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Google integra Gemini e la Ricerca con oltre 50 app esterne: ecco il Connected Apps Platform

Google ha lanciato in anteprima il Connected Apps Platform, una nuova piattaforma che permette di integrar

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Google ha lanciato in anteprima il Connected Apps Platform, una nuova piattaforma che permette di integrare servizi esterni direttamente dentro Gemini e Google Search. L’obiettivo è chiaro: permettere agli utenti di completare azioni concrete, come ordinare la spesa o avviare un allenamento, senza dover aprire ogni volta un’app diversa.

Cosa cambia per chi usa Gemini e la Ricerca GoogleGrazie alla nuova piattaforma, servizi legati a fitness, viaggi e shopping possono essere collegati direttamente a Gemini e alla Ricerca Google. In pratica, basta chiedere all’assistente AI di eseguire un’azione, come controllare il proprio punteggio di credito o avviare una sessione di allenamento, per completarla senza passare manualmente da un’app all’altra.

Google ha confermato che oltre 50 app sono già compatibili con l’integrazione. Su Gemini sono già disponibili servizi come Adobe, Experian, Localiza e Peloton, con Calm in arrivo a breve. Il supporto lato Google Search, invece, verrà attivato progressivamente nelle prossime una o due settimane.

Alla base ci sono MCP e le API AndroidDal punto di vista tecnico, gli sviluppatori possono collegare i propri servizi utilizzando un server basato sul protocollo MCP (Model Context Protocol) in cloud, oppure le API AppFunctions di Android. Per gestire l’integrazione, Google ha messo a disposizione una nuova console dedicata, chiamata Google Connected Console, che consente di testare le funzioni collegate, monitorare il tasso di errori e controllare in tempo reale l’utilizzo da parte degli utenti.

Attraverso questa console, gli sviluppatori possono anche scegliere se rendere disponibile la propria integrazione solo su Gemini oppure estenderla anche alla Ricerca Google. L’adozione di uno standard come MCP, secondo Google, dovrebbe permettere agli sviluppatori di collegare i servizi già esistenti senza doverli riprogettare da zero.

Un rollout graduale nei prossimi mesiPer il momento, l’accesso alla piattaforma è riservato agli sviluppatori che si iscrivono tramite il portale dedicato di Google, dove è possibile consultare la documentazione e iniziare a costruire le proprie integrazioni. Google ha precisato che la disponibilità per sviluppatori, paesi e tipologie di prodotto si estenderà in modo progressivo nei prossimi mesi.

Si tratta di un passo ulteriore nella direzione di un’intelligenza artificiale che non si limita a rispondere alle domande, ma agisce concretamente su servizi esterni. Se l’adozione da parte degli sviluppatori sarà ampia, gli utenti Android potrebbero ridurre sensibilmente il numero di app da aprire manualmente per completare le attività quotidiane, anche se al momento restano ancora limitazioni sui servizi e sui paesi coperti.

#ai #google #android #gemini

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Gemini 4 Carbon is Google's strongest model to date, announced on 2026-10-28. Google says it is built... #

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Gemini 4 Carbon is Google's strongest model to date, announced on 2026-10-28. Google says it is built...
Gemini 4 Carbon: Cyber Benchmarks, Pricing and Access

#cybersecurity #ai #google #software #gemini #coding #community #engineering #development #inclusive

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Samsung Galaxy Buds On: gli auricolari open-ear con 38 ore di autonomia e controllo con i movimenti della testa

Samsung ha presentato Galaxy Buds On, nuovi auricolari wirel

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Samsung ha presentato Galaxy Buds On, nuovi auricolari wireless open-ear pensati per chi vuole ascoltare musica o gestire le chiamate senza isolarsi completamente dall’ambiente circostante. Il design a clip, pensato per essere agganciato all’esterno dell’orecchio, li rende adatti a chi si allena all’aperto o si sposta in città e vuole restare comunque consapevole di ciò che lo circonda. Il lancio è previsto per i primi di novembre 2026, al prezzo di 229 dollari.

Un design a clip che non chiude l’orecchioA differenza degli auricolari in-ear tradizionali, i Galaxy Buds On non si inseriscono nel canale uditivo ma si agganciano all’esterno dell’orecchio. Samsung afferma di aver sviluppato la forma analizzando oltre 119 milioni di dati relativi a diverse conformazioni dell’orecchio, per garantire una vestibilità adatta al maggior numero possibile di utenti. Ogni auricolare pesa 6,65 grammi: un peso distribuito con cura tra banda, batteria e altoparlante per garantire stabilità durante il movimento.

Audio adattivo e riduzione della dispersione del suonoDal punto di vista audio, i Buds On integrano un TwinBoost Speaker da 11,3 mm abbinato alla piattaforma Snapdragon S7 Gen 1 Sound e a un amplificatore Classe D ad alta efficienza, con regolazione automatica del volume in base al rumore ambientale. Per limitare uno dei difetti tipici del design open-ear, cioè la dispersione del suono verso l’esterno, Samsung ha introdotto la funzione Audio Leakage Reduction, che genera un’onda sonora in controfase dal retro dell’auricolare per attenuare il suono percepibile da chi sta vicino; l’efficacia reale andrà verificata con una prova sul campo. Per le chiamate sono presenti tre microfoni e un sensore Voice Pickup Unit che rileva le vibrazioni della mascella, insieme a un filtro basato su machine learning per attenuare rumori tipici degli ambienti urbani.

Gemini Live e controllo con i gesti della testaI nuovi auricolari si integrano sia con l’ecosistema Galaxy che con i servizi Google. Su smartphone Galaxy basta aprire la custodia per avviare l’accoppiamento, senza dover scaricare l’app Galaxy Wearable, e le impostazioni principali sono gestibili direttamente dal pannello rapido di Android.

Controllo con i gesti della testa: annuire o scuotere il capo permette di rispondere a una chiamata, silenziare una sveglia o gestire le notifiche.

Gemini Live: una richiesta vocale consente di avviare l’assistente IA di Google in modalità hands-free.

Memo vocali: una pressione prolungata avvia la registrazione audio, gestibile anche tramite comandi vocali a Bixby.

Autonomia e disponibilitàLa batteria degli auricolari ha una capacità di 61 mAh per lato, mentre la custodia arriva a 530 mAh: Samsung indica un’autonomia massima di 9,5 ore con i soli auricolari e di 38 ore complessive con la custodia, con 5,5 e 25 ore rispettivamente in chiamata. I Buds On supportano Bluetooth 6.2, i codec proprietari SSC e SSC UHQ oltre a AAC, SBC e LC3, e sono certificati IP54. Sono compatibili con smartphone Android 12 o successivi con almeno 1,5 GB di RAM. Il colore disponibile è il nero, al prezzo di 229 dollari: per ora la commercializzazione è confermata solo per gli Stati Uniti, mentre non è stata ancora annunciata una data di lancio per l’Europa.

#android #gemini #galaxy #samsung

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Chrome userà Gemini e i dati di Gmail per compilare automaticamente i moduli online

Google ha avviato la distribuzione di una nuova funzione per il riempimento automatico avanzato di Chrome,

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Google ha avviato la distribuzione di una nuova funzione per il riempimento automatico avanzato di Chrome, che ora può sfruttare anche le informazioni salvate in Gmail. Grazie a Gemini e alla funzione Personal Intelligence, il browser potrà suggerire automaticamente numeri d’ordine, informazioni di tracciamento delle spedizioni e dettagli delle prenotazioni di volo quando si compila un modulo online.

Come funziona il nuovo autofill basato su GmailFinora il riempimento automatico di Chrome si basava soprattutto su dati come nome, indirizzo e numero di telefono. La novità sta nel fatto che il browser può ora recuperare anche informazioni contenute nelle email per proporle al momento giusto. Un esempio tipico è la compilazione di una scheda di ingresso digitale durante un viaggio all’estero, dove spesso servono il numero del volo o l’indirizzo dell’hotel: prima bisognava aprire l’email di conferma, copiare i dati e tornare sul modulo, mentre ora Chrome può suggerirli direttamente a partire dalle informazioni ricevute via Gmail. La funzione era in fase di test da circa luglio 2026, ma solo ora Google ne ha annunciato il rilascio effettivo.

Attenzione alla privacyTrattandosi di una funzione che accede a dati personali contenuti nella posta elettronica, il tema della privacy è centrale. Google afferma che i dati sensibili vengono cifrati e che l’utente può decidere in autonomia se attivare o disattivare la funzione, gestendo le relative impostazioni. Restano da chiarire nel dettaglio quali informazioni vengano effettivamente analizzate e in quali condizioni vengano proposte in fase di compilazione.

Al momento solo per gli Stati Uniti, su PC, Android e iOSLa funzione è per ora disponibile solo per gli utenti negli Stati Uniti, sulle versioni di Chrome per desktop, Android e iOS, e richiede che Personal Intelligence sia attiva. Google non ha ancora comunicato quando la funzione arriverà in altri paesi, Italia compresa. Se l’autofill basato su Gmail dovesse arrivare anche da noi, potrebbe semplificare non poco la compilazione di moduli ricorrenti legati a viaggi, acquisti online e prenotazioni.

#ai #google #android #gemini

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Draft by Trevor Heshka, IT Support · Cybersecurity · Full-Stack & AI, Nanaimo BC Two weeks after...

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Draft by Trevor Heshka, IT Support · Cybersecurity · Full-Stack & AI, Nanaimo BC Two weeks after...
Gemini 4 Carbon: What Defenders Should Know About Google's Newest Model

#cybersecurity #ai #software #gemini #coding #community #engineering #development #inclusive

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A security agent can produce a convincing explanation and a plausible patch while leaving the...

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A security agent can produce a convincing explanation and a plausible patch while leaving the...
Gemini 4 Carbon’s Security Results Put Patch Verification in Focus

#cybersecurity #ai #software #gemini #coding #community #engineering #security #development #inclusive

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Android Bench: Gemini 4 Argon di Google resta indietro rispetto a Claude e GPT-6 nella programmazione per Android

Google ha aggiornato il 26 ottobre il suo Android Bench, la classifica che misura le capacità dei modelli

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Google ha aggiornato il 26 ottobre il suo Android Bench, la classifica che misura le capacità dei modelli di intelligenza artificiale nello sviluppo di app Android. Nonostante sia il benchmark della stessa Google, il suo modello più recente, Gemini 4 Argon, non riesce a imporsi: a guidare la classifica sono Claude Sonnet 5.5 di Anthropic e, sul fronte del rapporto qualità-prezzo, GPT-6.1 Sol di OpenAI.

Claude Sonnet 5.5 al primo postoAndroid Bench valuta i modelli AI su attività di sviluppo specifiche per Android, tenendo conto delle best practice della piattaforma e, novità di questo aggiornamento, anche del livello di “ragionamento” impiegato da ciascun modello. Tra le novità in classifica figurano GPT-6 Sol e GPT-6.1 Sol di OpenAI, Claude Sonnet 5 e Sonnet 5.5 di Anthropic, e naturalmente Gemini 4 Argon di Google. Al vertice si piazza Claude Sonnet 5.5, con un tasso di superamento dei test del 40% e un tasso di completamento dell’80,9%. Anche Claude Opus 5.5, aggiunto alla classifica a inizio ottobre, occupa la seconda posizione, confermando il buon momento dei modelli Anthropic.

GPT-6.1 Sol convince sul prezzoSe GPT-6.1 Sol non riesce a scalzare Claude Sonnet 5.5 dal primo posto in termini di tasso di successo (29,3%), lo supera per tasso di completamento (82,8%) e soprattutto per costo medio: appena 99,50 dollari contro i 1.574,90 dollari del modello al vertice della classifica. Un dato che potrebbe pesare parecchio per gli sviluppatori che devono scegliere uno strumento AI da integrare nei propri flussi di lavoro quotidiani.

Gemini 4 Argon si ferma al quinto postoIl modello più recente di Google si ferma in quinta posizione, con un tasso di superamento dei test del 21,3%, un tasso di completamento dell’81,8% e un costo medio di 267,70 dollari. Un risultato che lo pone dietro anche a Claude Fable 5.1. Il dato sul completamento resta comunque solido, vicino a quello di GPT-6.1 Sol, segno che il modello riesce spesso a portare a termine i compiti assegnati senza però rispettare sempre gli standard di qualità richiesti dai test.

Un risultato scomodo per GoogleGià al momento del lancio di Gemini 4 Argon erano emerse voci interne su alcune difficoltà del modello con determinati task di programmazione, voci che Google aveva in parte respinto. Un singolo benchmark non basta certo a giudicare le capacità complessive di un modello AI nella scrittura di codice, ma il fatto che proprio lo strumento di valutazione sviluppato da Google per l’ecosistema Android veda il suo modello più recente in difficoltà rispetto alla concorrenza resta un dato su cui l’azienda dovrà riflettere.

#ai #google #android #gemini

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Perché gli utenti Pixel non passano ad altri smartphone (ma Gemini comincia a far discutere)

Cosa spinge chi possiede un Google Pixel a restare fedele al brand, anno dopo anno? Una discussione nata su

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Cosa spinge chi possiede un Google Pixel a restare fedele al brand, anno dopo anno? Una discussione nata sul forum Reddit dedicato ai Pixel, ripresa dal sito Android Authority, mette in luce i punti di forza più apprezzati dagli utenti di lunga data, ma anche alcune crepe che si stanno aprendo, a partire dal ruolo crescente di Gemini nell’esperienza d’uso.

Software semplice e funzioni esclusiveIl motivo più citato per restare su Pixel è la pulizia del software: molti utenti dicono di apprezzare un’interfaccia priva di app duplicate o superflue, in netto contrasto con quanto percepiscono su One UI di Samsung. A questo si aggiunge la longevità dei dispositivi: c’è chi racconta di aver usato per anni un Pixel 2 XL apprezzandone l’affidabilità, o di non sentire il bisogno di cambiare un Pixel 7 nonostante il tempo passato. Pesano anche funzioni esclusive come lo screening delle chiamate, il filtro antispam, la dettatura vocale e Gboard, ormai parte integrante delle abitudini quotidiane di molti utenti, al punto da scoraggiare il passaggio a iPhone.

Fotocamera apprezzata, ma non priva di criticheLa fotocamera resta uno dei principali motivi di attaccamento al brand, grazie alla capacità di scattare belle foto senza dover intervenire su impostazioni complesse. Non manca però chi segnala una certa stagnazione nell’elaborazione delle immagini e prestazioni meno convincenti in ambito video rispetto alla concorrenza. Alcuni utenti, pur avendo scelto Pixel proprio per la fotocamera, dicono di valutare un cambio di marca a causa di queste insoddisfazioni.

Gemini divide gli utenti storiciIl nodo più controverso riguarda la spinta di Google verso Gemini. Diversi utenti lamentano la perdita di funzioni e modalità d’uso che erano disponibili con il vecchio Google Assistant, con comandi vocali che non sempre funzionano come previsto, incluse alcune segnalazioni di problemi su Android Auto. C’è chi vorrebbe che Google investisse meno nell’espansione delle funzioni AI e più nel miglioramento delle prestazioni hardware e dell’usabilità generale del telefono.

Tensor, batteria e prezzo sotto osservazioneAnche sull’hardware le opinioni sono divise: per molti il chip Tensor è più che sufficiente per l’uso quotidiano, mentre altri segnalano problemi di autonomia, surriscaldamento e un prezzo che non sempre è giustificato dal confronto con le prestazioni offerte dai rivali di fascia alta. Resta comunque un dato di fatto: la fedeltà alla linea Pixel non si basa solo sulle specifiche tecniche, ma su un insieme di software semplice, funzioni esclusive e integrazione con i servizi Google. Se da un lato Gemini rappresenta il futuro della strategia di Google, dall’altro rischia di scontentare proprio chi ha scelto Pixel per la sua immediatezza, a meno che l’azienda non riesca a migliorare contestualmente anche fotocamera, autonomia e prestazioni.

#google #android #gemini #pixel

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Addio Google Assistant, il 42% degli utenti vorrebbe tornarci dopo il passaggio a Gemini

Il passaggio da Google Assistant a Gemini continua a divider

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Il passaggio da Google Assistant a Gemini continua a dividere gli utenti Android. Secondo un sondaggio condotto da Android Authority tra oltre 1.300 lettori, il 42% ritiene che Gemini rappresenti un passo indietro rispetto al vecchio assistente vocale e vorrebbe la possibilità di tornare a Google Assistant, nonostante questo sia stato progressivamente dismesso da Google.

Il 42% considera Gemini un downgradeI risultati del sondaggio restituiscono un quadro piuttosto netto: il 42% degli intervistati giudica Gemini un peggioramento rispetto a Google Assistant e desidera un ritorno al passato; il 20,9% riporta un’esperienza incostante, con risultati talvolta buoni e talvolta deludenti; il 16,3% apprezza le capacità legate all’intelligenza artificiale ma lamenta difficoltà nelle operazioni di base; solo il 13% ritiene Gemini complessivamente superiore a Google Assistant; infine il 7,8% dichiara di non aver mai utilizzato Gemini come assistente vocale.

Problemi anche con comandi semplici come le chiamateDiversi utenti hanno raccontato episodi concreti di malfunzionamento: in un caso, la richiesta di chiamare un familiare non è stata eseguita correttamente, oppure lo è stata con tempi di attesa eccessivi. Alcuni lettori hanno provato a tornare a Google Assistant dopo un’esperienza insoddisfacente con Gemini, scoprendo però che l’opzione non era più disponibile. Il punto centrale delle critiche riguarda la fiducia: secondo diversi intervistati, un assistente vocale quotidiano dovrebbe garantire innanzitutto l’esecuzione affidabile delle funzioni di base, più che funzionalità avanzate basate su modelli linguistici di grandi dimensioni.

Effetti anche su Android AutoLo stesso autore dell’articolo di Android Authority, Andy Walker, ha espresso un giudizio critico sulla transizione, segnalando in particolare problemi nell’uso di Gemini su Android Auto, dove la certezza che un comando vocale venga compreso ed eseguito rapidamente è fondamentale durante la guida. Ritardi o fraintendimenti in questo contesto non sono solo fastidiosi, ma possono incidere direttamente sulla sicurezza e sulla comodità al volante.

La sfida di Google: potenza dell’IA e affidabilità quotidianaGemini offre indubbiamente funzionalità avanzate, dalla generazione di testo alle risposte più elaborate, ma il sondaggio suggerisce che per molti utenti questo non basta a compensare una minore affidabilità nelle operazioni quotidiane. Perché la transizione da Google Assistant possa essere considerata un successo, Google dovrà probabilmente lavorare ancora sulla capacità di Gemini di gestire con sicurezza i comandi più semplici, quelli su cui si basa l’uso quotidiano di un assistente vocale su smartphone Android.

#google #android #gemini #googleassistant

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Chrome rafforza la sicurezza: ora rileva i comandi pericolosi copiati e usa Gemini contro i siti truffa

Google ha potenziato le funzioni di protezione di Chrome legate alla Navigazione sicura. Per chi ha attiva

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Google ha potenziato le funzioni di protezione di Chrome legate alla Navigazione sicura. Per chi ha attivato la protezione avanzata, il browser è ora in grado di rilevare comandi pericolosi copiati negli appunti e di sfruttare Gemini per individuare siti truffaldini in modo più efficace, con un occhio di riguardo alle truffe di tipo ClickFix.

Avviso quando si copiano comandi pericolosiLa novità più rilevante riguarda la protezione dagli attacchi basati sugli appunti. Le truffe ClickFix sfruttano falsi messaggi di errore o avvisi di sicurezza per convincere l’utente a copiare ed eseguire comandi dannosi, spesso in un terminale esterno al browser, con l’obiettivo di installare malware o eseguire codice non autorizzato. Con la protezione avanzata attiva, Chrome analizza ora il testo copiato per verificarne la pericolosità: prima dell’invio ai server di Google, i dati sensibili che potrebbero identificare l’utente vengono rimossi, dopo di che il comportamento del comando viene analizzato e, se ritenuto rischioso, Chrome mostra un avviso prima che venga eseguito.

Gemini amplia il riconoscimento delle truffe onlineChrome utilizzava già, in alcuni contesti, il modello on-device Gemini Nano per individuare le truffe da falso supporto tecnico, quelle in cui un avviso contraffatto segnala un’infezione da virus inesistente per spingere l’utente a scaricare software sospetti o chiamare falsi numeri di assistenza. Google ha ora annunciato il passaggio a un modello Gemini più potente eseguito lato server, capace di riconoscere anche falsi antivirus e falsi avvisi di aggiornamento del browser, ampliando la capacità del sistema di individuare tentativi di truffa più sofisticati.

Avvisi e blocco per i siti più pericolosiAnche la Navigazione sicura “classica” è stata rafforzata: quando Chrome sospetta che un sito sia rischioso, mostra un’icona a forma di scudo nella barra degli indirizzi, che apre un avviso con la possibilità di tornare in un luogo sicuro o procedere comunque a proprio rischio. Per i siti considerati decisamente pericolosi, invece, Chrome blocca l’intera pagina con un avviso a schermo intero, impedendo l’interazione e riducendo il rischio di cadere in trappole che sfruttano vulnerabilità note.

I dettagli sulla privacyGoogle ha precisato che la raccolta dei dati legata a queste funzioni è limitata al minimo indispensabile, e che l’analisi delle pagine effettuata tramite Gemini non prevede la memorizzazione dei contenuti né il loro utilizzo per l’addestramento dei modelli. Per quanto riguarda il controllo degli appunti, resta comunque il fatto che il testo copiato viene inviato ai server di Google per l’analisi: un aspetto di cui gli utenti della protezione avanzata dovrebbero essere consapevoli.

#ai #google #privacy #android #gemini

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Pixel, il riconoscimento del volto migliora al buio: lo schermo si illumina per aiutare lo sbloccaggio

Google sembra al lavoro su una novità per migliorare il Face Unlock dei [Pixel](https://androidiani.net/ca

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Google sembra al lavoro su una novità per migliorare il Face Unlock dei Pixel negli ambienti bui. Nel codice di Android 17 QPR3 Beta 2 è stato individuato un riferimento a una funzione chiamata “Face Active Illumination”, che illuminerebbe il volto dell’utente aumentando la luminosità dello schermo.

Lo schermo come fonte di luce per il riconoscimentoSecondo l’analisi di Android Authority sul codice della beta, è stata individuata una nuova opzione chiamata “Brighten screen in low light” (Aumenta la luminosità dello schermo in condizioni di scarsa illuminazione), attivabile o disattivabile direttamente dal menu delle impostazioni di Face Unlock. In base al codice, quando l’ambiente è così buio che il volto dell’utente risulta solo parzialmente visibile, lo schermo si illuminerebbe automaticamente per facilitare il riconoscimento; è previsto anche un comportamento dedicato per le condizioni di oscurità totale.

Uno slider per regolare l’intensità della luceAl primo utilizzo della funzione dovrebbe comparire una schermata di conferma, mentre nel codice è presente anche un cursore per regolare l’intensità della luce dello schermo, bilanciando l’esigenza di non risultare troppo abbagliante con quella di garantire un riconoscimento più preciso del volto.

Attenzione a modalità Non disturbare e guidaDal codice si intuisce che la funzione potrebbe tenere conto anche di impostazioni come la modalità silenziosa o le ore dedicate al sonno, così come della possibilità di scegliere se farla funzionare durante la guida. Quest’ultimo aspetto non è un dettaglio secondario: un’improvvisa illuminazione dello schermo durante la guida notturna potrebbe infatti disturbare la visuale, per cui la possibilità di controllare il comportamento della funzione in queste situazioni avrebbe anche un valore legato alla sicurezza. Trattandosi però di codice ancora in fase di beta, le impostazioni definitive potrebbero cambiare prima del rilascio pubblico.

Una soluzione diversa dal Face ID di iPhoneIl problema che questa funzione cerca di risolvere riguarda proprio i limiti del riconoscimento facciale sui Pixel in condizioni di scarsa luce. Il Face ID di iPhone si basa su un proiettore di punti a infrarossi capace di ricostruire la forma tridimensionale del volto anche al buio completo, senza bisogno di luce visibile. I Pixel, a partire dal Pixel 5, si affidano invece principalmente alla fotocamera frontale tradizionale, priva di un sistema dedicato a infrarossi come quello che equipaggiava il precedente Pixel 4, risultando quindi meno efficaci in ambienti bui.

La soluzione individuata da Google non introduce un nuovo sensore a infrarossi, ma punta a sfruttare la luce già emessa dallo schermo per migliorare il riconoscimento con l’hardware esistente. Al momento Face Active Illumination non è stata annunciata ufficialmente, non è chiaro quali modelli Pixel la supporteranno e non esiste una data di rilascio definita: ulteriori dettagli potrebbero emergere nelle prossime beta di Android 17.

#android #gemini #pixel

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Google Gemini arriva sul desktop Linux con un'applicazione dedicata, senza dover passare continuamente dal browser.

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Google Gemini arriva sul desktop Linux con un'applicazione dedicata, senza dover passare continuamente dal browser. https://www.linuxeasy.org/gemini-desktop-arriva-in-veste-non-ufficiale-per-arch-linux/

#linux #gemini #googlegemini #archlinux

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Gemini cambia nome (di nuovo): le Gems diventano Skills, Spark si chiamerà Task

Google sta riorganizzando profondamente le funzionalità di [Gemini](https://androidiani.net/category/softw

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Google sta riorganizzando profondamente le funzionalità di Gemini, il suo assistente basato sull’intelligenza artificiale. Le Gems, le AI personalizzate create dagli utenti, migreranno verso una nuova funzione chiamata Skills, mentre l’agente autonomo Spark cambierà nome in Task. A completare il quadro ci sono anche le Scheduled Actions, già disponibili, che rischiano di confondere ulteriormente gli utenti su quale funzione usare per cosa.

Secondo quanto riportato da Android Police, la migrazione automatica delle Gems verso le Skills inizierà il 17 novembre 2026 per gli account Google personali, mentre gli account di lavoro e scuola passeranno al nuovo sistema nel corso del 2027.

Le Gems diventano Skills, richiamabili dalla chat normaleFinora le Gems permettevano di creare AI personalizzate con istruzioni specifiche, utilizzabili in una schermata separata dalla chat principale. Con le Skills, queste istruzioni personalizzate potranno essere richiamate direttamente dalla chat di Gemini: basterà digitare una barra (“/”) nel campo di input per scegliere la Skill da usare, oppure lasciare che sia Gemini stesso ad applicarla automaticamente in base al contesto della richiesta.

La novità più interessante è la possibilità di combinare più Skills contemporaneamente: si potrà, ad esempio, applicare le linee guida di un brand con una Skill e impostare il tono del testo con un’altra, senza dover più passare manualmente da un’AI personalizzata all’altra. Attenzione però: al momento del lancio, alcune funzioni disponibili con le Gems, come Canvas, Deep Research, Guided Learning e la generazione di video e musica, non saranno ancora supportate dalle Skills, così come la condivisione delle Skills e l’allegato di file da Google Drive. Chi usa intensamente queste funzioni farà bene a verificarne la compatibilità prima della migrazione.

Spark diventa Task: l’agente che lavora in autonomiaPiù articolato il destino di Spark, l’agente autonomo di Gemini, che nella nuova interfaccia verrà mostrato con il nome Task, affiancato da una schermata dedicata per passare dalla chat alle attività in corso. Curiosamente, le pagine di supporto di Google continuano per ora a usare il nome Spark, generando ulteriore confusione.

A differenza delle Scheduled Actions, che si limitano a generare un risultato a un orario stabilito, Spark/Task sfrutta una macchina virtuale su Google Cloud per continuare a lavorare anche quando lo smartphone è bloccato o il computer è chiuso. Può occuparsi di ricerche su più siti, liberare la casella di posta da newsletter indesiderate o monitorare il prezzo di un volo e avvisare l’utente quando scende sotto una certa soglia. Per le operazioni più delicate, come l’invio di email, acquisti, compilazione di form e modifiche di dati, il sistema richiede sempre una conferma manuale, e lo stesso vale per l’inserimento di password o dati di pagamento. Google stessa ammette che queste misure di sicurezza non eliminano ogni rischio, per cui è consigliabile controllare sempre l’esito delle attività più importanti affidate all’agente. Spark/Task può gestire fino a 15 attività contemporaneamente, ma richiede un abbonamento Google AI Pro o Ultra oltre all’attivazione di Keep Activity.

Gems → Skills: AI personalizzate richiamabili dalla chat principale

Spark → Task: agente autonomo per attività complesse su più app

Scheduled Actions: resta invariata, genera risultati a orari prestabiliti

Cosa conviene fare prima del 17 novembreCon l’aumento dei nomi in gioco, Gems, Skills, Scheduled Actions, Spark, Task, distinguere le funzioni di Gemini è diventato più complicato, nonostante l’obiettivo di Google sia semplificare l’esperienza unificando le istruzioni personalizzate nella chat principale. In vista della migrazione automatica del 17 novembre, Android Police consiglia di salvare copia delle istruzioni impostate in ogni Gem, magari in un file di testo, e di scaricare eventuali file di conoscenza caricati come riferimento, per evitare di perdere flussi di lavoro importanti nel passaggio al nuovo sistema.

#ai #google #android #gemini

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Tootik

A federated, text-based social network, written in Go, uses SQLite, with a Gemini frontend

https://github.com/dimkr/tootik

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Tootik

A federated, text-based social network, written in Go, uses SQLite, with a Gemini frontend

https://github.com/dimkr/tootik

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#activitypub #gemini #tootik

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Addio forzato a Google Assistant? Ecco il trucco per riportarlo in vita su Android (anche dopo Gemini)

Mentre Google continua a spingere la migrazione dell’assistente vocale verso [Gemini](https://androidiani.

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Mentre Google continua a spingere la migrazione dell’assistente vocale verso Gemini, su Reddit sta circolando un metodo per riportare in vita il vecchio Google Assistant su Android. La procedura, segnalata anche da Android Police, consiste nel tornare a una versione precedente dell’app Google e modificare alcune impostazioni per tornare a scegliere l’assistente storico al posto dell’IA generativa.

Come funziona il trucco: tornare a una vecchia versione dell’app GoogleIl metodo, condiviso dall’utente Reddit u/Seanykun-, si basa sul fatto che i server di Google Assistant risultano ancora attivi, nonostante la spinta verso Gemini come assistente predefinito. Per riattivarlo è necessario aprire le impostazioni Android, individuare l’app Google, disinstallare gli aggiornamenti per tornare alla versione iniziale e poi aprire l’app di Google Assistant dal Play Store: a quel punto, in alcuni casi, è possibile impostare nuovamente Google Assistant come assistente predefinito al posto di Gemini.

Un passaggio importante è disattivare l’aggiornamento automatico dell’app Google dalle impostazioni del Play Store, perché se l’app si aggiorna da sola alla versione più recente il vecchio assistente potrebbe tornare inaccessibile.

Non tutte le funzioni tornano a funzionare come primaIl trucco è stato testato su diversi dispositivi, compresi alcuni Pixel recenti, con buoni risultati per quanto riguarda l’assegnazione di Google Assistant ai tasti fisici. Meno affidabile risulta invece l’attivazione tramite comando vocale “Ok Google”, che in alcuni casi non funziona correttamente. I risultati, inoltre, possono variare da un dispositivo all’altro, quindi non è garantito di recuperare l’esperienza esattamente com’era in passato.

Un ripiego utile, ma non una soluzione definitivaSe Gemini offre risposte più elaborate grazie all’intelligenza artificiale generativa, molti utenti continuano a preferire la rapidità e la semplicità di Google Assistant per compiti quotidiani come impostare un timer o controllare un dispositivo smart home. Per questi utenti, il metodo scoperto su Reddit rappresenta un’alternativa temporanea.

Va però ricordato che si tratta di una soluzione di ripiego, non di una garanzia a lungo termine: se Google decidesse di spegnere definitivamente i server di Google Assistant, nemmeno tornare a una vecchia versione dell’app basterebbe più a farlo funzionare. Per chi non è ancora pronto a lasciare l’assistente storico, vale comunque la pena provare, sapendo che si tratta di un compromesso e non di una scelta a prova di futuro.

#google #android #gemini #googleassistant

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Google Play si rinnova: confronto tra app con l’IA e installazioni dirette dalle chat di Gemini

Google ha annunciato una serie di nuove funzioni per Google Pl

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Google ha annunciato una serie di nuove funzioni per Google Play, pensate per rendere più semplice la scoperta di app e giochi. Tra le novità più interessanti, la funzione di ricerca basata sull’intelligenza artificiale “Ask Play” si arricchisce di un sistema di confronto tra applicazioni, mentre in futuro sarà possibile installare le app suggerite direttamente dalle conversazioni con l’assistente Gemini.

Ask Play ora permette di confrontare più app insiemeAsk Play è la funzione di Google Play che permette di descrivere a parole le proprie esigenze per ottenere in risposta le app più adatte. Da oggi, i risultati di questa ricerca includono anche uno strumento di confronto: sarà possibile mettere a paragone le app individuate guardando aspetti come il modello di guadagno (pubblicità o acquisti in-app) e la presenza o assenza di funzioni di connettività, senza dover aprire ogni singola scheda per raccogliere le stesse informazioni manualmente.

Il vantaggio principale è evidente quando la ricerca restituisce più app con funzioni simili: il confronto diretto permette di scegliere più rapidamente quella più in linea con le proprie preferenze, riducendo il tempo necessario per valutare le alternative disponibili.

Installazioni dirette dalle chat con GeminiCon la funzione “Play in Gemini”, Google punta a far scoprire nuove app anche al di fuori dello store. Durante una conversazione con l’assistente, Gemini potrà suggerire applicazioni pertinenti all’argomento trattato, e in futuro sarà possibile trovare direttamente nella chat il link per installarle da Google Play, passando dalla scoperta all’installazione senza interruzioni.

È previsto anche il supporto ai deep link, i collegamenti che permettono di accedere direttamente a un contenuto specifico all’interno di un’app, anziché limitarsi a suggerirne semplicemente l’installazione. Google non ha ancora indicato una data di lancio precisa, ma ha confermato l’intenzione di estendere la funzione a tutti gli utenti Gemini nel prossimo futuro.

Più spazio al calcio e nuove interfacce per auto e visoriTra le altre novità, Google ha ampliato le “pagine tematiche sportive” per includere anche contenuti dedicati al calcio, con informazioni su campionati come MLS, Premier League, Champions League, Liga e Liga MX disponibili dal 14 ottobre 2026.

Infine, Google Play riceverà anche adattamenti dedicati a specifici tipi di dispositivo: un’interfaccia dinamica per i display delle auto, una visualizzazione pensata per gli spazi tridimensionali sui dispositivi Android XR, e una sezione dedicata alle app ottimizzate per schermi di grandi dimensioni sui notebook con Chrome OS. Un insieme di aggiornamenti che, nel complesso, punta a rendere la scoperta e la scelta delle app più semplice su qualunque tipo di dispositivo Android.

#ai #google #android #gemini

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Google lancia Gemini 4 Argon: scrittura più naturale, oltre 40 app collegate e primato nel Vals Index

Google ha avviato il rilascio di Gemini 4 Argon, il suo nuov

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Google ha avviato il rilascio di Gemini 4 Argon, il suo nuovo modello di intelligenza artificiale che punta a migliorare non solo le capacità di programmazione, ma anche la scrittura, le risposte a domande complesse e il supporto nelle attività quotidiane. Il modello sarà disponibile in modo progressivo per gli abbonati a Google AI Pro e Google AI Ultra, sia nell’app Gemini che nella modalità IA di Google Search.

Testi più naturali e maggiore coerenza con lo stile richiestoIl punto di forza di Gemini 4 Argon, secondo Google, è il salto di qualità nella scrittura: il modello riduce le ripetizioni e le espressioni stereotipate, evitando giri di parole vaghi a favore di un linguaggio più diretto e chiaro. Allo stesso tempo, è stata migliorata la capacità di seguire con precisione il tono richiesto dall’utente: un’email di lavoro potrà quindi risultare più formale, mentre un post per i social manterrà un registro più informale, il tutto senza bisogno di ripetere le istruzioni ad ogni messaggio durante conversazioni lunghe.

Dalla finanza alla scienza, competenze più ampieGemini 4 Argon migliora anche nella gestione di quesiti complessi legati al mondo reale: Google segnala progressi in ambiti come finanza, diritto, sicurezza informatica e ricerca scientifica. Il modello si è inoltre posizionato al primo posto nel Vals Index, l’indice che misura l’utilità concreta dell’IA in diversi settori economici. All’interno di Google, Gemini 4 Argon viene già utilizzato per risolvere problemi di ingegneria, ottimizzare flussi di lavoro e individuare e correggere vulnerabilità di sicurezza, con ambizioni dichiarate anche in campi come il calcolo quantistico, la fusione nucleare e le scienze della vita.

Più efficienza anche per gli sviluppatoriSul fronte della programmazione, l’utilizzo di Gemini 4 Argon nell’ambiente di sviluppo Google Antigravity avrebbe portato a un aumento di oltre il 35% nel numero di modifiche di codice proposte dagli agenti IA, con una riduzione di circa un terzo dei “rollback”, cioè dei ripristini a versioni precedenti del codice. Un segnale, secondo Google, di un modello che non si limita a generare più contenuto, ma che produce codice più affidabile e con meno correzioni necessarie.

Attenzione anche alla sicurezzaGoogle afferma di aver rafforzato anche i meccanismi di sicurezza del modello, migliorando la capacità di rifiutare richieste potenzialmente dannose, come la generazione di codice malevolo o istruzioni legate a materiali biologici pericolosi. Il modello sarebbe inoltre progettato per chiedere l’approvazione umana quando incontra ostacoli operativi, invece di tentare soluzioni rischiose in autonomia.

Per gli sviluppatori, Gemini 4 Argon sarà disponibile tramite le API a pagamento, utilizzabili da Google AI Studio, Android Studio e Google Antigravity. Google ha inoltre annunciato che nelle prossime settimane arriveranno anche gli altri modelli della famiglia Gemini 4, insieme a funzioni di gestione delle attività più avanzate e al collegamento con oltre 40 applicazioni di terze parti, un passo che punta a trasformare Gemini da semplice assistente informativo a strumento capace di portare a termine compiti concreti per gli utenti.

#ai #google #android #gemini

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Samsung One UI 9: tutte le novità e il piano di aggiornamento per i Galaxy

Samsung ha avviato il rilascio della One UI 9, la nuova interfaccia basata sulle più recenti funzioni di

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Samsung ha avviato il rilascio della One UI 9, la nuova interfaccia basata sulle più recenti funzioni di intelligenza artificiale, destinata agli smartphone e tablet Galaxy attualmente in commercio. Dopo il debutto in alcuni mercati internazionali, l’azienda ha ora reso ufficiale il calendario di distribuzione, confermando che l’aggiornamento toccherà anche modelli lanciati fino al 2023.

Le novità principali della One UI 9La nuova interfaccia punta a semplificare le operazioni quotidiane integrando in modo più profondo Galaxy AI e l’assistente Gemini di Google. Tra le funzioni più interessanti, spicca un sistema di multi-agente IA che, attivabile con una semplice pressione prolungata del tasto laterale, può eseguire compiti complessi come prenotare un taxi o ordinare del cibo a domicilio, interpretando comandi vocali in linguaggio naturale.

Riepiloghi intelligenti (Now Brief): card personalizzabili con meteo, agenda e salute.

Studio creativo: suggerimenti per generare immagini in base agli appuntamenti in agenda, come biglietti di auguri.

Traduttore con vista a thread: conversazioni tradotte più rapide e leggibili, con vantaggi anche per chi usa i Galaxy Buds.

Scansione documenti potenziata: correzione automatica delle pagine storte e rimozione delle dita che compaiono nelle foto.

Sicurezza e privacy rafforzateSamsung ha dedicato particolare attenzione anche alla sicurezza. La nuova funzione “Security Brief” raccoglie in un’unica schermata gli avvisi su malware e app sospette, mentre un sistema di protezione della privacy basato su intelligenza artificiale on-device segnala i tentativi di accesso non autorizzato ai permessi in background. Non manca una funzione anti-truffa capace di analizzare in tempo reale le voci alterate o generate artificialmente durante una chiamata, avvisando l’utente con un popup e una vibrazione in caso di sospetto tentativo di phishing vocale.

Quali Galaxy riceveranno l’aggiornamentoIl rollout, già partito in alcuni paesi, riguarderà progressivamente l’intera gamma Galaxy ancora supportata: dalla serie S26 fino alla S23, passando per i pieghevoli Z Fold e Z Flip (dalla generazione 5 in avanti), la serie A di fascia media e diversi tablet Galaxy Tab. Come da prassi, i modelli più recenti e di fascia alta riceveranno l’update per primi, seguiti nelle settimane successive dai dispositivi più datati. Samsung non ha ancora confermato un calendario dettagliato per il mercato italiano, ma la struttura del rollout lascia prevedere un’estensione graduale nelle prossime settimane, in linea con quanto già avvenuto per le versioni precedenti di One UI.

#ai #android #gemini #galaxy #samsung

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Addio Google Assistant, utenti Android in rivolta: Gemini non convince sulle funzioni base

Il passaggio da Google Assistant a Gemini sugli smartphone A

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Il passaggio da Google Assistant a Gemini sugli smartphone Android sta generando malumori crescenti tra gli utenti. Su Reddit si moltiplicano le segnalazioni di problemi su operazioni quotidiane come effettuare una chiamata o impostare una sveglia, funzioni che con il vecchio assistente funzionavano senza intoppi e che ora risultano meno affidabili.

Chiamate e sveglie: i problemi più segnalatiA settembre 2026 Google ha completato la transizione da Google Assistant a Gemini su mobile, eliminando definitivamente il vecchio assistente vocale. Google presenta Gemini come un’intelligenza artificiale in grado di gestire anche le attività quotidiane, ma secondo molti utenti delle community Android su Reddit, la sostituzione non garantisce ancora lo stesso livello di affidabilità.

Tra le lamentele più frequenti: richieste di chiamata che non riconoscono correttamente i contatti salvati in rubrica, oppure che finiscono per comporre il numero di un’attività commerciale con un nome simile. Anche impostare una sveglia richiederebbe talvolta più tentativi, con comandi che vanno ripetuti più volte per essere eseguiti correttamente.

Un utente racconta di usare normalmente l’assistente vocale per impostare un timer mentre cucina, e di essersi ritrovato costretto a chiedere al partner, utente iPhone, di occuparsene al posto suo, non riuscendo più a ottenere lo stesso risultato con Gemini.

Problemi anche su Android AutoLe difficoltà non si limitano allo smartphone: anche su Android Auto, il sistema utilizzato in auto, diversi utenti segnalano un peggioramento dell’esperienza. Chi prima riusciva ad avviare la navigazione verso l’indirizzo di un contatto semplicemente pronunciandone il nome, ora fatica a ottenere lo stesso risultato, perché Gemini non riconoscerebbe sempre correttamente i contatti salvati.

C’è anche chi racconta di comandi vocali che restano senza risposta per uno o due minuti, prima che l’operazione venga automaticamente annullata con un suono di notifica.

Impossibile tornare indietro?Al malcontento per le funzioni di base si aggiunge la frustrazione per non poter più scegliere di utilizzare il vecchio Google Assistant: alcuni utenti segnalano che, anche disattivando Gemini, l’assistente si riattiva da solo, o che l’opzione per tornare al vecchio sistema risulta difficile da trovare, anche se la situazione sembra variare da dispositivo a dispositivo e da account ad account.

Pesa anche lo stile delle risposte di Gemini, spesso percepito come troppo prolisso per richieste semplici: diversi utenti lamentano di ricevere lunghe spiegazioni o scuse quando basterebbe semplicemente eseguire il comando richiesto. Google continua a investire sullo sviluppo di Gemini, ma le segnalazioni raccolte online mostrano che, almeno per ora, non tutti gli utenti Android percepiscono il cambio di assistente come un reale miglioramento.

#google #android #gemini #bug #googleassistant #androidauto

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Sedici anni dopo, salta fuori un video inedito di : «se qualcun altro possiede la tecnologia primaria, alla fine ti batte». Oggi la nuova

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Sedici anni dopo, salta fuori un video inedito di : «se qualcun altro possiede la tecnologia primaria, alla fine ti batte». Oggi la nuova di nasce dai modelli di e noi, in Italia, su non possiamo nemmeno provarla: niente italiano, niente . Rimetto alla prova una mia tesi di marzo e scopro che tutto si gioca su una lettera sola. Buon ascolto! 🎧

🎙️ Buon ascolto! @diggita@mastodon.uno @tecnologia@mastodon.uno @tecnologia@mastodon.uno

https://www.ilmorso.it/Dettagli-grammaticali/

#google #europa #gemini #apple #iphone #siri #stevejobs

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