri

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Pixel 11 Long Exposure

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Pixel 11 Long Exposure

Pixel 11 Long Exposure

#photography #photographyisart #outside #walkabout #coloredit #colorpreset #shotonpixel #pixelphotography #googlepixel #longexposurephotography #pixel11 #pixel11pro #bigriver #pixel11longexposure #rapids #pixel11proxl

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Se vuoi utilizzare GrapheneOS, non acquistare il Pixel 11. Rimani sul Pixel 10 o attendi l'uscita dei modelli Motorola

[Se vuoi utilizzare GrapheneOS, non acquistare il Pixel 11. Rimani sul Pixel 10 o attendi l'uscita dei modelli Motorola](https://x.com/GrapheneOS/stat

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Se vuoi utilizzare GrapheneOS, non acquistare il Pixel 11. Rimani sul Pixel 10 o attendi l'uscita dei modelli Motorola

ha rimosso il MTE dal . Il Memory Tagging Extension è una protezione hardware di ARM che rileva le corruzioni della memoria al momento dell'accesso. lo utilizza ovunque: nel kernel, nella quasi totalità dei processi di sistema e in una parte delle applicazioni di terze parti. È la sua migliore barriera contro gli exploit remoti (=software spia)

Dopo una settimana di lavoro, abbiamo effettuato un porting parziale di GrapheneOS sulla serie Pixel 11. Non siamo riusciti a completare il porting a causa della mancanza di supporto per l'hardware memory tagging (MTE) di ARM a livello software, firmware e quasi certamente anche hardware. Sembra che Google abbia eliminato un'importante funzionalità di sicurezza per risparmiare....

Sconsigliamo vivamente l'acquisto di dispositivi Pixel 11. Pixel 8, 9 e 10 offrono una sicurezza complessiva molto migliore per GrapheneOS. Pixel 10 è più economico e offre hardware e MTE simili. Il processore Titan M3 di Pixel 11 dovrebbe migliorare la sicurezza BFU per gli utenti senza una passphrase complessa, ma la perdita dell'MTE compromette la sicurezza AFU. Non abbiamo ancora deciso come affrontare questa situazione. Potrebbe essere meglio per noi saltare la serie Pixel 11 e concentrarci completamente sui prossimi dispositivi Motorola.

https://x.com/GrapheneOS/status/2093731615243411862

@informatica@feddit.it

#google #grapheneos #pixel11

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Pixel 11, il nuovo modem MediaTek migliora rete e autonomia (ma non è perfetto)

Per anni i Pixel di Google sono stati penalizzati da una ricez

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Per anni i Pixel di Google sono stati penalizzati da una ricezione di rete non sempre all’altezza della concorrenza, con problemi di consumo della batteria e surriscaldamento spesso attribuiti al modem. Con la serie Pixel 11, Google ha cambiato strategia passando dal modem Exynos di Samsung a un nuovo modem MediaTek, nella speranza di lasciarsi alle spalle questi difetti storici. Un test comparativo tra Pixel 11 Pro e Pixel 10 Pro conferma che la strada intrapresa sembra quella giusta, anche se il nuovo modem non vince su tutti i fronti.

5G più stabile dove il segnale è deboleIl test, condotto con la stessa SIM su entrambi i telefoni e Wi-Fi disattivato, ha misurato la potenza del segnale in tre condizioni diverse: area interna con segnale debole, area con segnale normale e ambiente esterno. Nell’area interna con ricezione scarsa, il Pixel 11 Pro ha mantenuto la connessione 5G a -99 dBm, mentre il Pixel 10 Pro è sceso al 4G a -101 dBm. Anche nell’area con segnale normale il Pixel 11 Pro ha registrato valori leggermente migliori. All’aperto, dove il segnale è forte, è stato invece il Pixel 10 Pro a ricevere un segnale più intenso: il nuovo modem, quindi, non è superiore in assoluto, ma dimostra un vantaggio proprio dove serve di più, cioè nelle condizioni di ricezione difficile.

Download fino al 22% più veloceSul fronte della velocità, il Pixel 11 Pro ha mostrato un vantaggio costante in download. All’aperto la media è stata di 671 Mbps contro i circa 593 Mbps del Pixel 10 Pro, circa il 13% in più, con ping leggermente più basso e risultati più costanti. Il divario è cresciuto negli ambienti interni, dove il segnale è tipicamente più debole: qui il Pixel 11 Pro ha raggiunto circa 493 Mbps contro i 405 Mbps del Pixel 10 Pro, un miglioramento di circa il 22%. In upload, però, la tendenza si è invertita, con il Pixel 10 Pro leggermente più veloce sia dentro che fuori casa: il nuovo modem, insomma, non porta benefici uniformi su ogni parametro.

Consumi ridotti in streaming, ma serve conferma nel lungo periodoGoogle sostiene che il nuovo modem sia più efficiente anche dal punto di vista energetico. Per verificarlo, il test ha incluso 30 minuti di riproduzione dello stesso video YouTube in 1080p a 60 fps con HDR, usando solo la connessione dati mobile. Il Pixel 11 Pro ha consumato il 3% di batteria, contro il 5% del Pixel 10 Pro. Si tratta di un test breve, e i consumi dipendono anche da altri componenti oltre al modem, ma il risultato va comunque nella direzione di un miglioramento dell’autonomia in mobilità.

Nel complesso, il passaggio al modem MediaTek sembra un cambiamento nella direzione giusta per la serie Pixel 11: 5G più stabile in condizioni difficili, download più veloci sia in casa che fuori, e consumi più contenuti durante lo streaming video. Resta da capire come si comporterà nel lungo periodo e su reti e operatori diversi, ma per chi ha sempre lamentato problemi di ricezione e autonomia sui Pixel, la nuova generazione sembra offrire finalmente un passo avanti concreto.

#google #android #pixel #pixel11

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Pixel 11 e Pixel 9, segnalati crash improvvisi delle app: ecco come provare a risolvere

Diversi utenti della nuova serie Pixel 11 segnalano chiusure improvvise delle applicazioni, un problema che

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Diversi utenti della nuova serie Pixel 11 segnalano chiusure improvvise delle applicazioni, un problema che secondo alcune testimonianze coinvolgerebbe anche modelli precedenti come il Pixel 9. Al momento la causa non è nota, e sembra che anche Google stia seguendo da vicino le segnalazioni arrivate dagli utenti.

App che si chiudono da sole, anche su Pixel 9Secondo le segnalazioni raccolte su Reddit, i modelli Pixel 11, Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL sarebbero soggetti a chiusure improvvise delle app in uso. Il problema si presenta in modo incostante: in alcuni casi l’app si chiude dopo alcuni minuti di utilizzo, in altri il crash avviene subito dopo l’apertura. Nello stesso filone di discussione, alcuni utenti riferiscono lo stesso comportamento anche su Pixel 9, un dettaglio che suggerisce come il problema possa non essere legato all’hardware specifico della serie Pixel 11, ma piuttosto a un bug software o a incompatibilità con alcune app.

Google Foto e Spotify tra le app coinvolteLe app interessate non sembrano seguire uno schema preciso. Alcuni utenti segnalano crash frequenti su Google Foto, in particolare durante la modifica delle immagini, mentre su Spotify alcuni riferiscono un comportamento ancora più insolito: la riproduzione salta automaticamente al brano successivo senza alcun intervento dell’utente. Al momento non è chiaro quanti utenti siano effettivamente colpiti né quanto sia esteso il fenomeno, e non tutti i possessori di Pixel 11 riscontrano il problema.

Google consiglia di provare la modalità provvisoriaGoogle è intervenuta nella discussione su Reddit, suggerendo agli utenti di avviare il telefono in modalità provvisoria per verificare se il problema dipenda da app di terze parti. Se in modalità provvisoria i crash non si verificano, la causa potrebbe essere una delle app installate, e in tal caso Google consiglia di disinstallarle una alla volta per individuare quella responsabile. Alcuni utenti riferiscono invece di aver risolto il problema iscrivendosi al programma beta di Google System Services e aggiornando all’ultima versione beta disponibile, anche se non è garantito che questa soluzione funzioni su tutti i dispositivi.

La serie Pixel 11 è arrivata sul mercato da poco, e le segnalazioni di crash casuali delle app si aggiungono ad altri problemi già emersi nei primi giorni di utilizzo. Non è ancora chiaro se la causa sia da attribuire a singole app o a un problema più generale del sistema, e resta da vedere se e quando Google fornirà una spiegazione ufficiale o un aggiornamento correttivo.

#google #android #pixel #bug #pixel11 #googlefoto

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Pixel 11, audio rovinato dal rumore nei video con Video Boost attivo

Alcuni possessori della nuova serie Pixel 11 segnalano un fastidioso problema durante le riprese video: un

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Alcuni possessori della nuova serie Pixel 11 segnalano un fastidioso problema durante le riprese video: un rumore improvviso che si inserisce nella traccia audio, rovinando la qualità del filmato. Il difetto sembra manifestarsi quando è attiva la funzione Video Boost di Google, e si aggiunge alle altre segnalazioni di instabilità già emerse nei primi giorni di vita dei nuovi Pixel, come i crash delle app.

Rumore ogni 5 secondi con Video Boost attivoSecondo una segnalazione pubblicata su Reddit, un utente in possesso di un Pixel 11 Pro XL ha ripreso un video durante un evento per testare la fotocamera, accorgendosi in seguito che la traccia audio presentava un forte rumore ogni cinque secondi circa. Il problema si è verificato solo nei video girati con Video Boost attivo, la funzione introdotta a partire da Pixel 8 Pro che migliora colore, luminosità, stabilizzazione e resa nelle scene poco illuminate elaborando il filmato sui server di Google prima di restituirlo corretto sul telefono. È proprio in questa fase di elaborazione remota che potrebbe nascondersi l’origine del difetto, anche se al momento la causa esatta non è confermata.

Lo zoom audio tra i possibili indiziatiNello stesso thread, diversi altri utenti Pixel 11 hanno confermato di riscontrare lo stesso problema, e alcuni ipotizzano che la causa sia collegata alla funzione di zoom audio, pensata per enfatizzare il suono del soggetto inquadrato durante lo zoom riducendo il rumore ambientale circostante. L’utente che ha segnalato per primo il problema ha dichiarato che, dopo aver svuotato la cache dell’app fotocamera e disattivato lo zoom audio, i video successivi girati con Video Boost non presentavano più anomalie nell’audio. Non è chiaro, tuttavia, se questo rimedio funzioni per tutti gli utenti colpiti o se si tratti solo di un miglioramento temporaneo.

Meglio fare attenzione nelle riprese importantiVideo Boost è una delle funzioni fotografiche più apprezzate della serie Pixel, quindi un difetto che introduce rumore periodico nell’audio può diventare un problema serio in occasioni irripetibili come viaggi o eventi. Al momento Google non ha rilasciato alcuna comunicazione ufficiale sul problema, né sono note tempistiche per un’eventuale correzione via software, e non è chiaro quanto sia diffuso il fenomeno tra gli utenti della serie Pixel 11.

Se si utilizza Video Boost su Pixel 11, meglio controllare l’audio dei video prima di riprese importanti

Disattivare lo zoom audio potrebbe ridurre il rischio di rumore, secondo alcune segnalazioni

Svuotare la cache dell’app fotocamera è un altro passaggio suggerito da chi ha già riscontrato il problema

Dal lancio, la serie Pixel 11 ha già raccolto diverse segnalazioni di bug, e resta da vedere se Google riuscirà a risolvere questi problemi tramite futuri aggiornamenti software.

#google #android #pixel #bug #pixel11

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Pixel 11 Pro è il preferito dagli utenti: il sondaggio che boccia il prezzo dell’intera gamma

Appena lanciata, la serie Pixel 11 sta già facendo discutere gli appassionati Android. Un sondaggio condott

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Appena lanciata, la serie Pixel 11 sta già facendo discutere gli appassionati Android. Un sondaggio condotto da GSMArena tra migliaia di utenti ha messo a confronto i quattro modelli della gamma, Pixel 11, Pixel 11 Pro, Pixel 11 Pro XL e Pixel 11 Pro Fold, rivelando un chiaro favorito: il Pixel 11 Pro, ma anche una diffusa insoddisfazione per i prezzi dell’intera famiglia.

Il Pixel 11 Pro conquista il pubblicoTra i quattro modelli, il Pixel 11 Pro si è imposto come la scelta preferita degli utenti intenzionati all’acquisto, raccogliendo consensi vicini alla somma dei voti ottenuti da Pixel 11 e Pixel 11 Pro XL messi insieme. Circa un intervistato su cinque si è detto propenso all’acquisto di questo modello, segno di un forte interesse verso un formato compatto ma dotato delle funzioni della gamma Pro.

Il prezzo resta il grande ostacoloNonostante l’apprezzamento per il prodotto, il costo elevato emerge come il principale freno all’acquisto in tutta la gamma. Molti utenti hanno dichiarato di voler attendere le recensioni prima di sbilanciarsi, segno che il giudizio definitivo dipenderà molto dalle prime prove sul campo.

Pro XL bene, ma penalizzato dal costoIl Pixel 11 Pro XL si piazza al secondo posto in termini di gradimento. Il modello con schermo più grande convince per qualità costruttiva e dotazione hardware, ma anche in questo caso il prezzo elevato spinge diversi utenti a rimandare l’acquisto in attesa di sconti o promozioni.

Il modello base non sfiguraIl Pixel 11 standard, pur classificandosi terzo nella popolarità complessiva della serie, registra singolarmente una percentuale di intenzione d’acquisto superiore a quella del Pro XL. Essendo il modello più economico della gamma, resta comunque penalizzato dal fatto che una parte consistente degli intervistati lo giudica ancora troppo costoso.

Pixel 11 Pro Fold, l’interesse resta limitatoIl risultato più netto riguarda il pieghevole Pixel 11 Pro Fold, che raccoglie il gradimento più basso tra i quattro modelli. Alcuni utenti si dichiarano semplicemente poco interessati ai pieghevoli in generale, mentre altri preferirebbero orientarsi verso pieghevoli di altri produttori a parità di budget.

1° posto per gradimento: Pixel 11 Pro

2° posto: Pixel 11 Pro XL

3° posto: Pixel 11

4° posto: Pixel 11 Pro Fold

Il dato più rilevante resta comunque trasversale a tutta la gamma: il prezzo, più del design o delle specifiche tecniche, sembra essere il fattore che più di tutti condizionerà il successo commerciale della famiglia Pixel 11.

#google #android #pixel #pixel11

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Pixel Camera 11 si rinnova: nuovo accesso rapido e modalità di avvio personalizzabile

L’app fotocamera dei nuovi Google Pixel 11 introduce alcune novità pensate per rendere più comoda l’esperie

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L’app fotocamera dei nuovi Google Pixel 11 introduce alcune novità pensate per rendere più comoda l’esperienza di scatto quotidiana. Tra le modifiche più evidenti spicca il restyling dei controlli di accesso rapido, oltre a una nuova funzione che permette di scegliere quale modalità aprire per prima all’avvio della fotocamera.

Controlli rapidi in stile ghieraLa barra di accesso rapido di Pixel Camera 11, utilizzata per regolare parametri come messa a fuoco ed esposizione, abbandona il tradizionale slider orizzontale per adottare un design più compatto in stile ghiera. Tra le impostazioni regolabili figurano messa a fuoco, Looks, esposizione, ombre, bilanciamento del bianco, tempo di scatto e ISO.

Google ha introdotto anche un menu dedicato nelle impostazioni dell’app per personalizzare quali opzioni mostrare nell’accesso rapido. Va però segnalato che la funzione è disattivata di default e, una volta attivata, i controlli non restano sempre visibili: basta un tocco sul mirino per farli comparire ai lati dello schermo, mantenendo così l’interfaccia di scatto pulita, anche se meno immediata da scoprire per chi non conosce la novità.

Una modalità di avvio a scelta dell’utenteLa seconda novità riguarda la modalità con cui si apre l’app all’avvio. Finora la fotocamera si apriva sempre in modalità foto, mentre con Pixel Camera 11 sarà possibile impostare come predefinita anche la modalità video oppure “Magic Capture”.

La preferenza viene rispettata sia avviando l’app dall’icona sia tramite le scorciatoie rapide, come il doppio tocco sul tasto di accensione, riducendo un passaggio per chi utilizza spesso la registrazione video. Al momento “Magic Capture” come modalità di avvio è disponibile solo sui modelli della serie Pixel 11.

Possibile arrivo su Pixel più datatiLe due novità sono per ora confermate solo sulla serie Pixel 11, ma Google in passato ha spesso esteso in un secondo momento le funzioni della fotocamera anche ai modelli precedenti. Mentre “Magic Capture” dipende in parte dalla potenza hardware disponibile, funzioni più legate al software come l’accesso rapido rinnovato e la modalità di avvio personalizzabile hanno maggiori probabilità di sbarcare anche su altri Pixel.

Nuovi controlli rapidi in stile ghiera (disattivati di default)

Modalità di avvio personalizzabile: foto, video o Magic Capture

“Magic Capture” disponibile solo su Pixel 11 per ora

Possibile estensione futura ai modelli Pixel precedenti

Non si tratta di funzioni rivoluzionarie, ma di piccoli accorgimenti che migliorano la comodità d’uso quotidiana per chi scatta e riprende spesso con il proprio Pixel.

#google #android #pixel #pixel11

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Pixel 11 Pro Fold al crash test: si piega ancora, ma niente più batterie in fiamme

Il consueto appuntamento con i test di resistenza estrema targati JerryRigEverything ha coinvolto anche il nuovo pieghevole di [Google](https://androi

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Il consueto appuntamento con i test di resistenza estrema targati JerryRigEverything ha coinvolto anche il nuovo pieghevole di Google, il Pixel 11 Pro Fold. Il verdetto è a due facce: il dispositivo cede ancora durante la prova di piegatura, ripetendo un punto debole già visto nelle generazioni precedenti, ma questa volta senza il grave incidente della batteria che aveva caratterizzato il test dello scorso anno sul Pixel 10 Pro Fold.

La prova di piegatura si conferma il tallone d’AchilleCome da tradizione, la prova più severa arriva nella parte finale del test, quando il dispositivo viene sottoposto a una forte pressione di piegatura in senso contrario alla sua normale apertura. Anche il Pixel 11 Pro Fold non ha retto, cedendo in corrispondenza della zona dell’antenna, lo stesso punto debole già osservato nelle precedenti generazioni di Pixel Fold.

Il cedimento è stato tale da permettere lo smontaggio del dispositivo a mani nude, senza l’ausilio di attrezzi: il pannello frontale si è staccato con la piegatura, mentre anche quello posteriore è risultato relativamente semplice da rimuovere.

Niente più batterie in fiammeLa buona notizia riguarda proprio la batteria: a differenza di quanto accaduto lo scorso anno con il Pixel 10 Pro Fold, che durante un test analogo aveva preso fuoco in modo del tutto inatteso, il Pixel 11 Pro Fold non ha mostrato alcun principio di incendio nonostante il danneggiamento strutturale, un segnale che Google potrebbe aver rivisto la protezione interna della cella.

Schermo esterno più resistente ai graffiTra le note positive spicca anche il comportamento del display esterno, protetto da un materiale ceramico che si è dimostrato decisamente più resistente ai graffi rispetto agli smartphone tradizionali. Nei test con punte di durezza fino al livello 6 della scala Mohs, lo schermo ha mostrato segni minimi, mentre solo al livello 7 sono comparsi graffi più profondi, un risultato comunque superiore rispetto alla media del settore.

Scocca posteriore più fragile del previstoMeno convincente il comportamento del pannello posteriore, realizzato in un composito a base di fibra e vetro: nel test con la lama, il materiale si è graffiato con relativa facilità, mostrando un comportamento più simile a una plastica robusta che a un vetro tradizionale, probabilmente una scelta legata alla necessità di contenere il peso del dispositivo.

Cedimento strutturale confermato durante la piegatura inversa

Nessun principio di incendio della batteria, a differenza del Pixel 10 Pro Fold

Display esterno ceramico, resistente fino a graffi di durezza Mohs 6

Scocca posteriore facilmente graffiabile, simile a plastica robusta

Nel complesso, il Pixel 11 Pro Fold mostra progressi importanti sul fronte della sicurezza rispetto al predecessore, pur confermando che la robustezza strutturale resta ancora la sfida più difficile da risolvere per Google nella categoria dei pieghevoli.

#android #pixel #pixelfold #pixel11

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Pixel 11 Pro, la GPU crolla del 90% sotto stress: è throttling termico voluto?

Una serie di benchmark condotti sul Pixel 11 Pro suggerisce che [Google](https://androidiani.net/category/g

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Una serie di benchmark condotti sul Pixel 11 Pro suggerisce che Google stia applicando un controllo molto aggressivo sulle prestazioni della GPU. In alcuni test, quando il dispositivo raggiunge temperature elevate, il punteggio grafico crolla fino a un decimo del valore registrato a freddo: un comportamento che sembra frutto di una scelta precisa per contenere il surriscaldamento, storico tallone d’Achille della serie Tensor.

Nel 3DMark, peggio del Pixel 10 ProNel test di stress 3DMark Wildlife Extreme, il Pixel 11 Pro riesce a mantenere temperature relativamente contenute, ma il punteggio GPU risulta inferiore a quello ottenuto da Pixel 10 Pro e Pixel 10 Pro XL. Un risultato sorprendente, considerando che il nuovo Tensor G6 dovrebbe teoricamente offrire prestazioni superiori rispetto alla generazione precedente: tutto lascia pensare che, per evitare il surriscaldamento, Google abbia scelto di limitare in modo importante il funzionamento della GPU, più che un limite reale del chip.

Con AnTuTu il calo sfiora il 90%Un secondo benchmark, condotto con AnTuTu, conferma la tendenza in modo ancora più netto. A basse temperature il Pixel 11 Pro ottiene un punteggio GPU di 414.765 punti; una volta raggiunti i 36,7 gradi, il punteggio precipita a 40.362, un calo di circa il 90%. Si tratta di una riduzione molto marcata anche per gli standard del settore, e può penalizzare in modo evidente gli utilizzi che richiedono un carico prolungato su CPU e GPU, come il gaming intenso.

La CPU tiene meglio, poco impatto nell’uso quotidianoDiverso il discorso per la CPU, che secondo gli stessi test non mostra variazioni significative di prestazioni al variare della temperatura. Questo suggerisce che il controllo termico più severo sia circoscritto alla componente grafica, lasciando relativamente indenne l’esperienza d’uso quotidiana, fatta soprattutto di app e operazioni non intensive dal punto di vista grafico.

Prestazioni reali contro benchmark: la strategia di GoogleIl problema del surriscaldamento accompagna la serie Tensor fin dai tempi del Pixel 6, e con il Tensor G6 sembra che Google abbia scelto di privilegiare temperature più contenute a scapito del punteggio nei benchmark sintetici. Le prime recensioni che hanno messo alla prova il Pixel 11 Pro nell’uso quotidiano non segnalano particolari rallentamenti, coerentemente con la linea che Google porta avanti da tempo: puntare sull’esperienza reale dell’utente più che sul semplice picco prestazionale misurato dai software di benchmark.

#android #pixel #pixel11

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Pixel 11: giochi come Genshin Impact ingiocabili, colpa della GPU Tensor G6?

I nuovi Pixel 11 stanno facendo discutere online per un problema decisamente scomodo per una serie di flags

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I nuovi Pixel 11 stanno facendo discutere online per un problema decisamente scomodo per una serie di flagship Google: diversi titoli mobile molto popolari risultano ingiocabili o afflitti da pesanti cali di frame rate. Su Reddit e su vari canali YouTube tecnici si moltiplicano le segnalazioni, che indicano nella nuova GPU PowerVR del chip Tensor G6 la probabile causa del malfunzionamento.

Schermate rosa e frame rate a picco per Genshin ImpactIl caso più discusso riguarda Genshin Impact di HoYoverse: su Pixel 11 il gioco mostrerebbe uno schermo completamente rosa o violaceo, rendendo di fatto impossibile giocare. Non è un episodio isolato: anche Fortnite, Wuthering Waves e Neverness to Everness soffrirebbero di scatti pesanti e cali drastici del frame rate, persino impostando la grafica al minimo dettaglio.

I video di verifica confermano il problemaDiversi creator tecnici hanno documentato il bug con video dettagliati. Il canale Tech Spurt mostra Genshin Impact virare su tonalità rosa e viola, mentre Wuthering Waves scende a un frame rate a singola cifra, quasi uno slideshow. TechOdyssey ha ripreso gli stessi artefatti su Genshin e vistosi scatti su Fortnite, definendo "un problema serio" il fatto che un flagship da oltre 1.300 dollari offra prestazioni peggiori di smartphone di generazioni precedenti. Il canale NL Tech ha invece messo l’accento sull’aspetto tecnico, sottolineando come gli sviluppatori di giochi stiano riducendo il supporto ufficiale alle GPU PowerVR e come la generazione delle shader cache non funzioni correttamente, causando stuttering e crash.

Il dibattito tra utenti: prestazioni gaming contro uso quotidianoSui forum il confronto è acceso. Da un lato c’è chi non accetta che un dispositivo di fascia altissima non riesca a far girare giochi che vanno lisci anche su smartphone di fascia media, temendo ripercussioni anche su compiti come editing foto e video. Dall’altro, c’è chi ricorda che la serie Pixel è pensata soprattutto per fotografia, funzioni IA e un’esperienza software pulita basata su Pixel OS, non per il gaming spinto: chi cerca prestazioni videoludiche dovrebbe orientarsi su altri flagship Android, come i Galaxy, o su dispositivi dedicati come Nintendo Switch o Steam Deck.

Google al lavoro su una soluzioneSecondo alcune indiscrezioni riprese da testate come WIRED, Google starebbe già collaborando con gli sviluppatori di Genshin Impact per risolvere l’incompatibilità. Non è la prima volta che i Pixel richiedono aggiornamenti driver dopo il lancio per sistemare problemi simili, quindi non è escluso che una patch software possa arrivare nelle prossime settimane.

Genshin Impact: schermo rosa/viola, ingiocabile

Fortnite: scatti pesanti anche a dettagli minimi

Wuthering Waves: frame rate a singola cifra

Neverness to Everness: rallentamenti marcati

#android #pixel #bug #pixel11

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I was hoping the rumors of a better telephoto camera on the Pixel 11 Pro would prove true, but sadly, like so many other aspects of the Pixel experien

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I was hoping the rumors of a better telephoto camera on the Pixel 11 Pro would prove true, but sadly, like so many other aspects of the Pixel experience, this too might be WORSE than its predecessor...

https://somegadgetguy.com/2026/08/20/no-pixel-11-pro-does-not-take-better-close-up-photos-than-the-pixel-10-pro/

#tech #google #photography #photo #geek #review #pixel11 #technews #gadgets

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